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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 20ª Domenica del tempo ordinario (A)

Lectio: 
Domenica, 20 Agosto, 2017

Accogliere gli esclusi
La donna cananea aiuta Gesù
a scoprire la volontà del Padre

Matteo 15,21-28

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, affinché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale Tu la leggesti ai discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, sopratutto nei poveri e nei sofferenti. La tua parola ci orienti affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo lo chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre ed inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Una chiave di lettura:

Nel testo di oggi Gesù incontra una donna straniera, cosa proibita dalla religione di quel tempo. Inizialmente Gesù non voleva dargli retta, ma la donna insistette e ottenne ciò che voleva. Questo testo aiuta a capire come Gesù faceva per conoscere e mettere in pratica la volontà del Padre.

b) Una divisione del testo per aiutare nella lettura:

Mt 15,21-22: Il grido addolorato della donna
Mt 15,23-24: Lo strano silenzio di Gesù e la reazione dei discepoli
Mt 15,25-26: Nuova richiesta della donna, e nuovo rifiuto di Gesù
Mt 15,27-28: Il terzo tentativo della donna ottiene la guarigione della figlia

c) Il testo:

21-22: Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio».
23-24: Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele».
Matteo 15,21-2825-26: Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini».
27-28: «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.

3. Un momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nell’orazione.

a) In questo episodio qual è il punto che ha richiamato maggiormente la mia attenzione e quale ho gustato di più?
b) Quattro personaggi appaiono nel testo: la donna, la figlia, i discepoli e Gesù. Cosa dice il testo sul comportamento di ciascuno? Con quale dei quattro tu ti identifichi meglio? Perché?
c) Gesù disse che la sua missione non gli permetteva di stare ad ascoltare la richiesta della donna. Ma subito dopo egli risponde alla richiesta. Come si spiega questo cambio improvviso nel comportamento di Gesù?
d) In quale maniera la risposta della donna circa i cagnolini e le briciole ha avuto influenza su Gesù?
e) Perché quelle parole rivelano la grandezza della fede della donna?
f) Come le parole di Gesù possono aiutare la nostra comunità ad avere una fede più salda?

5. Una chiave di lettura

per coloro che volessero approfondire di più il tema.

a) Il contesto nel quale Matteo conserva le Parole di Gesù:

* Il vangelo di Matteo, scritto intorno all’anno 85 dC., è indirizzato ad una comunità di giudei pii e osservanti, convertiti alla fede in Gesù. Imitando l’esempio di Gesù, essi avevano continuato a vivere secondo le tradizioni del popolo giudaico, osservando in tutto la legge di Mosé. Ma ora negli anni ’80 si trovano ad un bivio. Dopo la distruzione di Gerusalemme (70 dC), i farisei, loro fratelli di razza, avevano iniziato a riorganizzare il giudaismo e, in nome della fedeltà alla stessa legge di Mosé, cercavano di bloccare la diffusione sempre più forte dei cristiani. Arrivarono al punto di espellerli dalla sinagoga. Questa ostilità non prevista fece entrare in una crisi profonda di identità la comunità dei giudei cristiani. Poiché, tanto i farisei quanto i cristiani affermavano di essere fedeli alla legge di Dio. Chi dei due era nella verità? Con chi stava Dio? L'eredità del popolo ebraico a chi apparteneva: alla sinagoga o alla chiesa?

* Proprio per animare questo gruppo di giudei-cristiani, Matteo scrive il suo vangelo. Scrive per confermarli nella fede, mostrando che Gesù di fatto è il Messia, nel quale culmina tutta la storia dell’Antico Testamento. Scrive per consolarli in mezzo a tante ostilità, aiutandoli a superare il trauma della rottura con i fratelli. Scrive per convocarli a una nuova pratica di vita, mostrando come devono fare per arrivare ad una nuova giustizia, migliore della giustizia dei farisei.

* In questo contesto, l’episodio della donna cananea serviva a mostrare alle comunità come lo stesso Gesù avesse fatto passi concreti per oltrepassare i limiti della religione chiusa in se stessa e come Lui facesse per discernere la volontà del Padre oltre lo schema tradizionale.

b) Commento delle parole di Gesù, riportate da Matteo:

Matteo 15,21: Gesù si allontana dal territorio giudaico.
Nella discussione circa ciò che è puro e ciò che è impuro, Gesù aveva insegnato il contrario della tradizione degli antichi, dichiarando puri tutti gli alimenti, e aveva aiutato il popolo e i discepoli a uscire dalla prigione delle leggi di purità (Mt 15, 1-20). Ora, in questo episodio della donna cananea, si allontana dalla Galilea, oltrepassa le frontiere del territorio nazionale e accoglie una donna straniera che non apparteneva al popolo e con la quale era proibito conversare. Il vangelo di Marco informa che Gesù non voleva essere riconosciuto. Voleva restare anonimo. Ma stando a ciò che si vede, la sua fama già lo aveva preceduto (Mc 7, 24). Il popolo venne a saperlo e una donna iniziò a fare una richiesta a Gesù.

Matteo 15,22: Il grido angustiato della donna.
La donna era di un'altra razza e di un'altra religione. Essa inizia a supplicare per la guarigione della figlia che era posseduta da uno spirito immondo. I pagani non avevano problemi nel ricorrere a Gesù. I giudei invece avevano problemi a convivere con i pagani! Era loro proibito dalla legge entrare a contatto con una persona di altra religione o razza.

Matteo 15,23-24: Lo strano silenzio di Gesù e la reazione dei discepoli.
La donna grida, ma Gesù non risponde. Atteggiamento strano! Perché la certezza che percorre la Bibbia, da capo a fondo, è che Dio sempre ascolta il grido del popolo oppresso. Ma qui Gesù non ascolta. Non vuole ascoltare. Perché? Perfino i discepoli sono sorpresi dal comportamento di Gesù e chiedono che presti attenzione alla donna. Essi vogliono liberarsi da quel grido: "Esaudiscila, vedi come ci grida dietro". Gesù spiega il suo silenzio: "Non sono stata inviato che alle pecore perdute della casa di Israele". Il silenzio è in relazione con la coscienza che Gesù ha della sua missione e con la fedeltà verso legge di Dio. La forma passiva indica che il soggetto dell’azione del verbo è il Padre. E’ come se dicesse: "Il Padre non vuole che io dia ascolto a questa donna, poiché Egli mi ha inviato solamente per le pecore perdute di Israele!" Per lo stesso motivo, nell’epoca in cui Matteo scriveva il suo vangelo, i farisei dicevano: "Non possiamo entrare a contatto con i pagani!".

Matteo 15,25-26: Nuova domanda della donna, e nuovo rifiuto di Gesù.
La donna non si preoccupa del rifiuto di Gesù. Amore di madre per la figlia ammalata non si preoccupa di norme religiose né della reazione degli altri, ma cerca la guarigione là dove la sua intuizione le fa vedere una soluzione: cioè in Gesù! Essa arriva ancora più vicino, si getta ai piedi di Gesù e comincia a supplicare: "Signore, aiutami!". Fedele alle norme della sua religione, Gesù risponde con una parabola e dice che non conviene prendere il pane dei figli e darlo ai cagnolini. Il paragone è preso dalla vita familiare. Bambini e cani sono numerosi nelle case dei poveri anche oggi. Gesù dice che nessuna madre toglie il pane di bocca ai propri figli per darlo ai cagnolini. Nel caso concreto, i figli sarebbero il popolo giudaico, e i cagnolini i pagani. Caso chiuso! Obbediente al Padre, fedele alla sua missione, Gesù segue il suo cammino e non bada alla richiesta della donna!

Matteo 15,27-28: Il terzo tentativo della donna ottiene la guarigione della figlia.
La donna non si da per vinta. Essa è d’accordo con Gesù, ma allarga il paragone e lo applica al suo caso: "E’ vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". Ella tira semplicemente la conclusione di quella immagine, mostrando che in casa del povero (e perciò anche in casa di Gesù) i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei bambini. Molto probabilmente, Gesù stesso quando era piccolo avrà dato pezzi di pane ai cagnolini che giravano sotto la tavola dove lui mangiava assieme ai genitori. E nella "casa di Gesù", cioè nella comunità cristiana del tempo di Matteo, alla fine del primo secolo, c’erano in più "dodici ceste piene" (Mt 14,20) per i "cagnolini", cioè per i pagani!
La reazione di Gesù è immediata: "Donna, davvero grande è la tua fede!". La donna ottenne quello che domandava. A partire da quell’istante sua figlia fu guarita. Se Gesù rispose è perché comprese che il Padre voleva che egli accogliesse la richiesta della donna. L’incontro con la donna cananea lo fece uscire dalla prigione della razza e aprirsi a tutta l’umanità. Questo significa che Gesù scopriva la volontà del Padre ascoltando le reazioni delle persone. L’atteggiamento di quella donna pagana aprì un nuovo orizzonte nella vita di Gesù e lo aiutò a fare un passo importante nel compimento del progetto del Padre. Il dono della vita e della salvezza è per tutti coloro che cercano la vita e che si sforzano di liberarsi dalle catene che imprigionano l'energia vitale. Questo episodio ci aiuta a percepire qualcosa del mistero che circondava la persona di Gesù, come egli era in comunione con il Padre e come scopriva la volontà del Padre negli avvenimenti della vita.

6. Salmo 6

Uniamoci al grido di tutte le madri in favore dei loro figli e figlie

Signore, non punirmi nel tuo sdegno,
non castigarmi nel tuo furore.
Pietà di me, Signore: vengo meno;
risanami, Signore: tremano le mie ossa.
L'anima mia è tutta sconvolta,
ma tu, Signore, fino a quando...?

Volgiti, Signore, a liberarmi,
salvami per la tua misericordia.
Nessuno tra i morti ti ricorda.
Chi negli inferi canta le tue lodi?
Sono stremato dai lungi lamenti,
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,
irroro di lacrime il mio letto.
I miei occhi si consumano nel dolore,
invecchio fra tanti miei oppressori.

Via da me voi tutti che fate il male,
il Signore ascolta la voce del mio pianto.
Il Signore ascolta la mia supplica,
il Signore accoglie la mia preghiera.
Arrossiscano e tremino i miei nemici,
confusi, indietreggino all'istante.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua parola che ci ha fatto capire meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut