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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 2ª Domenica di Quaresima (A)

Lectio: 
Domenica, 16 Marzo, 2014

 La trasfigurazione di Gesù
Matteo 17, 1-9

1. LECTIO

a) Orazione iniziale:

O Dio che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per divenire coeredi della sua vita immortale.

b) Lettura del Vangelo:

Matteo 17, 1-91Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.3Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». 6All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». 8Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. 9E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».

c) Momenti di silenzio:

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

 

2. MEDITATIO

a) Chiave di lettura:

Il vangelo secondo Matteo insiste sulla venuta del regno dei cieli. Perciò quello di Matteo è il vangelo della Chiesa, cioè del popolo di Dio guidato dal suo capo e maestro Gesù il Cristo. Il testo che racconta l’evento della trasfigurazione fa parte di una sezione del vangelo nella quale, l’evangelista sviluppa il tema dell’inizio della venuta del regno in un gruppo di discepoli che a poco a poco costituirà il corpo della Chiesa. Il racconto della trasfigurazione lo troviamo in tutti i sinottici (Mc 9, 2-8; Lc 9, 28-36), e troviamo anche un riferimento a questo evento nella seconda lettera di Pietro (2Pt 1, 16-18). Il testo di Matteo (17, 1-9) però presenta alcune diversità. Il racconto si trova subito dopo il primo annunzio della passione e l’enunciazione delle condizioni necessarie nel sequela christi e anche l’evento della glorificazione del Figlio dell’uomo nella gloria del Padre (Mt 16, 21-28). Prima della glorificazione, Gesù deve andare a Gerusalemme per il compimento del mistero pasquale, cioè: passione, morte e risurrezione (Mt 16, 21). Coloro che desiderano e vogliono seguire Gesù devono rinnegare se stessi prendendo anche loro la croce per poi seguire il maestro (Mt 16, 24). Solo cosi si potrà partecipare alla sua gloria: «chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 16, 25). Coloro che non accettano l’evento della croce nella vita di Cristo e allora nel programma del sequela, sono considerati da Gesù «satana», perché non pensano «secondo Dio, ma secondo gli uomini» (Mt 16, 23). L’espressione che Gesù rivolge a Pietro: «lungi da me satana!» (Mt 16, 23) ci ricorda una simile espressione usata da Gesù nella parabola del giudizio finale «quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria» (Mt 25, 31-46): «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25, 41). Questa maledizione è rivolta a coloro che non riconoscono il Signore e perciò non fanno parte del suo regno.

Segue poi il racconto della trasfigurazione (Mt 17, 1-9) con la domanda sulla venuta di Elia e la guarigione dell’epilettico indemoniato (Mt 17, 10-21). Dopo questi eventi Gesù per la seconda volta annuncia la sua passione (Mt 17, 22) e nella questione sul pagamento della tassa per i bisogni del tempio, Gesù gioca con le parole sulla realtà della figliolanza (Mt 17, 24-27). Nella trasfigurazione il Padre dichiara che Gesù è «il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» (Mt 17, 5). Anche noi in lui noi siamo figli del medesimo Padre (Mt 5, 45; Mt 17, 25-26).

Gesù allora si presenta a noi come guida nel cammino verso il regno. Nel racconto della trasfigurazione Gesù è presentato come il nuovo Mosè che incontra Dio «su un alto monte» (Mt 17, 1) nella «nuvola luminosa» (Mt 17, 5) con il volto che brilla (Mt 17, 2). Anche Mosè incontra Dio nella nube sul monte Sinai (Es 24, 15-18), con il volto luminoso (Es 34, 29-35). Anche Elia incontra il Signore sull’Horeb, il monte di Dio (1Re 19, 9-13). Come per l’evento del Sinai (Es 19; 20; 33-34), anche qui nella trasfigurazione c’è la rivelazione della nuova legge: Ascoltare il Figlio prediletto nel quale Dio Padre si compiace (Mt 17, 5). Questa nuova legge, data da Dio sul Tabor per mezzo del nuovo Mosè, ci ricorda quello che disse il Patriarca nel libro del Deuteronomio: «Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto» (Dt 18, 15). In questo testo della trasfigurazione, più importante della legge, della quale Gesù è il compimento (perciò dopo la visione gli apostoli «non videro più nessuno, se non Gesù solo» (Mt 17, 7), si mette in rilievo la rivelazione da parte del Padre che proclama la filiazione divina di Gesù Cristo. Oltre a questa proclamazione nella trasfigurazione, l’identità del Figlio viene proclamata per altre due volte nel vangelo di Matteo: all’inizio e alla fine. Dopo il battesimo di Gesù nel Giordano, una voce dal cielo dice: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3, 17); e quando Gesù muore in croce, il centurione esclama parole di rivelazione e di fede: «Davvero costui era il Figlio di Dio!» (Mt 27, 54). Inoltre, questa proclamazione del Padre rivela Gesù come il servo del Signore, preannunciato da Isaia «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio» (Is 42, 1).

La scoperta dell’identità del Figlio, suscita nei tre testimoni il timore di Dio, prostrandosi con la faccia a terra (Mt 17, 6). Già all’inizio del vangelo, nella nascita di Gesù, i Magi «Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono» (Mt 2, 11). Una reazione simile la troviamo anche nel vangelo di Giovanni, dopo l’auto rivelazione del Signore, nel racconto dell’arresto di Gesù al Getsemani: «Disse loro Gesù: “Sono io!” […] Appena disse: “Sono io”, indietreggiarono e caddero a terra» (Gv 18, 5-6). Anche nell’Apocalisse, Giovanni «rapito in estasi» (Apoc 1, 10), vede «uno simile a figlio di uomo […] il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza» (Apoc 1, 12-16), e a causa di tale visione cade ai suoi piedi come morto (Apoc 1, 17). L’Apostolo in Rm 14: 11 e Fil 2: 10 proclamerà che davanti al Signore, «nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre».

Questa visione è strettamente legata al mistero della Pasqua, sembra una apparizione di Gesù risorto in tutta la sua gloria, è una reannunciazione della vita futura. Per questo motivo «discendendo dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione finché il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti» (Mt 17, 9).

b) Per orientare la meditazione e l’attualizzazione:

= Leggi un'altra volta il brano del vangelo, e trova nella Bibbia tutti i testi citati nella chiave di lettura. Cerca di trovarne altri testi paralleli che ti aiutino a penetrare a fondo il testo in meditazione.

= Alcune domande:
i) Ti sei mai chiesto chi è la persona di Gesù? La tua visione dell’identità di Gesù combacia a questa proclamazione nella trasfigurazione?
ii) Che significato ha per la tua vita la proclamazione di Gesù come Figlio di Dio?
iii) Gesù non si capisce senza il mistero pasquale della passione, morte e risurrezione. Che senso ha per te questo mistero? Come lo vivi quotidianamente?

 

3. ORATIO

a) Salmo 97:

Il tuo volto io cerco Signore, mostrami il tuo volto

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

Il tuo volto io cerco Signore, mostrami il tuo volto

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.
Tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra,
tu sei eccelso sopra tutti gli dei.

Il tuo volto io cerco Signore, mostrami il tuo volto

b) Preghiera finale:

Godiamo l’un l’altro, Amato,
in tua beltà a contemplarci andiamo,
sul monte e la collina,
dove acqua pura sgorga;
dove è più folto dentro penetriamo.
(Giovanni della Croce, Cantico Spirituale, 35)

 

4. CONTEMPLATIO

“in tua beltà a contemplarci andiamo”
Vuol significare: Comportiamoci in maniera tale da arrivare a specchiarci nella tua bellezza per mezzo della pratica dell’amore, vale a dire: siamo simili nella bellezza e sia la tua bellezza tale che, mirandoci scambievolmente, io appaia a te nella tua bellezza e tu mi veda in essa, il che avverrà trasformandomi nella tua bellezza. Così io vedrò te nella tua bellezza e tu me nella tua bellezza, e tu ti vedrai in me nella tua bellezza ed io mi vedrò in te nella tua bellezza. Che io sembri te nella tua bellezza e tu sembri me nella tua bellezza e la mia bellezza sia la tua e la tua sia la mia, così io sarò te nella tua bellezza e tu sarai me nella tua bellezza poiché la tua stessa bellezza sarà la mia. (Giovanni della Croce, Cantico Spirituale, 35/3)



date | by Dr. Radut