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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 11,27-28

Lectio: 
Sabato, 14 Ottobre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
al di là di ogni desiderio e di ogni merito,
effondi su di noi la tua misericordia:
perdona ciò che la coscienza teme
e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 11,27-28
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”
Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”
 
3) Riflessione
• Il vangelo di oggi è molto breve, ma ha un significato importante nell’insieme del vangelo di Luca. Ci dà la chiave per capire ciò che Luca insegna rispetto a Maria, la Madre di Gesù, nel così detto Vangelo dell’Infanzia (Lc 1 e 2).
• Luca 11,27: L’esclamazione della donna. “In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce in mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. L’immaginazione creativa di alcuni apocrifi suggerisce che quella donna era una vicina di Nostra Signora, lì a Nazaret. Aveva un figlio, chiamato Dimas, che, con altri ragazzi della Galilea di quel tempo, entrò in guerra con i romani, fu fatto prigioniero e messo a morte accanto a Gesù. Era il buon ladrone (Lc 23,39-43). Sua madre, avendo sentito parlare del bene che Gesù faceva alla gente, ricordò la sua vicina, Maria, e disse: “Maria deve essere felice con un figlio così!”
• Luca 11,28: La risposta di Gesù. Gesù risponde, facendo il più grande elogio di sua madre: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”. Luca parla poco di Maria: qui (Lc 11,28) e nel Vangelo dell’Infanzia (Lc 1 e 2). Per lui, Luca, Maria è la Figlia di Sion, immagine del nuovo popolo di Dio. Rappresenta Maria modello per la vita delle comunità. Nel Concilio Vaticano II, il documento preparato su Maria fu inserito nel capitolo finale del documento Lumen Gentium sulla Chiesa. Maria è modello per la Chiesa. E soprattutto nel modo in cui Maria si rapporta con la Parola di Dio Luca la considera esempio per la vita delle comunità: “Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”. Maria ci insegna come accogliere la Parola di Dio, come incarnarla, viverla, approfondirla, farla nascere e crescere, lasciare che ci plasmi, anche quando non la capiamo, o quando ci fa soffrire. Questa è la visione che soggiace al Vangelo dell’Infanzia (Lc 1 e 2). La chiave per capire questi due capitoli ci è data dal vangelo di oggi: ““Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” Vediamo come in questi capitoli Maria si mette in rapporto con la Parola di Dio.
a) Luca 1,26-38:
L’Annunciazione: "Si faccia in me secondo la tua parola!"
Sapere aprirsi, in modo che la Parola di Dio sia accolta e si incarni.
b) Luca 1,39-45:
La Visitazione: "Beata colei che ha creduto!"
Saper riconoscere la Parola di Dio in una visita ed in tanti altri fatti della vita.
c) Luca 1,46-56:
Il Magnificat: “Il Signore ha fatto in me prodigi!”
Riconoscere la Parola nella storia della gente e pronunciare un canto di resistenza e di speranza.
d) Luca 2,1-20:
La Nascita: "Lei meditava tutte queste cose nel suo cuore."
Non c’era posto per loro. Gli emarginati accolgono la Parola.
e) Luca 2,21-32:
La Presentazione: "I miei occhi han visto la tua salvezza!"
I molti anni di vita purificano gli occhi.
f) Luca 2,33-38:
Simeone ed Anna: "Una spada trafiggerà la tua anima."
Accogliere ed incarnare la parola nella vita, essere segno di contraddizione.
g) Luca 2,39-52:
Ai dodici anni, nel tempio: "Non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?"
Loro non compresero la Parola che fu detta!
h) Luca 11,27-28:
L’elogio alla madre:"Beato il grembo che ti ha portato!"
Beato chi ascolta e mette in pratica la Parola.
 
4) Per un confronto personale
• Tu riesci a scoprire la Parola viva di Dio nella tua vita?
• Come vivi la devozione a Maria, la madre di Gesù?
 
5) Preghiera finale
Cantate al Signore canti di gioia,
meditate tutti i suoi prodigi.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore. (Sal 104)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut