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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 21ª Domenica del tempo ordinario (A)

Lectio: 
Domenica, 27 Agosto, 2017

Pietro, tu sei la pietra!
Pietra di appoggio, Pietra di inciampo
Matteo 16,13-20

 

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

 

2. Lettura

a) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Matteo 16,13-14: Gesù vuole conoscere l’opinione della gente
Matteo 16,15-16: Gesù interpella i discepoli, e Pietro risponde per tutti
Matteo 10,17-20: Risposta solenne di Gesù a Pietro

Matteo 16,13-20c) Chiave di lettura:

Nel vangelo di questa domenica, Gesù indaga su ciò che la gente pensa rispetto a lui: “Chi dice la gente che io sia?” Dopo aver saputo l’opinione della gente, vuole conoscere l’opinione dei suoi discepoli. Pietro, in nome di tutti fa la sua professione di fede. Gesù conferma la fede di Pietro. Nel corso della lettura, facciamo attenzione a quanto segue: “Quale tipo di conferma Gesù conferisce a Pietro?”

c) Il testo:

13Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». 14Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». 16Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
20Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

 

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

 

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Quale è il punto che ti ha maggiormente colpito? Perché?
b) Quali sono le opinioni della gente nei riguardi di Gesù? Quale è l’opinione dei discepoli e di Pietro su Gesù?
c) Quale è la mia opinione su Gesù? Chi sono io per Gesù?
d) Pietro é pietra in due modi. Quali? (Cf. Matteo 16,21-23)
e) Che tipo di pietra sono io per gli altri? Che tipo di pietra è la nostra comunità?
f) Nel testo appaiono molte opinioni su Gesù e vari modi di esprimere la fede. Anche oggi ci sono molte opinioni diverse su Gesù. Quali sono le opinioni che ci sono nella nostra comunità su Gesù? Quale è la missione che ne risulta per noi?

 

5. Per coloro che vogliono approfondire maggiormente il tema

a) Contesto in cui il nostro testo appare nel Vangelo di Matteo:

* La conversazione tra Gesù e Pietro riceve interpretazioni diverse e perfino opposte nelle varie chiese cristiane. Nella chiesa cattolica, si fondamenta il primato di Pietro. Per questo, senza diminuire affatto il significato del testo, conviene collocarlo nel contesto del Vangelo di Matteo, in cui, in altri testi, le stesse qualità conferite a Pietro vengono attribuite quasi tutte anche ad altre persone. Non sono esclusive di Pietro.

* E’ sempre bene avere presente che il Vangelo di Matteo è stato scritto alla fine del primo secolo per le comunità dei Giudei convertiti che vivevano nella regione della Galilea e della Siria. Erano comunità sofferte e perseguitate da molti dubbi circa la loro fede in Gesù. Il Vangelo di Matteo cerca di aiutarle a superare la crisi e di confermarle nella fede in Gesù Messia che è venuto a compiere le promesse dell’Antico Testamento.

b) Commento del testo:

Matteo 16,13-16: Le opinioni della gente e dei discepoli riguardo a Gesù.
Gesù chiede l’opinione della gente nei suoi riguardi. Le risposte sono assai varie: Giovanni Battista, Elia, Geremia, qualche profeta. Quando Gesù indaga sull’opinione dei propri discepoli, Pietro diventa il portavoce e dice: “Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente!” La risposta di Pietro significa che riconosce in Gesù il compimento delle profezie dell’Antico Testamento e che in Gesù abbiamo la rivelazione definitiva del Padre per noi. Questa confessione di Pietro non è nuova. Prima, dopo aver camminato sulle acque, gli altri discepoli avevano già fatto la stessa professione di fede: “Veramente, tu sei il figlio di Dio!” (Mt 14,33). Nel Vangelo di Giovanni, questa stessa professione di Pietro la fa Marta: “Tu sei il Cristo, il figlio di Dio venuto nel mondo!” (Gv 11,27).

Matteo 16,17: La risposta di Gesù a Pietro: "Beato te, Pietro!"
Gesù proclama Pietro “Beato!” perché ha ricevuto una rivelazione da parte del Padre. Anche in questo caso la risposta di Gesù non è nuova. Prima Gesù aveva fatto un’identica proclamazione di felicità ai discepoli per aver visto e udito cose che prima nessuno sapeva (Mt 13,16), ed aveva lodato il Padre per aver rivelato il Figlio ai piccoli e non ai sapienti (Mt 11,25). Pietro è uno di questi piccoli a cui il Padre si rivela. La percezione della presenza di Dio in Gesù non viene “dalla carne né dal sangue”, ossia non è frutto del merito di uno sforzo umano, bensì è un dono che Dio concede a chi vuole.

Matteo 16,18-20: Le attribuzioni di Pietro:
Sono tre le attribuzioni che Pietro riceve da Gesù: (i) Essere pietra di appoggio, (ii) ricevere le chiavi del Regno, ed (iii) essere fondamento della Chiesa.

i) Essere Pietra: Simone, il figlio di Giona, riceve da Gesù un nome nuovo che è Cefas, e ciò vuol dire, Pietra. Per questo, è chiamato Pietro. Pietro deve essere pietra, cioè, deve essere fondamento sicuro per la chiesa a punto di essere investita dalle porte degli inferi. Con queste parole di Gesù a Pietro, Matteo anima le comunità sofferte e perseguitate della Siria e della Palestina che vedevano in Pietro un leader su cui appoggiarsi per le sue origini. Malgrado il fatto di essere comunità deboli e perseguitate, avevano una base sicura, garantita dalla parola di Gesù. In quel tempo, le comunità avevano legami affettivi molto forti con le persone che avevano dato origine alla comunità. Così le comunità di Siria e Palestina coltivavano il loro legame con la persona di Pietro. Le comunità di Grecia con la persona di Paolo. Alcune comunità dell’Asia, con la persona del Discepolo Amato ed altre con la persona di Giovanni dell’Apocalisse. Un’identificazione con questi leaders della loro origine aiutava le comunità a coltivare al meglio la loro identità e spiritualità. Ma poteva anche essere motivo di disputa, come nel caso della comunità di Corinto (1 Cor 1,11-12).

Essere pietra quale base della fede evoca la parola di Dio al popolo in esilio in Babilonia: “Ascoltatemi voi che siete in cerca di giustizia, voi che cercate il Signore; guardate alla roccia da cui siete stati tagliati, alla cava da cui siete stati estratti. Guardate ad Abramo vostro padre, a Sara che vi ha partorito; poiché io chiamai lui solo, lo benedissi e lo moltiplicai” (Is 51,1-2). Applicata a Pietro, questa qualità di pietro-fondamento indica un nuovo inizio del popolo di Dio.

ii) Le chiavi del Regno: Pietro riceve le chiavi del Regno per legare e sciogliere, cioè, per riconciliare le persone tra di loro e con Dio. Ecco che qui di nuovo lo stesso potere di legare e sciogliere, viene dato non solo a Pietro, ma anche agli altri discepoli (Gv 20,23) ed alle proprie comunità (Mt 18,18). Uno dei punti in cui più insiste il Vangelo di Matteo è la riconciliazione ed il perdono (Mt 5,7.23-24.38-42.44-48; 6,14-15; 18,15-35). Negli anni 80 y 90, in Siria, a causa della fede in Gesù, c’erano molte tensioni nelle comunità e c’erano divisioni nelle famiglie. Alcuni lo accettavano come Messia ed altri no, e questo era motivo di molte tensioni e conflitti. Matteo insiste nella riconciliazione. La riconciliazione era e continua ad essere uno dei compiti più importanti dei coordinatori e delle coordinatrici delle comunità attuali. Imitando Pietro, loro devono legare e sciogliere, cioè, fare tutto il possibile perché ci sia riconciliazione, accettazione vicendevole, costruzione della vera fraternità “Settanta volte sette!” (Mt 18,22)

iii) La Chiesa: La parola Chiesa, in greco eklésia, appare 105 volte nel NT, quasi esclusivamente negli Atti degli Apostoli e nelle Lettere. Solo tre volte nei vangeli, e lì solo nel vangelo di Matteo. La parola significa letteralmente “convocata” o “scelta”. Indica il popolo che si riunisce convocato dalla Parola di Dio, e cerca di vivere il messaggio del Regno che Gesù viene a portarci. La Chiesa o la comunità non è il Regno, ma uno strumento o un’indicazione del Regno. Il regno è più grande. Nella Chiesa, nella comunità, deve o dovrebbe rendersi presente agli occhi di tutti ciò che succede quando un gruppo umano lascia regnare Dio e lascia che Dio sia ‘signore’ nella sua vita.

c) Approfondimento:

i) Un ritratto di San Pietro:

Pietro, che era pescatore di pesci, diventò pescatore di uomini (Mc 1,17). Era sposato (Mc 1,30). Era un uomo buono, assai umano. Era leader naturale tra i dodici primi discepoli di Gesù. Gesù rispetta questa leadership e fa di Pietro un animatore della sua prima comunità (Gv 21,17). Prima di entrare nella comunità di Gesù, Pietro si chiamava Simão Bar Jona (Mt 16,17), cioè Simone figlio di Giona. Gesù lo chiama Cefas o Pietra (Gv 1,42), che poi divenne Pietro (Lc 6,14).

Per la sua natura e per il suo carattere, Pietro poteva essere tutto, meno pietra. Era coraggioso nel parlare, ma nel momento del pericolo si lasciava prendere dalla paura e fuggiva. Per esempio, la volta in cui Gesù camminava sulle acque, Pietro chiese: “Gesù, lasci che anch’io cammini sulle acque?” Gesù disse: “Puoi venire, Pietro!” Pietro uscì dalla barca e camminò nelle acque. Ma appena vide un’onda alta, fu preso dal panico, perse la fiducia, iniziò ad affondare e gridò: “Salvami, Signore!” Gesù gli dette sicurezza e lo salvò (Mt 14,28-31). Nell’ultima Cena, Pietro disse a Gesù: “Non ti negherò mai, Signore!” (Mc 14,31), ma poche ore dopo, nel palazzo del Sommo Sacerdote, davanti ad una domestica, quando Gesù era già stato arrestato, Pietro negò con un giuramento che non aveva legami con Gesù (Mc 14,66-72). Quando Gesù si trovava nell’Orto degli Ulivi, Pietro tira fuori la spada (Gv 18,10), ma finisce con fuggire, lasciando Gesù solo. (Mc 14,50). Per sua natura, Pietro non era pietra!

Ma questo Pietro, così debole ed umano, così simile a noi, diventa pietra, perché Gesù prega per lui e dice: “Pietro, ho pregato per te, che non venga meno la tua fede, e tu una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli!” (Lc 22,31-32). Per questo Gesù poteva dire: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa” (Mt 16,18). Gesù lo aiuta ad essere pietra. Dopo la risurrezione, in Galilea, Gesù appare a Pietro e chiede due volte: “Pietro, mi ami tu?” E Pietro rispose due volte: “Signore, tu sai che ti amo!” (Gv 21,15.16) Quando Gesù rivolse la stessa domanda per la terza volta, Pietro si intristì. Forse ricordò l’aver negato Gesù per tre volte. Alla terza domanda, risponde: “Signore, tu sai tutto! Sai anche che ti amo molto!” Ed è allora quando Gesù gli affida la cura delle sue pecore, dicendo:“Pietro, pasci le mie pecore!” (Gv 21,17). Con l’aiuto di Gesù, la fermezza della pietra cresce in Pietro e si rivela nel giorno di Pentecoste.

Nel giorno di Pentecoste, dopo la discesa dello Spirito Santo, Pietro aprì la porta della sala dove erano tutti riuniti, chiusa a chiave per timore dei Giudei (Gv 20,19), prese coraggio e cominciò ad annunciare la Buona Notizia di Gesù alla gente (At 2,14-40). E non smise di farlo! Grazie a questo annuncio coraggioso della risurrezione, fu portato in carcere (At 4,3). Durante l’interrogatorio, gli venne proibito di annunciare la Buona Notizia (At 4,18), ma Pietro non obbedisce alla proibizione. Diceva: “Sappiamo che dobbiamo obbedire più a Dio che agli uomini!” (At 4,19; 5,29) Fu arrestato di nuovo (At 5,18.26). Torturato (At 5,40). Ma lui disse. “Grazie. Ma continueremo!” (cf At 5,42)

Racconta la tradizione che, verso la fine della sua vita, a Roma, Pietro fu arrestato e condannato a morte, ed alla morte in croce. Lui chiese di essere crocifisso a testa in giù. Pensava di non essere degno di morire come Gesù. Pietro fu fedele a se stesso fino alla fine!

ii) Completando il contesto: Matteo 16,21-23

Pietro aveva confessato: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!” Lui immaginava un messia glorioso, e Gesù lo corregge: “E’ necessario che il Messia soffra e muoia a Gerusalemme”. Dicendo che “è necessario”, indica che la sofferenza era già stata prevista nelle profezie (Is 53,2-8). Se Pietro accetta Gesù come Messia e Figlio di Dio, deve accettarlo anche come il Messia servo che sarà messo a morte. Non solo il trionfo della gloria, ma anche il cammino della croce! Ma Pietro non accetta la correzione e cerca di dissuaderlo.

La risposta di Gesù è sorprendente: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di inciampo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!" Satana é colui che ci separa dal cammino che Dio ha tracciato per noi. Letteralmente, Gesù dice: “Vai dietro” (Vada retro!). Pietro voleva mettersi davanti ed indicare la direzione. Gesù dice: “Vai dietro di me!” Colui che indica la rotta e la direzione non è Pietro, bensì Gesù. Il discepolo deve seguire il maestro. Deve vivere in una continua conversione.

La parola di Gesù è anche un richiamo per tutti coloro che guidano le comunità. Loro devono “seguire” Gesù e non mettersi davanti a lui come voleva fare Pietro. Non solo loro possono indicare la direzione o la rotta. Altrimenti, come Pietro, non sono pietra di appoggio, bensì diventano pietra di intralcio. Così erano alcuni leaders di comunità all’epoca di Matteo, piene di ambiguità. Così avviene tra di noi fino ad oggi!

 

6. Salmo 121

Il Signore è il mio sostegno

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno,
il custode d'Israele.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è come ombra che ti copre,
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male,
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

 

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut