Skip to Content

"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 6ª Domenica del tempo ordinario (B)

Lectio: 
Domenica, 11 Febbraio, 2018

Gesù cura un lebbroso
Inserire di nuovo gli esclusi nella convivenza umana
Marco 1,40-45

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Il vangelo di questa sesta domenica del Tempo Ordinario ci mostra come Gesù accoglie un lebbroso. In quel tempo, i lebbrosi erano le persone più escluse dalla società, evitate da tutti. Non potevano partecipare a nulla. Perché, anticamente, la mancanza di medicine efficaci, la paura del contagio e la necessità di difendere la vita della comunità, spingevano la gente ad isolarsi e ad escludere i lebbrosi. Inoltre, tra il popolo di Dio, dove la difesa del dono della vita era uno dei doveri più sacri, si giunse a pensare che l'esclusione del lebbroso fosse un obbligo divino poiché era l'unico modo di difendere la comunità contro il contagio della morte. Per questo, in Israele, il lebbroso si sentiva impuro ed escluso non solo dalla società, ma perfino da Dio (cfr. Lev 14,1-32). Poco a poco, comunque, nella misura in cui si scoprivano rimedi migliori e soprattutto grazie all'esperienza profonda comunicataci da Gesù rispetto a Dio Padre nostro, i lebbrosi cominciarono ad essere accolti e reintegrati, in nome di Dio stesso, come fratelli e sorelle nella convivenza umana.
Malgrado i duemila anni di cristianesimo, l'esclusione e l'emarginazione di certe categorie di persone continuano comunque fino ad ora, sia nella società come nella Chiesa. Per esempio, i malati di AIDS, i migranti, gli omosessuali, i divorziati, etc. Quali sono oggi, nel tuo paese, le categorie di persone escluse ed evitate nella società e nella Chiesa? Con queste domande nella mente ci accingiamo a leggere e meditare il vangelo di questa domenica.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Marco 1,40: La situazione di abbandono e di esclusione di un lebbroso
Marco 1,41-42: Gesù accoglie e cura il lebbroso
Marco 1,43-44: Inserire di nuovo gli esclusi nella convivenza fraterna
Marco 1,45: Il lebbroso annuncia il bene fattogli da Gesù, e Gesù diventa un escluso

c) Testo:

Marco 1,40-4540Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». 41Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». 42Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. 43E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: 44«Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». 45Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Quale punto di questo testo ti è piaciuto di più o quale punto ti ha maggiormente colpito? Perché?
b) Come si esprime in questo testo l'emarginazione dei lebbrosi?
c) Come Gesù accoglie, cura e reintegra il lebbroso? Cerchiamo di osservare bene tutti i dettagli.
d) Come imitare oggi l'atteggiamento di Gesù con gli esclusi?

5. Per coloro che desiderano approfondire maggiormente il tema

a) Contesto di allora e di oggi:

Sia negli anni '70, epoca in cui Marco scrive, come pure oggi, epoca in cui noi viviamo, era e continua ad essere molto importante avere dei criteri o modelli per sapere come vivere ed annunciare la Buona Novella di Dio, e come svolgere la nostra missione di cristiani. Nei versi dal 16 al 45 del primo capitolo, nel riunire otto episodi, Marco descrive come Gesù annunciava la Buona Novella. Ogni episodio costituisce un criterio per le comunità del suo tempo, in modo che queste potessero esaminare la loro missione. Il testo di questa domenica concreta l'ottava criterio: “reinserire gli esclusi”. Ecco lo schema d'insieme che si espliciterà a continuazione:

TESTO
          ATTIVITA' DI GESU'
                   SCOPO DELLA BUONA NOVELLA

Marco 1,16-20
          Gesù chiama i primi discepoli
                  formare comunità
Marco 1,21-22
          La gente rimane ammirata dal suo insegnamento
                  creare coscienza critica
Marco 1,23-28
          Gesù scaccia un demonio
                  combattere il potere del male
Marco 1,29-31
          La guarigione della suocera di Pietro
                  restaurare la vita per mezzo del servizio
Marco 1,32-34
          La guarigione di malati e di indemoniati
                  accogliere gli emarginati
Marco 1,35
          Gesù si alza quando ancora è buio per pregare
                  rimanere unito al Padre
Marco 1,36-39
          Gesù continua ad annunciare la Buona Novella
                  non limitarsi ai risultati
Marco 1,40-45
          Gesù guarisce un lebbroso
                  reintegrare gli esclusi

b) Commento del testo:

Marco 1,40: La situazione di abbandono e di esclusione di un lebbroso
Un lebbroso arriva vicino a Gesù. Era un escluso, impuro! Doveva essere allontanato dalla convivenza umana. Chi si avvicinava a lui rimaneva anche impuro. Ma quel lebbroso aveva molto coraggio. Trasgredì le norme della religione per poter stare vicino a Gesù. Lui dice: Se vuoi, puoi guarirmi! Ossia: “Non c'è bisogno che mi tocchi! Basta volerlo, per essere guarito! La frase rivela due mali: 1) il male della malattia della lebbra che lo rendeva impuro; 2) il male della solitudine a cui era condannato dalla società e dalla religione. Rivela anche la grande fede degli uomini nel potere di Gesù.

Marco 1,41-42: Accogliendo e curando il lebbroso Gesù rivela un nuovo volto di Dio
Profondamente compassionevole, Gesù guarisce i due mali. In primo luogo, per curare il male della solitudine, tocca il lebbroso. E come se gli dicesse: "Per me tu non sei un escluso. Ti accolgo come un fratello!" In secondo luogo, guarisce la malattia della lebbra dicendo: Lo voglio! Guarisci! Per poter entrare a contatto con Gesù, il lebbroso aveva trasgredito le norme della legge. Gesù, per poter aiutare quell'escluso e, così rivelare un nuovo volto di Dio, trasgredisce le norme della sua religione e tocca il lebbroso. In quel tempo, chi toccava un lebbroso diventava impuro agli occhi delle autorità religiose e dinanzi alla legge dell'epoca.

Marco 1,43-44: Reinserire gli esclusi nella convivenza fraterna
Gesù non solo guarisce, ma vuole che la persona guarita possa di nuovo convivere con gli altri. Reintegra la persona nella convivenza. In quel tempo, affinché un lebbroso fosse di nuovo accolto in comunità, aveva bisogno di un attestato di guarigione datogli da un sacerdote. Così era scritto nella legge nei riguardi della purificazione di un lebbroso (Lev. 14, 1-32). Lo stesso succede oggi. Il malato esce dall'ospedale con la cartella clinica firmata dal medico del reparto. Gesù obbliga il lebbroso a farsi consegnare il documento dalle autorità competenti, in modo da poter reinserirsi con normalità nella società. Obbligando così le autorità a riconoscere che l'uomo era stato curato.

Marco 1,45: Il lebbroso annuncia il bene che Gesù gli ha fatto, e Gesù diventa un escluso
Gesù aveva proibito al lebbroso di parlare della guarigione. Ma costui non lo fece. Il lebbroso, cominciò a proclamare ed a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città. Ma se ne stava fuori, in luoghi deserti. Perché Gesù rimaneva fuori in luoghi deserti? Gesù aveva toccato il lebbroso. Quindi, secondo l'opinione della religione di quel tempo, ora lui stesso era un impuro, e doveva vivere lontano da tutti. Non poteva entrare nelle città. Ma Marco indica che alla gente non importavano molto queste norme ufficiali, ma venivano a lui da ogni parte! Sovvertimento totale!
La duplice notizia che Marco dà alle comunità del suo tempo ed a tutti noi è questo: 1) Annunciare la Buona Novella vuol dire testimoniare l'esperienza concreta che la persona ha di Gesù. Il lebbroso, cosa annuncia? Racconta agli altri il bene che Gesù gli ha fatto. Solo questo! Tutto questo! Ed è proprio questa testimonianza che spinge gli altri ad accettare la Buona Novella di Dio che Gesù ci annuncia. Colui che non tiene esperienza di Gesù, avrà poco da annunciare agli altri. 2) Per portare la Buona Novella di Dio alla gente non bisogna aver paura di trasgredire le norme religiose che sono contrarie al progetto di Dio e che rendono difficile la comunicazione, il dialogo ed il vissuto dell'amore. Anche se ciò comporta difficoltà alla gente, come lo fu per Gesù!

c) Ampliando le informazioni:

Gli otto criteri per valutare la Missione della Comunità

Una duplice schiavitù marcava la situazione della gente all'epoca di Gesù: la schiavitù della religione ufficiale, mantenuta dalle autorità religiose dell'epoca, e la schiavitù della politica di Erode, appoggiata dall'Impero Romano e mantenuta da tutto il sistema organizzato di sfruttamento e di repressione. A causa di tutto questo, una grande parte della gente veniva esclusa dalla religione e dalla società. Il contrario, quindi, della fraternità che Dio sognò per tutti! Ed è proprio in questo contesto che Gesù comincia a svolgere la sua missione di annunciare la Buona Novella di Dio.
Il vangelo di questa domenica fa parte di un'unità letteraria più ampia (Mc 1,16-45). Oltre alla descrizione della preparazione della Buona Novella (Mc 1,1-13) e della sua proclamazione (Mc 1,14-15), Marco riunisce otto attività di Gesù per descrivere come fu la missione di Gesù di annunciare la Buona Novella e come deve essere la missione delle comunità (Mc 1,16-45). E la stessa missione che Gesù ricevette dal Padre (Gv 20,21). Marco raccoglie questi episodi, che nelle comunità erano trasmessi oralmente, e li unisce tra di loro come vecchi mattoni di una parete nuova. Questi otto episodi sono otto criteri che servono alle comunità per una buona revisione e per verificare se stanno svolgendo bene la loro missione. Vediamo:

i) Mc 1,16-20: Creare comunità.
La prima cosa che Gesù fa è chiamare le persone a seguirlo. Un compito fondamentale della missione é congregare le persone attorno a Gesù e creare comunità.

ii) Mc 1,21-22: Suscitare una coscienza critica.
La prima cosa che la gente percepisce è la differenza tra l'insegnamento di Gesù e degli scribi. Fa parte della missione fare in modo che la gente assuma una coscienza critica, anche dinanzi alla religione ufficiale.

iii) Mc 1,23-28: Combattere il potere del male.
Il primo miracolo di Gesù è l'espulsione di uno spirito impuro. Fa parte della missione combattere il potere del male che distrugge la vita ed aliena le persone da se stesse.

iv) Mc 1,29-31: Restaurare la vita mediante il servizio.
Gesù cura la suocera di Pietro, e costei si alza e comincia a servire. Fa parte della missione preoccuparsi dei malati in modo che possano alzarsi e di nuovo offrire agli altri il loro servizio.

v) Mc 1,32-34: Accogliere gli emarginati
Dopo che era trascorso il sabato, la gente porta davanti a Gesù tutti i malati e gli indemoniati, per essere curati da Gesù, e lui cura tutti, imponendo loro le mani. Fa parte della missione accogliere gli emarginati.

vi) Mc 1,35: Rimanere uniti al Padre mediante la preghiera.
Dopo un giorno di lavoro che si protrae fino alla sera, Gesù si alza presto per poter pregare in un luogo deserto. Fa parte della missione rimanere uniti alla fonte della Buona Novella, che è il Padre, mediante la preghiera.

vii) Mc 1,36-39: Mantenere la coscienza della missione.
I discepoli erano contenti del risultato e volevano che Gesù ritornasse. Ma lui continuò per la sua strada. Fa parte della missione non contentarsi con il risultato ottenuto, ma mantenere viva la coscienza della missione.

viii) Mc 1,40-45: Reinserire gli emarginati nella convivenza.
Gesù cura un lebbroso e chiede che si presenti ad un sacerdote per poter essere dichiarato guarito e ritornare a vivere tra la gente. Fa parte della missione reinserire gli esclusi nella convivenza umana.

Questi otto punti così bene scelti da Marco indicano lo scopo della missione di Gesù: “Sono venuto affinché tutti abbiamo vita, ed in abbondanza!” (Gv 10,10). Questi stessi otto punti possono servire per valutare la nostra comunità. Così si vede come Marco ha costruito il suo vangelo. Una bella costruzione che tiene conto di due cose nello stesso tempo: (1) informa le persone rispetto a ciò che Gesù ha fatto ed ha insegnato; (2) forma le comunità e le persone alla missione di annunciatori ed annunciatrici della Buona Novella di Dio.

6. Preghiera di un Salmo: Salmo 125 (124)

Chi confida nel Signore non vacilla!

Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
non vacilla, è stabile per sempre.

I monti cingono Gerusalemme:
il Signore è intorno al suo popolo
ora e sempre.
Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani
a compiere il male.

La tua bontà, Signore, sia con i buoni
e con i retti di cuore.
Quelli che vanno per sentieri tortuosi
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi.
Pace su Israele!

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Ebook per Lectio Divina

Vorreste ricevere mensile Lectio Divina sul vostro Ipad / Iphone / Kindle

  Email:



Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut