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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 2ª Domenica di Avvento (C)

Lectio: 
Domenica, 9 Dicembre, 2018

La predicazione di Giovanni Battista
Prepararci per la visita di Dio
Luca 3,1-6

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Il testo del Vangelo di questa seconda domenica di Avvento ci presenta Giovanni Battista, profeta, che appare nel deserto per preparare la via del Signore. La gente, da secoli, viveva già in attesa della venuta del Messia, ma il dominio sempre più pesante dell’occupazione romana aveva fatto aumentare il desiderio della venuta del Liberatore, del Salvatore. L’apparizione di Giovanni nel deserto era un segnale del fatto che Dio stava di nuovo visitando il suo popolo. La redenzione era vicina!
Luca si preoccupa di collocare l’apparizione di Giovanni nel contesto politico sociale e nel contesto religioso dell’epoca. Nel contesto politico sociale, Tiberio è l’imperatore, Pilato è il governatore della Giudea, Erode governa la Galilea, Anna e Caifa sono i sommi sacerdoti. Dopo, per mezzo di un testo biblico, Luca colloca Giovanni nel contesto religioso del progetto di Dio e dice che lui è venuto per preparare la realizzazione delle speranze secolari della venuta del Messia.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Luca 3,1-2: Collocazione dell’azione di Giovanni nel tempo e nello spazio
Luca 3,3: Riassunto dell’attività politica di Giovanni
Luca 3,4-6: Illuminazione biblica dell’attività di Giovanni

c) Testo:

1Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène, 2sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3Ed egli Luca 3,1-6percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, 4com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
5 Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.
6 Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual’è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché?
b) In quale luogo ed in che epoca appare Giovanni? Qual’è il significato di questa indicazione di tempo e di spazio?
c) Qual’è il significato dell’illuminazione biblica per capire l’attività di Giovanni?
d) Deserto, via, sentieri, burrone, monte, colle, passi tortuosi, luoghi impervi: qual’è il significato di queste immagini per capire meglio l’attività di Gesù?
e) Qual’è il messaggio di questo testo per noi oggi?

5. Per coloro che vorrebbero approfondire maggiormente il tema

a) Contesto di ieri e di oggi:

* Luca colloca l’attività di Giovanni Battista nel 15º anno del governo di Tiberio, imperatore di Roma. Tiberio fu imperatore dal 14 al 37 dopo Cristo. Nell’anno 63 prima di Cristo, l’impero romano aveva invaso la Palestina, imponendo al popolo una dura schiavitù. Le sommosse popolari si succedevano, una dopo l’altra, soprattutto in Galilea, ma furono duramente represse dalle legioni romane. Dal 4 anno prima di Cristo fino al 6 dopo Cristo, cioè durante il governo di Archelao, la violenza si fece sentire in Giudea. Questo fatto spinse Giuseppe e Maria a tornare verso Nazaret in Galilea e non verso Betlemme in Giudea (Mt 2,22). Nell’anno 6, Archelao fu deposto e la Giudea divenne una Provincia Romana con il Procuratore nominato direttamente dall’Imperatore di Roma. Pilato fu uno di questi procuratori. Governò dall’anno 25 al 36. Questo cambiamento nel regime politico portò una certa calma, ma sommosse sporadiche, come quella di Barabba (Mc 15,7) e la loro immediata repressione romana (Lc 13,1), ricordavano l’estrema gravità della situazione. Bastava che qualcuno attizzasse la brace per fare esplodere l’incendio della rivolta! La calma era appena una tregua, un’occasione offerta dalla storia, da Dio, affinché il popolo potesse fare una revisione del cammino intrapreso (cf Lc 13,3.5) e, così, evitare la distruzione totale. E Roma era crudele. In caso di una rivolta, la finirebbe con il Tempio e la Nazione (Giovanni 11,48; cf Lc 13,34-35; 19,41-44).

* É in questo contesto che, verso l’anno 28 dopo Cristo, Giovanni Battista appare come profeta nel deserto. Luca parla della grande aspettativa che si creò tra la gente attorno alla predicazione di Giovanni Battista, che annunciava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Anche oggi esiste una grande aspettativa di conversione e di riconciliazione con Dio che si manifesta in molti modi: la ricerca di un significato da dare alla vita, la ricerca di spiritualità, il movimento internazionale del Foro Sociale Mondiale “Un altro mondo è possibile!”, e tanti altri movimenti religiosi. Sociali e politici alla ricerca di un mondo più umano che rivelano il desiderio di conversione o di riconciliazione con Dio. L’avvento è un tempo appropriato per rinnovare in noi questo desiderio di mutamento, di conversione e di riavvicinamento a Dio.

b) Commento del testo:

Luca 3,1-2: Ricordando gli antichi profeti
Il modo in cui Luca introduce la predicazione di Giovanni è molto simile all’inizio dei libri degli antichi profeti. Loro solevano indicare i nomi dei re, durante il cui governo il profeta svolgeva la sua attività. Vedasi per esempio Isaia (Is 1,1), Geremia (Gr 1,1-3), Osea (Os 1,1), Amos (Am 1,1) ed altri. Luca fa la stessa cosa per dire che, quasi 500 anni senza avere un profeta, appare di nuovo un profeta che si chiama Giovanni, figlio di Zaccaria e di Elisabetta. Luca si preoccupa di collocare gli avvenimenti nel tempo e nello spazio. Presenta i nomi dei governanti e descrive i luoghi dove Giovanni agiva. La storia della salvezza, infatti, non è una storia diversa dalla storia umana e dalla nostra storia personale.
Questa preoccupazione di Luca suscita una curiosità. Oggigiorno, quando una persona è ordinata sacerdote o fa la professione perpetua, si è soliti stampare un’immagine ricordo in cui è indicata la data ed il luogo dell’ordinazione o della professione e si aggiunge una frase significativa della Bibbia o di un santo per esprimere il significato dell’ordinazione o della professione per la sua vita. Ma non si vede mai una piccola immagine, per esempio, dicendo “Nel quinto anno di Bush, presidente degli Stati Uniti; essendo Blair il presidente del consiglio del Regno Unito; Prodi il presidente del consiglio d’Italia; Zapatero presidente del consiglio della Spagna; essendo Joseph Ratzinger Papa con il nome di Benedetto XVI, ricevetti l’ordinazione sacerdotale per annunciare la Buona Notizia ai poveri, per aprire gli occhi ai ciechi, per liberare gli oppressi ed annunciare un anno di grazia da parte del Signore!” Perché Luca sceglie di collocare i dati della storia della salvezza nell’insieme della storia dell’umanità?

Luca 3,3: Pentimento e perdono
Giovanni percorre la regione del Giordano predicando un battesimo di penitenza per ottenere il perdono dei peccati. Pentimento (in greco: metanoia) significa mutamento non solo del comportamento morale, ma anche e soprattutto della mentalità. Mutamento nel modo di pensare! La gente doveva prendere coscienza del fatto che il suo modo di pensare, segato dal “fermento dei farisei e di Erode” (Mc 8,15), cioè dalla propaganda del governo e dalla religione ufficiale, era sbagliato e doveva cambiare. Il perdono porta con sé la riconciliazione con Dio e con il prossimo. In questo modo, Giovanni annunciava un nuovo modo in cui il popolo si metteva in rapporto con Dio. Riconciliazione sarà anche il marchio della predicazione di Gesù: riconciliarsi fino a “settanta volte sette” (Mt 18,22).

Luca 3,4-6: Definisce la missione di Giovanni
Luca cita il seguente testo di Isaia per aiutare i lettori a capire meglio il senso della predicazione di Giovanni: “Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà».” (Is 40,3-5). In questo testo, Isaia annunciava il ritorno del popolo dall’esilio verso la Palestina e lo descriveva come se fosse un nuovo Esodo. Era come se la gente, ritornando dalla prigionia di Babilonia, uscisse dall’Egitto ed entrasse di nuovo nel deserto. Per Luca, Gesù inizia un nuovo esodo che era preparato dalla predicazione di Giovanni nel deserto.
I vangeli di Matteo (Mt 3,3) e di Marco (Mc 1,3) citano anch’essi la stessa frase di Isaia, ma citano solo l’inizio (Is 40,3). Luca la cita interamente fino a dove Isaia dice: “Ed ogni uomo vedrà la gloria del Signore” (Is 40,5). L’espressione “ogni uomo” significa ogni essere umano. Questa piccola differenza indica la preoccupazione di Luca nel mostrare alle comunità che l’apertura per i pagani era già prevista dai profeti! Gesù è venuto non solo per i giudei ma affinché “ogni essere umano” potesse vedere la salvezza di Dio. Luca scrive il suo vangelo per le comunità della Grecia che, nella loro maggioranza, erano pagani convertiti.

c) Ampliando le informazioni:

Giovanni, il profeta – Fin dal secolo VI prima di Cristo, era cessata la profezia. "Non esistono più profeti", si diceva (Sl 74,9). La gente viveva in attesa del profeta promesso da Mosè (Dt 18,15; 1 Mac 4,46; 14,41). Questa lunga attesa terminò con la venuta di Giovanni (Lc 16,16). Giovanni era considerato dal popolo non come un ribelle del tipo di Barabba, né come uno scriba o fariseo, ma come un profeta atteso da tutti (Lc 1,76). Molti pensavano che fosse lui il Messia. Fino all’epoca di Luca, negli anni ’80, c’erano persone e soprattutto giudei che consideravano Giovanni il Messia (At 19,1-6).
Giovanni arriva ed annuncia: "Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino!" (Mt 3,2). Fu messo in carcere per il suo coraggio di denunciare gli errori sia del popolo che degli uomini di governo (Lc 3,19-20). Gesù, nell’udire che Giovanni era in carcere, ritorna in Galilea ed annuncia le stesse cose annunciate da Giovanni: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1,15). Gesù continua la predicazione di Giovanni e va oltre. In Giovanni termina il Vecchio Testamento, in Gesù inizia il Nuovo. Gesù arriva a dire: “Io vi dico, tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni; però il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui” (Lc 7,28).

Il contenuto della predicazione di Giovanni (Luca 3,7-18) – Giovanni attira moltitudini predicando un battesimo di mutamento e di perdono dei peccati. Segno che la gente voleva cambiare e desiderava rapportarsi con Dio in un nuovo modo. Giovanni denunciava gli errori ed attaccava i privilegi. Diceva che il fatto di essere figli di Abramo non offriva nessuna garanzia né vantaggi dinanzi a Dio. Per Dio, diceva lui, la pietra ed il figlio di Abramo sono la stessa cosa: "Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre!" (Lc 3,8) Ciò che promuove la persona dinanzi a Dio non è il privilegio di essere figlio di Abramo, ma la pratica che produce buoni frutti.
Luca indica tre categorie di persone che vanno a chiedere a Giovanni: “Cosa dobbiamo fare?”: il popolo (Lc 3,10), i pubblicani (Lc 3,12) ed i soldati (Lc 3,14). La risposta per il popolo è semplice: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto!” (Lc 3,11) Risposta chiara: la condivisione dei beni è la condizione per ricevere la visita di Dio e passare dal Vecchio al Nuovo Testamento. Nella risposta per i pubblicani (Lc 3,13) e per i soldati (Lc 3,14) Giovanni chiede la stessa cosa, ma applicata alla loro categoria. I pubblicani non possono incassare più di quanto è permesso. Lo sfruttamento della gente da parte dei pubblicani era la piaga della società di quell’epoca. I soldati non possono più estorcere o fare false denuncie, devono contentarsi con il salario.
Quando Luca scrive, verso gli anni 80, c’era ancora molta gente che pensava che Giovanni fosse il Messia (Cfr At 19,3; 13,15). Luca riporta le parole stesse di Giovanni per aiutare i lettori a collocare la persona di Giovanni nell’insieme della storia della salvezza. Giovanni riconosce che Gesù è il più forte. La differenza tra lui e Gesù sta nel dono dello Spirito che sarà dato attraverso Gesù. Luca mostra che l’idea che Giovanni aveva del Messia non era completa. Per Giovanni, il Messia sarebbe un giudice severo, pronto ad iniziare un giudizio, una condanna (Lc 3,17). Forse per questo Giovanni, più tardi, ebbe problema nel riconoscere Gesù come il Messia (Lc 7,18-28), poiché Gesù non si comportava come un Giudice severo che condannava. Anzi riuscì a dire: “Io non condanno nessuno!” (Gv 8,15; 12,47) Invece del giudizio e della condanna, mostrava tenerezza, accoglienza verso i peccatori e mangiava con loro.

6. Pregare con il Salmo 15 (14)

Signore, chi può entrare nel tuo santuario?

Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?

Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,
non dice calunnia con la lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.

Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia;
presta denaro senza fare usura,
e non accetta doni contro l'innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut