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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Giovanni 8,1-11

Lectio: 
Lunedì, 3 Aprile, 2017
Tempo di Quaresima
 
1) Preghiera
O Padre, che con il dono del tuo amore
ci riempi di ogni benedizione,
trasformaci in creature nuove,
per esser preparati alla Pasqua gloriosa del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Giovanni 8,1-11
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”
Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.
 
3) Riflessione
• Nel vangelo di oggi, mediteremo sull’incontro di Gesù con la donna che doveva essere lapidata. Per la sua predicazione e per il suo modo di agire Gesù scomodava le autorità religiose. Per questo, cercavano tutti i mezzi possibili per accusarlo ed eliminarlo. Così, gli portano dinanzi una donna, sorpresa in flagrante adulterio. Sotto l’apparenza di fedeltà alla legge, usano la donna per avere argomenti contro Gesù. Anche oggi, sotto l’apparenza di fedeltà alle leggi della Chiesa, molte persone sono emarginate: divorziati, prostitute, malati di aids, ragazze madri, omosessuali, etc. Vediamo come reagisce Gesù:
• Giovanni 8,1-2: Gesù e la gente. Dopo la discussione sull’origine del Messia, descritta alla fine del capitolo 7 (Gv 7,37-52), “e tornarono ciascuno a casa sua” (Gv 7,53). Gesù non aveva casa a Gerusalemme. Per questo, si recò al Monte degli Ulivi. Lì c’era un orto, dove era solito trascorrere la notte in preghiera (Gv 18,1). Il giorno dopo, prima del sorgere del sole, Gesù si trovava di nuovo nel tempio. La gente veniva molto vicino per poterlo ascoltare. Loro si sedevano per terra, attorno a Gesù e lui insegnava loro. Cosa insegnava Gesù? Doveva essere molto bello perché la gente veniva prima del sorgere del sole per ascoltarlo!
• Giovanni 8,3-6a: Gli scribi preparano un’imboscata. Improvvisamente, arrivano scribi e farisei, con una donna sorpresa in flagrante adulterio. La mettono in mezzo al circolo. Secondo la legge, la donna avrebbe dovuto essere lapidata (Lv 20,10; Dt 22,22.24). Loro chiedono: "Qual è la tua opinione?" Era una trappola. Se Gesù avesse detto: "Applicate la legge", loro avrebbero detto “Non è così buono come sembra, perché ha detto di uccidere la povera donna!” Se avesse detto: "Non l’uccidete”, avrebbero detto: "Non è così buono come sembra, perché non osserva nemmeno la legge!" Sotto l’apparenza di fedeltà a Dio, loro manipolano la legge usando la persona della donna per poter accusare Gesù.
• Giovanni 8,6b-8: Reazione di Gesù: scrive in terra. Sembrava una strada senza uscita. Ma Gesù non si spaventa, né si innervosisce. Anzi, il contrario. Con calma, come chi domina la situazione, si inclina e comincia a scrivere in terra con il dito. Sono gli avversari che si innervosiscono. Loro insistono e vogliono che Gesù dia la sua opinione. Allora Gesù si alza e dice: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra!" Ed inclinatosi di nuovo ritorna a scrivere in terra. Gesù non discute la legge. Ma cambia l’obiettivo del giudizio. Invece di permettere che loro pongano la legge al di sopra della donna per condannarla, chiede loro di esaminarsi alla luce di ciò che la legge esige da loro. L’azione simbolica dello scrivere in terra chiarisce tutto. La parola della Legge di Dio ha la sua consistenza. Una parola scritta per terra non ha consistenza. La pioggia e il vento la portano via. Il perdono di Dio toglie il peccato identificato e denunciato dalla legge.
• Giovanni 8,9-11: Gesù e la donna. Il gesto e la risposta di Gesù mettono a terra gli avversari. I farisei e gli scribi si ritirano pieni di vergogna, uno dopo l’altro, cominciando dai più anziani. Avviene il contrario di quanto si aspettavano. La persona condannata dalla legge non era la donna, bensì loro che credevano di essere fedeli alla legge. Alla fine, Gesù rimane solo con la donna in mezzo al circolo. Gesù si alza e la guarda: "Donna, dove stanno? Nessuno ti ha condannato!" Lei risponde: "Nessuno, Signore!" E Gesù: “Nemmeno io ti condanno! Vai e d’ora in poi non peccare più!"
• Gesù non permette che qualcuno usi la legge di Dio per condannare il fratello o la sorella quando la persona stessa che condanna è peccatore o peccatrice. Questo episodio, migliore di qualsiasi altro insegnamento, rivela che Gesù è la luce che fa brillare la verità. Lui fa apparire ciò che esiste nel segreto delle persone, nel più intimo di ognuno di noi. Alla luce della sua parola, coloro che sembravano i difensori della legge, si rivelano pieni di peccato e loro stessi lo riconoscono, e se ne vanno, cominciando dai più anziani. E la donna, considerata colpevole e meritevole della pena di morte, rimane in piedi davanti a Dio, assolta, redenta e recupera la sua dignità (cf. Gv 3,19-21).
 
4) Per un confronto personale
• Cerca di metterti nei panni della donna: quali erano i suoi sentimenti in quel momento?
• Quali sono i passi che la nostra comunità può e deve fare per accogliere gli esclusi?
 
5) Preghiera finale
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome. (Sal 22)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut