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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 3ª Domenica di Avvento (C)

Lectio: 
Domenica, 16 Dicembre, 2018

La predicazione di Giovanni Batista
per preparare la venuta del Regno
Luca 3,10-18

1. LECTIO

a) Orazione iniziale

Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. Sii luce all’intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Luce d’eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo amore. Amen.

b) Lettura del Vangelo

Luca 3,10-18In quel tempo, 10 le folle interrogavano Giovanni, dicendo: “Che cosa dobbiamo fare?” 11 Rispondeva: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”. 12 Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: “Maestro, che dobbiamo fare?” 13 Ed egli disse loro: “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”.
14 Lo interrogavano anche alcuni soldati: “E noi che dobbiamo fare?” Rispose: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe”.
15 Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, 16 Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17 Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile”.
18 Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

c) Momenti di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

2. MEDITATIO

a) Chiave di lettura

Parte integrante del messaggio evangelico di Luca é la necessita della conversione: metanoia, cioè, il cambiare la propria mentalità al modo di pensare e di agire divino. Molto spesso incontriamo nel vangelo di Luca scene in cui la misericordia di Dio si manifesta in Gesù Cristo per i poveri e gli umili di cuore (Lc 1, 46-55; 2, 1-20; 5, 12-31; 6, 17-38). Queste scene contrastano con il trattamento severo riservato ai ricchi e gli orgogliosi che hanno il cuore duro e chiuso per Dio e per il prossimo bisognoso (Lc 16, 19-31; 17, 1-3).

Il testo che ci propone la liturgia domenicale, ci presenta questa tematica. Il brano 3, 10-18, fa parte dell’esposizione lucana della predicazione del Battista come preparazione al ministero di Gesù. Giovanni Battista annunzia la venuta imminente del giorno del Signore: “Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente” (Lc 3, 7). I profeti avevano annunciato la venuta di questo giorno di ira e di salvezza, come pure la venuta di un messaggero riconosciuto come Elia (Sir 48, 11), che preparasse la via davanti al Signore (Mal 3, 1-5). Nella tradizione cristiana Giovanni Battista è il messaggero che prepara il giorno della venuta del Signore Gesù, il Messia: “viene uno che è più forte di me” (Lc 3, 16). Il ministero di Giovanni infatti si svolge in un tempo di grandi aspettative messianiche: “il popolo era in attesa” (Lc 3, 15) e chiede al Battista se era lui il Messia. Questa domanda, più tardi si farà pure in confronto alla persona di Gesù (Lc 9, 7-9, 18-21) che di seguito, rivela la sua identità con la confermazione implicita della professione di fede di Pietro.

Nei versetti 3,1-18 del vangelo di Luca, abbiamo tutto quanto riguarda il ministero e la missione di Giovanni Battista. Lui è stato mandato per battezzare in segno di pentimento e di predicare la conversione che porta alla salvezza: “fate dunque opere degne della conversione” (Lc 3, 7); “io vi battezzo con acqua” (Lc 3, 16). Con la sua predicazione Giovanni “annunziava la buona novella” (Lc 3, 18) che la salvezza non è riservata ad alcuni eletti ma viene offerta a tutti, inclusi i pubblicani e i soldati (Lc 3, 10-14), a tutti quelli che vivono e agiscono con giustizia e carità. Gesù a sua volta chiarirà di più questa verità con il suo atteggiamento misericordioso verso i pubblicani, i peccatori e gli emarginati (Lc 7, 1-10, 36-50; 17, 11-19; 18, 9-14). Il tema della salvezza è in fatti strettamente legato alla venuta del Regno di Dio che sta in mezzo a noi (Lc 17, 20-21) ed ha un’implicazione sociale di giustizia e di uguaglianza tra tutte le persone (Lc 3, 10-14), quindi la salvezza non è soltanto qualche realtà astratta e individuale ma reale e collettiva. Questa salvezza ci viene offerta da Dio in colui che ci battezza in Spirito Santo e fuoco (Lc 3, 16b). “Egli ha il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile” (Lc 3, 17). Molte volte, al susseguirsi del racconto evangelico, Gesù farà riferimenti simili nella sua predicazione sulla venuta del Regno con ammonimenti e parabole (Lc 13, 1-5; 17, 22-37). Si può dire che nel trattare il ministero e la missione di Gesù, Luca ci fa vedere il perfezionamento della predicazione e dell’annuncio Giovanneo. Qui si può fare riferimento a ciò che Gesù dice nella sinagoga di Nazaret “Oggi si é adempiuta questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi” (Lc 4, 21).

b) Alcune domande

per orientare la meditazione e l'attualizzazione.

a) Necessità della conversione: metanoia, cioè, il cambiare la propria mentalità imperfetta al modo di pensare e di agire divino. Sento io questa necessità?

b) La misericordia di Dio si manifesta in Gesù Cristo per i poveri e gli umili di cuore. Mi identifico con loro?

c) “Il popolo era in attesa” (Lc 3, 15). I primi cristiani attendevano con ansia la seconda venuta del Signore: “Lo Spirito e la sposa dicono:'Vieni!'. E colui che ascolta ripeta: 'Vieni!'” (Apoc 22, 17). Attendo io la venuta del Signore, o sono tutto preso dalla vita materiale, e per conseguenza, attaccato disordinatamente a tutto ciò che passa?

d) Nella tradizione cristiana Giovanni Battista è il messaggero che prepara il popolo alla prima venuta del Signore Gesù, il Messia. La Chiesa ha ricevuto la stessa missione di preparare la via del Signore che verrà: “Si verrò presto!” (Apoc 22, 20). Che posso fare io per preparare la seconda venuta del Signore?

e) La salvezza non è riservata ad alcuni eletti ma viene offerta a tutti, inclusi quelli considerati da noi “indegni” della salvezza di Dio. Al tempo di Gesù nella categoria degli “indegni” s’includevano i pubblicani e i pagani. Oggi, chi sono quelle persone che tante volte vengono considerate “indegni” della salvezza?

f) Il tema della salvezza é strettamente unito alla venuta del Regno di Dio che ha un’implicazione sociale di giustizia: “Ecco io faccio nuove tutte le cose.” (Apoc 21, 5). Che cosa posso fare per promuovere la giustizia in un mondo che sembra tirare avanti con strutture di ingiustizia sociale?

3. ORATIO

a) Salmo 97 (96, 1-7, 10-12)

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sono la base del suo trono.
Davanti a lui cammina il fuco
E brucia tutt’intorno i suoi nemici.

Le folgori rischiarano il mondo:
vede e sussulta la terra.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia
E tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Siano confusi tutti gli adoratori di statue
E chi si gloria dei propri idoli.

Odiate il male, voi che amate il Signore:
lui che custodisce la vita dei suoi fedeli
li strapperà dalle mani degli empi.
Una luce si è levata per il giusto,
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore,
rendete grazie al suo santo nome.

b) Preghiera finale

Verbo, splendore del Padre, nella pienezza dei tempi tu sei disceso dal cielo, per redimere il mondo. Il tuo vangelo di pace ci liberi da ogni colpa, infonda luce alle menti, speranza ai nostri cuori. Quando verrai come giudice, fra gli splendori del cielo, accoglici alla tua destra nell’assemblea dei beati. Sia lode al Cristo Signore, al Padre e al Santo Spirito, com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen.

4. CONTEMPLATIO

La contemplazione è il saper aderire col cuore e la mente al Signore che con la sua Parola ci trasforma in persone nuove che compiono sempre il suo volere. “Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.” (Gv 13, 17)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut