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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 13ª Domenica del tempo ordinario (B)

Lectio: 
Domenica, 1 Luglio, 2018

Gesù cura due donne
Vincere il potere della morte ed
aprire un nuovo cammino verso Dio
Marco 5,21-43

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

In questa 13ª Domenica del Tempo Ordinario la Chiesa ci propone una meditazione di due miracoli di Gesù a favore di due donne. Il primo a favore di una donna, considerata impura a causa di un’emorragia di cui pativa da dodici anni. L’altro a favore di una fanciulla di 12 anni, appena morta. Secondo la mentalità dell’epoca, qualsiasi persona che toccasse il sangue o un cadavere era considerata impura. Sangue e morte erano fattori di esclusione! Per questo, le due donne erano emarginate, escluse dalla partecipazione nella comunità. Anche oggi ci sono categorie di persone che sono escluse o che si sentono escluse dalla partecipazione nella comunità cristiana. Quali sono oggi i fattori che causano l’esclusione, sia nella Chiesa che nella società?
Marco descrive i due miracoli con immagini assai vive. Il testo è lungo. Durante la lettura, fai conto di stare in mezzo alla folla accompagnando Gesù verso la casa di Giàiro. E mentre cammini in silenzio, cerca di fare attenzione agli atteggiamenti così variegati delle persone che appaiono nella descrizione dei due miracoli: Giàiro, il padre della bambina, la folla, la donna che soffre a causa dell’emorragia, i discepoli, la fanciulla. Chiediti, quale sarebbe il tuo atteggiamento.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Marco 5,21-24: Il punto di partenza: Giàiro perde la figlia. Gesù va con lui, la folla lo segue
Marco 5,25-26: La situazione della donna che soffre di un’emorragia irregolare
Marco 5,27-28: Il ragionamento della donna davanti a Gesù
Marco 5,29: La donna riesce nel suo intento e guarisce
Marco 5,30-32: La reazione di Gesù e dei discepoli
Marco 5,33-34: La conversazione tra Gesù e la donna curata per la fede
Marco 5,35-36: La conversazione tra Gesù e Giàiro
Marco 5,37-40: L’arrivo a casa di Giàiro e la reazione della folla
Marco 5,41-43: La risurrezione della fanciulla

c) Il testo:

Marco 5,21-4321Essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare. 22Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi 23e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva». 24Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
25Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia 26e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, 27udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: 28«Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». 29E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.
30Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». 31I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». 32Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 33E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. 34Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male».
35Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». 36Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!». 37E non permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. 39Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». 40Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. 41Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!». 42Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. 43Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual’è il punto di questo testo che ti piace di più o che ti ha maggiormente colpito? Perché?
b) Qual’è l’atteggiamento della donna che ha toccato Gesù? E cos’è che le da forza per avere il coraggio di toccarlo?
c) Perché i suoi discepoli non capivano ciò che succedeva tra Gesù e la folla?
d) Chi era Giàiro? Qual’è l’atteggiamento di Gesù con lui e con sua moglie e sua figlia?
e) Una donna è curata ed integrata di nuovo nella convivenza della comunità. Una fanciulla viene alzata dal suo letto di morte. Cosa ci insegnano oggi queste due azioni di Gesù, per la nostra vita di famiglia ed in comunità?

5. Per coloro che desiderano approfondire il tema

a) Contesto di ieri e di oggi:

i) Lungo le pagine del suo Vangelo, Marco aumenta le informazioni sulla persona di Gesù. Fa vedere come il mistero del Regno si rispecchia nel potere che Gesù esercita a favore dei discepoli e della folla e, sopratutto, a favore degli esclusi e degli emarginati. Nello stesso tempo, nella misura in cui questo potere si manifesta, aumenta nei discepoli l’incapacità di capire, ed è sempre più chiaro che devono cambiare le idee che hanno sul messia. Altrimenti, l’incomprensione crescerà e corrono il pericolo di allontanarsi da Gesù.

ii) Negli anni settanta, epoca in cui Marco scriveva il suo vangelo, c’era una tensione molto grande nelle comunità cristiane tra i giudei convertiti ed i pagani convertiti. Alcuni giudei, soprattutto coloro che avevano appartenuto al gruppo dei farisei, continuavano fedeli all’osservanza delle norme di purezza della loro cultura millenaria e, per questo, avevano difficoltà a vivere con i pagani convertiti, perché pensavano di questi che vivevano nell’impurezza. Per questo, la narrazione dei due miracoli di Gesù a favore delle due donne era di grande aiuto per superare i vecchi tabù.

b) Commento del testo:

Marco 5,21-24: Il punto di partenza: Giàiro perde la figlia. Gesù va con lui e la folla lo segue.
La folla si unisce a Gesù che viene dall’altra riva. Giàiro, capo della sinagoga, chiede aiuto per sua figlia che sta morendo. Gesù va con lui e la folla lo accompagna, spingendolo da tutte le parti, perché tutti vogliono stare vicini a Gesù quando sta per fare un miracolo. E’ questo il punto di partenza dei due episodi che seguono: la guarigione della donna che patisce da dodici anni a causa di un’emorragia e la risurrezione della fanciulla di dodici anni.

Marco 5,25-26. La situazione della donna che soffre a causa di un’emorragia irregolare
Dodici anni di emorragia! Per questo, questa donna viveva esclusa, poiché in quel tempo il sangue rendeva impura la persona e chiunque la toccava. Marco dice che la donna aveva speso tutta la sua fortuna con i medici, ma invece di migliorare era peggiorata. Situazione senza soluzione!

Marco 5,27-28. Il ragionamento della donna davanti a Gesù
Lei sentì parlare di Gesù. Nacque in lei una speranza nuova. Disse tra se: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”. Il catechismo dell’epoca diceva: “Se tocco il suo mantello, io divento impuro”. La donna pensa esattamente il contrario! Segno questo di molto coraggio. Segno anche del fatto che le donne non erano completamente d’accordo con ciò che le autorità insegnavano. La donna si mette in mezzo alla folla che spingeva Gesù da tutte le parti, e quasi di nascosto, riesce a toccare Gesù.

Marco 5,29: La donna riesce nel suo intento e guarisce
Proprio in quel momento avverte nel suo corpo la guarigione. Fino ad oggi, in Palestina, in una curva del cammino vicino al lago di Galilea, vicino a Cafarnao, si legge su una pietra l’iscrizione: “Qui, in questo luogo, la donna considerata impura ma piena di fede, toccò Gesù e guarì!”

Marco 5,30-32. La reazione di Gesù e dei discepoli
Anche Gesù sente uscire da lui una forza “Chi mi ha toccato?” I discepoli reagiscono: “Tu vedi la folla che ti stringe attorno e chiedi: Chi mi ha toccato?” Ecco di nuovo un piccolo scontro tra Gesù ed i discepoli. Gesù aveva una sensibilità che non viene percepita dai discepoli. Questi reagiscono come tutti e non capiscono la reazione diversa di Gesù: Ma Gesù non rinuncia e continua a chiedere.

Marco 5,33-34. La conversazione tra Gesù e la donna curata per la fede
La donna si rende conto che è stata scoperta. E’ per lei un momento difficile e pericoloso. Poi, secondo la credenza dell’epoca, una persona impura che, come quella donna, si metteva in mezzo alla folla, contaminava tutti toccandola semplicemente. Rendeva tutti impuri davanti a Dio (Lv 15,19-30). Per questo, il castigo era che poteva essere emarginata e colpita con pietre. Ma malgrado ciò, la donna ha il coraggio di assumere ciò che ha fatto. Ma la donna, impaurita e tremante, gli si getta ai piedi e racconta la sua verità. Gesù pronuncia allora la parola finale dicendo: “Figlia, la tua fede ti ha salvato, va in pace e sii guarita dal tuo male!” Belle parole, molto umane. Con la parola “Figlia”, Gesù accoglie la donna nella nuova famiglia, nella comunità, che si forma attorno a lui. Avvenne ciò che lei pensava. Gesù riconosce che senza la fede di quella donna lui non avrebbe potuto operare il miracolo.

Marco 5,35-36. La conversazione tra Gesù e Giàiro
Ecco che in questo momento arriva il personale della casa di Giàiro per comunicargli che sua figlia è morta. Non c’era più bisogno, quindi, di disturbare Gesù. Per loro la morte era la grande frontiera e Gesù non riuscirà a superarla! Gesù ascolta, guarda verso Giàiro e gli applica ciò che ha appena visto, cioè che la fede è capace di fare ciò che la persona crede. E gli dice: “Non temere, credi solamente!”

Marco 5,37-40. L’arrivo di Gesù a casa di Giàiro e la reazione della folla
Gesù si separa dalla folla e solo permette ad alcuni discepoli di andare con lui. Giunti alla casa di Giàiro, vede le persone che piangono per la morte della fanciulla. E dice: “La fanciulla non è morta, sta dormendo”. Il personale della casa ride. La gente sa quando una persona dorme o quando è morta. E’ la risata di Abramo e di Sara, cioè di coloro che non riescono a credere che nulla è impossibile per Dio!” (Gv 17,17; 18,12-14; Lc 1,37). Anche per loro, la morta è una barriera che non è possibile superare. Le parole di Gesù hanno un significato assai più profondo. La situazione delle comunità del tempo di Marco sembrava una situazione di morte. Loro dovevano udire: “Non è morte! Voi state dormendo! Svegliatevi!” Gesù non da importanza alla risata ed entra nella stanza dove si trova la fanciulla, lui, i tre discepoli ed il padre della fanciulla.

Marco 5,41-43. La risurrezione della fanciulla
Gesù prende per mano la fanciulla e dice: “Talita kúmi!” E lei si alza. Grande strepitio! Gesù conserva la calma e chiede di dare da mangiare alla fanciulla. Guarigione di due donne! Una ha dodici anni e l’altra da dodici anni ha l’emorragia, dodici anni di esclusione! L’esclusione della fanciulla comincia all’età di dodici anni, perché iniziano le mestruazioni. Comincia a morire! Gesù ha un potere maggiore e la risuscita: “Alzati!”

c) Ampliando le informazioni: Le donne nei Vangeli

All’epoca del Nuovo Testamento, la donna viveva emarginata per il semplice fatto di essere donna (cf. Lv 15,19-27; 12, 1-5). Nella sinagoga non partecipava alla vita pubblica, non poteva essere testimone. Per questo molte donne resistevano contro questa esclusione. Fin dai tempi di Esdra, quando l’emarginazione della donna era più pesante ancora, (cf Esd 9,1-2;10,2-3), cresceva la sua resistenza, come appare nelle storie di Giuditta, Ester, Ruth, Noemi, Susanna, la Sulamita ed altre. Questa resistenza incontra eco ed accoglienza in Gesù. Ecco alcuni episodi in cui appaiono l’inconformismo e la resistenza delle donne nella vita quotidiana e l’accoglienza che Gesù dà loro:

La prostituta ha il coraggio di sfidare le norme della società e della religione. Entra in casa di un fariseo per incontrarsi con Gesù. Incontrando lui, incontra amore e perdono e riceve difesa contro i farisei. La donna curva non sente nemmeno le grida del capo della sinagoga. Cerca la guarigione, anche se è sabato. Gesù l’accoglie come una figlia e la difenda contro il capo della sinagoga (Lc 13, 10-17). La donna considerata impura causa della perdita di sangue, ha il coraggio di mettersi in mezzo alla gente e di pensare esattamente il contrario della dottrina ufficiale. La dottrina diceva: “Chi la tocca, rimane impuro!” Ma lei diceva: “Se riesco a toccarlo, guarirò!” (Mc 5,28). E’ accolta senza censura e viene curata. Gesù dichiara che la guarigione è il frutto della fede (Mc 5,25-34). La Samaritana, disprezzata perché considerata eretica, ha il coraggio di interpellare Gesù e di cambiare il verso della conversazione da lui iniziata (cf. Gv 4,19.25). Nel vangelo di Giovanni, è la prima persona che riceve il segreto che Gesù è il Messia (Gv 4,26). La donna straniera della regione di Tiro e Sidone non accetta la sua esclusione e sa parlare in modo tale da ottenere da Gesù l’essere da lui ascoltata (Mc 7, 24-30). Le madri con figli piccoli affrontano i discepoli e sono accolte e benedette da Gesù (Mt 19,13-15; Mc 10,13-16). Le donne che sfidarono il potere e rimasero accanto alla croce di Gesù (Mc 15,40; Mt 27,55-56.61), furono anche le prime a sperimentare la presenza di Gesù risorto (Mc 16,5-8; Mt 28,9-10). Tra di loro si trovava Maria Maddalena, considerata posseduta da spiriti cattivi, ma curata da Gesù (Lc 8,2). Lei ricevette l’ordine di trasmettere la Buona Notizia della risurrezione agli apostoli (Gv 20,16-18). Marco dice che "loro avevano seguito e servito Gesù quando era ancora in Galilea. C’erano anche molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme" (Mc 15,41). Marco si serve di tre parole importanti per definire la vita di queste donne: seguire, servire, salire a Gerusalemme. Sono le tre parole che definiscono il discepolo e la discepola ideale. Rappresentano il modello per gli altri discepoli che sono fuggiti!

6. Pregare con Salmo 103 (102)

Ringraziare Dio per tutto ciò che fa per noi!

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia;
egli sazia di beni i tuoi giorni
e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.

Il Signore agisce con giustizia
e con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosè le sue vie,
ai figli d'Israele le sue opere.

Buono e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Egli non continua a contestare
e non conserva per sempre il suo sdegno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Come il cielo è alto sulla terra,
così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;
come dista l'oriente dall'occidente,
così allontana da noi le nostre colpe.
Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

Perché egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
Come l'erba sono i giorni dell'uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.
Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.

Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli,
per quanti custodiscono la sua alleanza
e ricordano di osservare i suoi precetti.
Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono
e il suo regno abbraccia l'universo.

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
potenti esecutori dei suoi comandi,
pronti alla voce della sua parola.
Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere,
suoi ministri, che fate il suo volere.
Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in ogni luogo del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut