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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 24ª Domenica del tempo ordinario (B)

Lectio: 
Domenica, 16 Settembre, 2018

Come seguire Gesù Cura dei discepoli
Guarigione dei ciechi

Marco 8,27-35

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Il testo del vangelo di questa 24 domenica del tempo ordinario reca il primo annuncio della passione e morte di Gesù ai discepoli, il tentativo di Pietro di eliminare la croce e l’insegnamento di Gesù circa le conseguenze della croce per essere suoi discepoli e discepole. Pietro non capisce la proposta di Gesù riguardo alla croce ed alla sofferenza. Lui accettava Gesù messia, non come messia soffrente. Pietro era condizionato dalla propaganda del governo dell’epoca che parlava del messia solo in termini di re glorioso. Pietro sembrava cieco. Non intravedeva nulla e voleva che Gesù fosse come lui, Pietro, desiderava ed immaginava. Oggi tutti crediamo in Gesù. Ma non tutti lo capiamo nella stessa forma. Chi è Gesù per me? Qual è oggi l’immagine più comune che la gente ha di Gesù? C’è oggi una propaganda che cerca di interferire nel nostro modo di vedere Gesù? Chi sono io per Gesù?

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Marco 8,27-28: La domanda di Gesù sull’opinione della gente e la risposta dei discepoli
Marco 8,29-30: La domanda di Gesù e l’opinione dei suoi discepoli
Marco 8,31-32ª: Il primo annuncio della passione e morte
Marco 8,32b-33: La conversazione tra Gesù e Pietro
Marco 8,34-35: Le condizioni per poter seguire Gesù

c) Il testo:

27Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarea di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi dice la gente che io sia?». 28Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti». 29Ma egli replicò: «E voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.
Marco 8,27-3531E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. 32Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. 33Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
a) Qual è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che ti ha maggiormente colpito? Perché?
b) Qual è l’opinione della gente e di Pietro su Gesù? Perché Pietro e la gente pensano in questo modo?
c) Qual è il rapporto tra la guarigione del cieco, descritta poco prima (Mc 8,22-26) e la conversazione di Gesù con Pietro e gli altri discepoli?
d) Cosa chiede Gesù a coloro che vogliono seguirlo?
e) Cosa ci impedisce oggi di riconoscere ed assumere il progetto di Gesù?

5. Per coloro che desiderano approfondire il tema

a) Contesto di ieri e di oggi:

i) Nel testo di Marco 8,27 inizia una lunga istruzione di Gesù ai suoi discepoli che va fino al brano di Marco 10,45. Sia all’inizio che al termine di questa istruzione, Marco colloca la guarigione dei cieco: Marco 8,22-26 e Marco 10,46-52. All’inizio la guarigione del cieco non fu facile e Gesù dovette guarirlo in due tappe. Anche difficile fu la guarigione della cecità dei discepoli. Gesù dovette dare loro una lunga spiegazione riguardo al significato della Croce per aiutarli a intravedere la realtà, poiché era la croce che provocava in loro la cecità. Alla fine, la guarigione del cieco Bartimeo è il frutto della fede in Gesù. Suggerisce l’ideale del discepolo: credere in Gesù ed accettarlo come è, e non come io voglio ed immagino.

ii) Negli anni 70, quando Marco scrive, la situazione delle comunità non era facile. C’era molto dolore, molte erano le croci. Sei anni prima, nel 64, l’imperatore Nerone aveva decretato la prima grande persecuzione, uccidendo molti cristiani. Nel 70, in Palestina, Gerusalemme, stava per essere distrutta dai romani. Negli altri paesi, stava iniziando una forte tensione tra giudei convertiti e giudei non convertiti. La più grande difficoltà era la Croce di Gesù. I giudei pensavano che un crocifisso non poteva essere il messia così atteso dalla gente, perché la legge affermava che chiunque fosse stato crocifisso doveva essere considerato come un maledetto da Dio (Dt 21,22-23).

b) Commento del testo:

Marco 8,22-26: Guarigione del cieco
Gli conducono un cieco, e chiedono a Gesù di guarirlo. Gesù lo guarisce, ma in modo diverso. Prima lo porta fuori del villaggio, poi mette saliva sui suoi occhi, impone le mani e gli dice: Vedi qualcosa? E l’uomo risponde: Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano! Vedeva solo una parte. Intravedeva alberi e li scambiava per la gente, la gente per alberi! Solo in un secondo tentativo Gesù guarisce il cieco e gli proibisce di entrare nel villaggio. Gesù non voleva una propaganda facile! Questa descrizione della guarigione del cieco è una introduzione all’istruzione che sarà data ai discepoli, perché in realtà, erano ciechi Pietro e gli altri discepoli. E la cecità dei discepoli è guarita da Gesù, anch’essa non al primo colpo. Loro accettavano Gesù come messia, ma solo come messia glorioso. Notavano solo una parte! Non volevano l’impegno della Croce! Scambiavano alberi per persone!

Marco 8,27-30. VEDERE: la scoperta della realtà
Gesù chiede: “Chi dice la gente che io sia?” Loro rispondono indicando le diverse opinioni della gente: “Giovanni Battista”, “Elia o uno dei profeti”. Dopo aver ascoltato le opinioni degli altri, Gesù domanda: “E voi, chi dite che io sia?” Pietro risponde: “Tu sei il Cristo, il Messia!” Cioè: “Il signore è colui che la gente sta aspettando!” Gesù è d’accordo con Pietro, ma gli proibisce di parlare di questo con la gente. Perché Gesù glielo proibisce? Allora tutti aspettavano la venuta del messia, ma ognuno a modo suo, secondo la classe e la posizione sociale che occupava: alcuni lo aspettavano come re, altri come sacerdote, dottore, guerriero, giudice o profeta! Nessuno sembrava aspettare il messia servo, annunciato da Isaia (Is 42,1-9).

Marco 8,31-33. GIUDICARE: chiarimento della situazione: primo annuncio della passione
Gesù comincia ad insegnare che lui è il Messia Servo annunciato da Isaia, e sarà fatto prigioniero ed ucciso nell’esercizio della sua missione di giustizia (Is 49,4-9; 53,1-12). Pietro si riempie di timore, chiama Gesù da parte per sconsigliarlo. E Gesù risponde a Pietro: “Lungi da me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!” Pietro pensava aver dato la risposta giusta. Ed in effetti dice la parola giusta: “Tu sei il Cristo!” Ma non dà a questa parola il significato giusto. Pietro non capisce Gesù. E’ come il cieco di Betsàida. Scambiava la gente con gli alberi! La risposta di Gesù è stata durissima. Chiama Pietro, Satana! Satana é una parola ebraica che significa accusatore, colui che allontana gli altri dal cammino di Dio. Gesù non permette a nessuno di allontanarlo dalla sua missione. Letteralmente, Gesù dice: “Vai indietro!” Ossia, Pietro deve andare dietro Gesù, deve seguire Gesù ed accettare il tragitto o la direzione che Gesù indica. Pietro voleva essere il primo ad indicare la direzione. Voleva un messia secondo la sua misura e secondo il suo desiderio.

Marco 8,34-37. AGIRE: condizioni per seguire
Gesù trae conclusioni che sono valide fino ad oggi: Chi vuol venire dietro di me prenda la sua croce e mi segua! In quel tempo, la croce era la pena di morte che l’impero romano imponeva agli emarginati. Prendere la croce e caricarsela dietro Gesù voleva dire, quindi, accettare di essere emarginato dall’ingiusto sistema che legittimava l’ingiustizia. Indicava una rottura radicale e totale. Come dice San Paolo nella lettera ai Galati: “Quanto a me, invece, non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14). La Croce non è fatalismo, e neanche un’esigenza del Padre. La Croce è la conseguenza dell’impegno liberamente assunto da Gesù per rivelare la Buona Novella che Gesù è Padre e che, quindi, tutti e tutte devono essere accettati e trattati da fratelli e sorelle. A causa di questo annuncio rivoluzionario, fu perseguitato e non ebbe paura di dare la sua vita. Prova d’amore maggiore che dare la vita per il proprio fratello.

c) Ampliando le informazioni:

L’istruzione di Gesù ai discepoli

Tra le due guarigioni del cieco (Mc 8,22-26 e Mc 10,46-52), si trova la lunga istruzione di Gesù ai suoi discepoli, per aiutarli a capire il significato della croce e le sue conseguenze per la vita (Mc 8,27 a 10,45). Sembra un documento, una specie di catechismo, fatto dello stesso Gesù. Parla della croce nella vita del discepolo. E’ una specie di schema di istruzione:

Mc 8,22-26: Guarigione di un cieco
         Mc 8,27-38: 1º Annuncio della Passione
                   Mc 9,1-29: Istruzioni sul Messia Servo
         Mc 9,30-37: 2º Annuncio della Passione
                   Mc 9,38 a 10,31: Istruzioni sulla conversazione
         Mc 10,32-45: 3º Annuncio della Passione
Mc 10,46-52: Guarigione di un cieco

Come si vede nel riquadro, l’istruzione è composta da tre annunci della passione. Il primo è di Marco 8,27-38, il secondo di Marco 9,30-37 e il terzo di Marco 10,32-45. Tra il primo ed il secondo, ci sono una serie di istruzioni per aiutare a capire che Gesù è il Messia Servo (Mc 9,1-29). Tra il secondo ed il terzo, una serie di istruzioni che chiariscono la conversione che deve avvenire nella vita di coloro che accettano Gesù come Messia Servo (Mc 9,38 a 10,31).

L’insieme dell’istruzione ha come sfondo il cammino dalla Galilea a Gerusalemme, dal lago fino alla croce. Gesù è in cammino verso Gerusalemme, dove sarà messo a morte. Dall’inizio e fino alla fine di questa istruzione, Marco informa che Gesù è in cammino verso Gerusalemme (Mc 8,27; 9,30.33; 10,1.17.32), dove troverà la croce.

In ciascuno di questi tre annunci, Gesù parla della sua passione, morte e risurrezione come parte del progetto di Gesù: “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, per venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare” (Mc 8,31;9,31;10,33). L’espressione deve indica che la croce era stata annunciata già nelle profezie (cf Lc 24,26).

Ciascuno di questi tre annunci della passione è accompagnato da gesti o parole di incomprensione da parte dei discepoli. Nel primo, Pietro non vuole la croce e critica Gesù (Mc 8,32). Nel secondo, i discepoli non capiscono Gesù, hanno paura e vogliono essere più grandi (Mc 9,32-34). Nel terzo, hanno paura, sono apprensivi (Mc 10,32), e cercano promozioni (Mc 10,35-37). E questo perché nelle comunità per cui Marco scrive il suo vangelo c’erano molte persone come Pietro: non volevano la croce! Erano come i discepoli: non capivano la croce, avevano paura e volevano essere i più grandi; vivevano nel timore e volevano promozioni.

Ciascuno di questi tre annunci reca seco una parola di orientamento da parte di Gesù, criticando la mancanza di comprensione dei discepoli ed insegnando come deve essere il loro comportamento. Così, nel primo annuncio, Gesù esige da coloro che vogliono seguirlo portare la croce dietro di lui, perdere la vita per amore a lui ed al suo vangelo, non vergognarsi di lui e della sua parola (Mc 8,34-38). Nel secondo esige: farsi servo di tutti, e ricevere i bambini, i piccoli, come se fossero Gesù stesso (Mc 9,35-37). Nel terzo esige: bere il calice che lui berrà, non imitare i potenti che sfruttano gli altri, ma imitare il Figlio dell’Uomo che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita in riscatto per molti (Mc 10,35-45).

La comprensione totale della sequela di Gesù non si ottiene dall’istruzione teorica, ma nell’impegno pratico, camminando con lui lungo il cammino del servizio, dalla Galilea a Gerusalemme. Chi insiste nel mantenere l’idea di Pietro, cioè, del Messia glorioso senza la croce, non capirà e non arriverà ad assumere l’atteggiamento del vero discepolo. Continuerà ad essere cieco, scambiando la gente per alberi (Mc 8,24). Perché senza la croce è impossibile capire chi è Gesù e cosa significa seguire Gesù.

Il cammino della sequela è il cammino della dedizione, dell’abbandono, del servizio, della disponibilità, dell’accettazione del conflitto, sapendo che ci sarà la risurrezione. La croce non è un incidente di percorso, ma fa parte del cammino. Perché nel mondo, organizzato a partire dall’egoismo, l’amore ed il servizio possono esistere solo crocifissi! Chi dà la vita in servizio agli altri, incomoda coloro che vivono attaccati ai privilegi, e soffre.

6. Orazione del Salmo 25 (24)

Mostrami Signore, le tue vie!

A te, Signore, elevo l'anima mia,
Dio mio, in te confido: non sia confuso!
Non trionfino su di me i miei nemici!
Chiunque spera in te non resti deluso,
sia confuso chi tradisce per un nulla.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.

Ricordati, Signore, del tuo amore,
della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.

Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia
per chi osserva il suo patto e i suoi precetti.
Per il tuo nome, Signore,
perdona il mio peccato anche se grande.

Chi è l'uomo che teme Dio?
Gli indica il cammino da seguire.
Egli vivrà nella ricchezza,
la sua discendenza possederà la terra.

Il Signore si rivela a chi lo teme,
gli fa conoscere la sua alleanza.
Tengo i miei occhi rivolti al Signore,
perché libera dal laccio il mio piede.

Volgiti a me e abbi misericordia,
perché sono solo ed infelice.
Allevia le angosce del mio cuore,
liberami dagli affanni.

Vedi la mia miseria e la mia pena
e perdona tutti i miei peccati.
Guarda i miei nemici: sono molti
e mi detestano con odio violento.

Proteggimi, dammi salvezza;
il tuo riparo io non sia deluso.
Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato.
O Dio, libera Israele
da tutte le sue angosce.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut