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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 5ª Domenica di Quaresima (C)

Lectio: 
Domenica, 13 Marzo, 2016

L’incontro di Gesù con una donna al punto di essere lapidata
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra!”
Giovanni 8,1-11

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Il testo di oggi ci porta a meditare sul confronto tra Gesù e gli scribi ed i farisei. Gesù, per la sua predicazione ed il suo modo di agire, non è gradito ai dottori della legge ed ai farisei. Per questo, cercano in tutti i modi di poterlo accusare ed eliminarlo. Gli portano dinanzi una donna, sorpresa in adulterio, per sapere da lui se dovevano o no osservare la legge che ordinava di lapidare una donna del genere. Volevano provocare Gesù. Facendosi credere persone fedeli alla legge, si servono della donna per argomentare contro Gesù.
La storia si ripeté molte volte. Nelle tre religioni monoteistiche: giudaica, cristiana e mussulmana, con il pretesto di fedeltà alla legge di Dio, sono state condannate e massacrate molte persone. E fino ad oggi, ciò continua. Sotto l’apparenza di fedeltà alle leggi di Dio, molte persone sono emarginate dalla comunione e perfino dalla comunità. Si creano leggi e costumi che escludono ed emarginano certe categorie di persone.
Durante la lettura di Giovanni 8,1-11, conviene leggere il testo come se fosse uno specchio in cui appunto si rispecchia il nostro proprio volto. Nel leggerlo cerchiamo di osservare bene gli atteggiamenti, le parole ed i gesti delle persone che compaiono nell’episodio: gli scribi, i farisei, la donna, Gesù e la gente.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Gv 8,1-2: Gesù si reca al tempio per insegnare alla folla
Gv 8,3-6a: Gli avversari lo provocano
Gv 8,6b: La reazione di Gesù, scrive per terra
Gv 8,7-8: Seconda provocazione, e la stessa reazione di Gesù
Gv 8,9-11: Epilogo finale

c) Testo:

Giovanni 8,1-111Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. 2Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. 3Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, 4gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». 6Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. 7E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 8E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. 10Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più».

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual’ è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che ti ha colpito maggiormente? Perché?
b) Ci sono diverse persone e gruppi di persone che appaiono in questo episodio. Cosa dicono e fanno?
c) Cerca di metterti nei panni della donna: quali erano i suoi sentimenti in quel momento?
d) Perché Gesù cominciò a scrivere per terra con il dito?
e) Quali sono i passi che la nostra comunità deve e può fare per accogliere gli esclusi?

5. Per coloro che desiderano approfondire il tema

a) Contesto letterario:

Gli studiosi dicono che il Vangelo di Giovanni, crebbe lentamente, cioè che è stato scritto poco a poco. Lungo il tempo, fino alla fine del primo secolo, i membri delle comunità di Giovanni, in Asia Minore, ricordavano ed aggiungevano particolari ai fatti della vita di Gesù. Uno di questi fatti, a cui sono stati aggiunti particolari, è il nostro testo, l’episodio della donna che sta per essere lapidata (Gv 8,1-11). Poco prima del nostro testo, Gesù aveva detto: "Se qualcuno ha sete, venga a me e beva!" (Gv 7,37). Questa dichiarazione provoca molta discussione (Gv 7,40-53). I farisei arrivano perfino a ridicolizzare la gente, considerandola ignorante per il fatto di credere in Gesù. Nicodemo reagisce e dice: “La nostra Legge forse giudica un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?” (Gv 7,51-52). Dopo il nostro testo troviamo una nuova dichiarazione di Gesù: "Io sono la luce del mondo!" (Gv 8,12), che provoca una discussione con i giudei. Tra queste due affermazioni, con le loro susseguenti discussioni, viene inserito l’episodio della donna che la legge avrebbe condannato, ma che è perdonata da Gesù (Gv 8,1-11). Questo contesto anteriore e posteriore suggerisce il fatto che l’episodio è stato inserito qui per chiarire che Gesù, luce del mondo, illumina la vita delle persone ed applica la legge meglio dei farisei.

b) Commento del testo:

Giovanni 8,1-2: Gesù e la folla
Dopo la discussione, descritta alla fine del capitolo 7 (Gv 7,37-52), tutti tornano a casa (Gv 7,53). Gesù non ha una casa a Gerusalemme. Per questo si reca sul Monte Oliveto. Lì trova un Giardino, dove è solito trascorrere la notte in preghiera (Gv 18,1). Il giorno dopo, prima che spunti il sole, Gesù è di nuovo nel tempio. La folla si avvicina per poterlo ascoltare. Solitamente la gente si sedeva in circolo, attorno a Gesù e lui insegnava. Cosa mai avrà insegnato Gesù? Sicuramente sarà stato bello, poiché giungono prima dell’aurora per poterlo ascoltare!

Giovanni 8,3-6a: La provocazione degli avversari
Improvvisamente, giungono gli scribi ed i farisei, e portano con loro una donna sorpresa in flagrante adulterio. La mettono in mezzo al circolo tra Gesù e la folla. Secondo la legge, questa donna deve essere lapidata. (Lv 20,10; Dt 22,22.24). E chiedono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?” Era una provocazione, una trappola. Se Gesù avesse detto: "Applicate la legge", gli scribi avrebbero detto alla folla: non è così buono come sembra, perché ordina di uccidere la donna. Se Gesù avesse detto: "Non uccidetela”, avrebbero detto: "Non è così buono come sembra, perché non osserva la legge!" Sotto l’apparenza di fedeltà a Dio, manipolano la legge e si servono di una donna per poter accusare Gesù.

Giovanni 8,6b: La reazione di Gesù: scrive per terra
Sembrava una trappola senza uscita. Ma Gesù non si spaventa, né si innervosisce. Piuttosto il contrario. Con calma, da persona padrona della situazione, si inclina e comincia a scrivere per terra, con il dito. Scrivere per terra, che significato ha? Alcuni pensano che Gesù sta scrivendo per terra i peccati degli accusatori. Altri dicono che è un semplice gesto di chi è padrone della situazione e non fa caso alle accuse degli altri. Ma è possibile che si tratti anche di un atto simbolico, di un’allusione a qualcosa di molto più comune. Se tu scrivi una parola per terra, la mattina dopo non la ritroverai, perché il vento o la pioggia l’avranno portata via, cancellata. Troviamo un’allusione a quanto detto in Geremia, dove si legge i nomi attribuiti a Dio sono scritti per terra, cioè vuol dire che non hanno futuro. Il vento e la pioggia li portano via (cf Jr 17,13). Forse Gesù vuole dire agli altri: il peccato di cui voi accusate questa donna, Dio lo ha perdonato già con queste lettere che sto scrivendo per terra. D’ora in poi non si ricorderanno più i peccati!

Giovanni 8,7-8: Seconda provocazione e la stessa reazione di Gesù
Davanti alla calma di Gesù, chi si innervosisce sono gli avversari. Insistono e vogliono da Gesù la sua opinione. Ed allora Gesù si alza e dice: "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra!" Ed inclinandosi ricomincia a scrivere per terra, non entra in una discussione sterile ed inutile attorno alla legge, quando, in realtà il problema è un altro. Gesù cambia il centro della discussione. Invece di permettere di collocare la luce della legge al disopra della donna per poterla condannare, chiede che i suoi avversari si esaminino alla luce di ciò che la legge esige da loro. Gesù non discute la lettera della legge. Discute e condanna l’atteggiamento malevolo di chi manipola le persone e la legge per difendere gli interessi che sono contrari a Dio, autore della Legge.

Giovanni 8,9-11: Epilogo finale: Gesù e la donna
La risposta di Gesù sconvolge gli avversari. I farisei e gli scribi si ritirano, pieni di vergogna, uno dopo l’altro, “a cominciare dai più anziani”. Succede il contrario di ciò che volevano. La persona condannata dalla legge non era la donna, ma loro stessi che credevano di essere fedeli alla legge. Ed alla fine Gesù rimane solo con la donna. Gesù si alza, si dirige verso di lei: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata!" Lei risponde: "Nessuno, Signore!" E Gesù: "Neanche io ti condanno! Vai, e d’ora in pio non peccare più!" Gesù non permette a nessuno di usare la legge di Dio per condannare il fratello o la sorella, quando lui stesso, lei stessa è peccatore, peccatrice. Chi ha una trave nel proprio occhi, non può accusare chi nell’occhio ha solo una pagliuzza. “Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello” (Lc 6,42).
Questo episodio, meglio di qualsiasi altro insegnamento, rivela che Gesù è la luce del mondo (Gv 11,12) che fa apparire la verità. Fa vedere ciò che è nascosto nelle persone, nel loro intimo. Alla luce della parola di Gesù, coloro che sembravano essere i difensori della legge, si rivelano pieni di peccato e loro stessi lo riconoscono, e se ne vanno, cominciando dai più anziani. E la donna, considerata colpevole e meritevole della pena di morte, è in piedi dinanzi a Gesù, assolta, redenta, piena di dignità (cf. Gv 3,19-21). Il gesto di Gesù la fa rinascere e le restituisce dignità come donna e figlia di Dio.

c) Ampliando le informazioni:

Le leggi sulla donna nell’Antico Testamento e la reazione della gente

Fin da Esdra e Neemia, la tendenza ufficiale era quella di escludere la donna da qualsiasi attività pubblica e di considerarla non idonea a svolgere funzioni nella società, salvo la funzione di sposa e madre. Ciò che contribuì maggiormente alla sua emarginazione fu proprio la legge della purezza. La donna era dichiarata impura per essere madre, sposa e figlia, per essere donna. Per essere madre: nel dare a luce, diventa immonda (Lv 12,1-5). Per essere figlia: il figlio che nasce la rende immonda durante 40 giorni (Lv 12,2-4); ed ancora di più la figlia, 80 giorni! (Lv 12,5). Per essere sposa: la relazione sessuale suppone rendere immondi, una giornata intera, sia la donna che l’uomo (Lv 15,18). Per essere donna: la mestruazione la rende immonda un’intera settimana, e causa immondezza negli altri. Chi tocca una donna che ha le mestruazioni deve purificarsi (Lv 15,19-30). E non è possibile che una donna mantenga la sua immondezza in segreto, perché la legge obbliga gli altri a denunciarla (Lv 5,3). Questa legislazione rendeva insopportabile la convivenza diaria in casa. Sette giorni, ogni mese, la madre di famiglia non poteva riposare a letto, né sedersi in una sedia, meno ancora toccare i figli o il marito, se non voleva contaminarli! Questa legislazione era il frutto di una mentalità, secondo la quale una donna era inferiore all’uomo. Alcuni proverbi rivelavano questa discriminazione della donna (Ecl 42,9-11; 22,3). L’emarginazione arrivava a un punto tale da considerare la donna origine del peccato e della morte e causa di tutti i mali (Ecl 25,24; 42,13-14). In questo modo si giustifica e si mantiene il privilegio ed il dominio dell’uomo sulla donna.

Nel contesto dell’epoca, la situazione della donna nel mondo della Bibbia non era peggiore né migliore di quella di altre persone. Si trattava di una cultura generale. Fino ad oggi, sono molte le persone che continuano ad avere questa stessa mentalità. Ma come oggi, così anche prima, fin dall’inizio della storia della Bibbia, ci sono state sempre delle reazioni contrarie all’esclusione della donna, soprattutto dopo l’esilio, quando si riuscì ad espellere la donna straniera considerata pericolosa (cf Esd 9,1-3 e 10,1-3). La resistenza della donna crebbe al tempo stesso che la sua emarginazione era più pesante. In diversi libri sapienziali scopriamo la voce di questa resistenza: Cantico dei Cantici, Ruth, Giuditta, Ester. In questi libri, la donna appare non tanto come una madre e sposa, ma come una donna che sa usare la sua bellezza e femminilità per lottare per i diritti dei poveri e così difendere l’Alleanza della gente. E lotta non tanto a favore del tempio, né di leggi astratte, bensì a favore della vita della gente.

La resistenza della donna contro la sua esclusione incontra eco ed accoglienza in Gesù. Ecco alcuni episodi dell’accoglienza che Gesù dava loro:
* La prostituta: Gesù accoglie e la difende contro il fariseo (Lc 7,36-50).
* La donna curva Gesù la difende contro il capo della sinagoga (Lc 13,10-17).
* La donna considerata impura è accolta senza essere censurata ed è curata (Mc 5,25-34).
* La samaritana, considerata eretica, è la prima a ricevere il segreto che Gesù è il Messia (Gv 4,26).
* La donna straniera é assistita da Gesù e l’aiuta a scoprire la sua missione (Mc 7, 24-30).
* Le madri con bambini, rifiutate dai discepoli, sono accolte da Gesù (Mt 19,13-15).
* Le donne sono le prime a sperimentare la presenza di Gesù risorto (Mt 28,9-10; Gv 20,16-18).

6. Preghiera del Salmo 36 (35)

La bontà di Dio smaschera l’ipocrisia

Nel cuore dell'empio parla il peccato,
davanti ai suoi occhi non c'è timor di Dio.

Poiché egli si illude con se stesso
nel ricercare la sua colpa e detestarla.
Inique e fallaci sono le sue parole,
rifiuta di capire, di compiere il bene.
Iniquità trama sul suo giaciglio,
si ostina su vie non buone,
via da sé non respinge il male.

Signore, la tua grazia è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi;
la tua giustizia è come i monti più alti,
il tuo giudizio come il grande abisso:
uomini e bestie tu salvi, Signore.

Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio!
Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali,
si saziano dell'abbondanza della tua casa
e li disseti al torrente delle tue delizie.
E’ in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Concedi la tua grazia a chi ti conosce,
la tua giustizia ai retti di cuore.
Non mi raggiunga il piede dei superbi,
non mi disperda la mano degli empi.
Ecco, sono caduti i malfattori,
abbattuti, non possono rialzarsi.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut