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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Luca 17,11-19

Lectio: 
Mercoledì, 15 Novembre, 2017
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 17,11-19
Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: “Gesù maestro, abbi pietà di noi!”
Appena li vide, Gesù disse: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono sanati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?” E gli disse: “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”
 
3) Riflessione
• Nel vangelo di oggi, Luca racconta la guarigione dei dieci lebbrosi, di cui uno solo ringrazia Gesù. Ed era un samaritano! La gratitudine è un altro tema assai tipico di Luca: vivere in atteggiamento di gratitudine e lodare Dio per tutto ciò che da Lui riceviamo. Per questo Luca dice molte volte che la gente rimaneva ammirata e lodava Dio per le cose che Gesù compiva (Lc 2,28.38; 5,25.26; 7,16; 13,13; 17,15.18; 18,43; 19,37; ecc). Il vangelo di Luca ci riporta diversi cantici ed inni che esprimono questa esperienza di gratitudine e di riconoscenza (Lc 1,46-55; 1,68-79; 2,29-32).
• Luca 17,11: Gesù in viaggio verso Gerusalemme. Luca ricorda che Gesù era in viaggio verso Gerusalemme, passando per la Samaria per recarsi in Galilea. Dall’inizio del suo viaggio (Lc 9,52) fino a qui (Lc 17,11), Gesù cammina per la Samaria. Solo ora sta uscendo dalla Samaria, passando per la Galilea per poter giungere a Gerusalemme. Ciò significa che gli insegnamenti importanti dati in questi ultimi capitoli dal 9 fino al 17 furono dati tutti su un territorio che non era giudeo. L’udire ciò deve essere stato motivo di molta gioia per le comunità di Luca, venute dal paganesimo. Gesù, il pellegrino, continua il suo viaggio verso Gerusalemme. Continua eliminando le disuguaglianze che gli uomini hanno creato. Continua il lungo e doloroso cammino dalla periferia verso la capitale, da una religione rinchiusa in se stessa verso una religione aperta che sa accogliere gli altri come fratelli e sorelle, figli e figlie dello stesso Padre. Questa apertura si manifesta anche nell’accoglienza data ai dieci lebbrosi.
• Luca 17,12-13: Il grido dei lebbrosi. Dieci lebbrosi si avvicinano a Gesù, si fermano a distanza e gridano: "Gesù, maestro, abbi pietà di noi!" Il lebbroso era una persona esclusa. Era emarginato e disprezzato, non aveva diritto a convivere con la sua famiglia. Secondo la legge della purezza, i lebbrosi dovevano andare in giro con vesti lacerate e capelli sciolti, gridando: “Impuro! Impuro!” (Lv 13,45-46). Per i lebbrosi, la ricerca della guarigione significava lo stesso che cercare la purezza per poter essere reintegrati nella comunità. Non potevano avvicinarsi agli altri. (Lv 13,45-46). Se qualcuno era toccato da un lebbroso diventava impuro e ciò gli impediva di poter dirigersi a Dio. Mediante questo grido, essi esprimevano la fede in Gesù che poteva curarli e restituire loro la purezza. Ottenere la purezza significava sentirsi di nuovo accolti da Dio e poter dirigersi a Lui per ricevere la benedizione promessa ad Abramo.
• Luca 17,14: La risposta di Gesù e la guarigione. Gesù risponde: "Andate a presentarvi ai sacerdoti!" (cf. Mc 1,44). Il sacerdote doveva verificare la guarigione ed attestare la purezza del guarito (Lv 14,1-32). La risposta di Gesù esigeva molta fede da parte dei lebbrosi. Dovevano andare dal sacerdote come se fossero già stati sanati, quando, in realtà, il loro corpo continuava ad essere coperto dalla lebbra. Ma loro credevano alla parola di Gesù e andarono dal sacerdote. Ed avvenne che, lungo il cammino, si manifestò la guarigione. Furono purificati. Questa guarigione evoca la storia della purificazione di Naaman di Siria (2Re 5,9-10). Il profeta Eliseo ordina all’uomo di lavarsi nel Giordano. Naaman doveva credere alla parola del profeta. Gesù ordina ai dieci di presentarsi ai sacerdoti. Loro dovevano credere alla parola di Gesù.
• Luca 17,15-16: Reazione del samaritano. “Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano”. Perché gli altri non ritornarono? Perché solo il samaritano? Secondo l’opinione dei giudei di Gerusalemme, il samaritano non osservava la legge come doveva. Tra i giudei c’era la tendenza ad osservare la legge per poter meritare o conquistare la giustizia. Grazie all’osservanza, loro avevano già accumulato meriti e crediti davanti a Dio. Gratitudine e gratuità non fanno parte del vocabolario delle persone che vivono così il loro rapporto con Dio. Forse per questo non ringraziano per il beneficio ricevuto. Nella parabola del vangelo di ieri, Gesù aveva formulato la stessa domanda: “Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?” (Lc 17,9) E la risposta era: “No!” Il samaritano rappresenta le persone che hanno una chiara coscienza che noi, essere umani, non abbiamo meriti o diritto davanti a Dio. Tutto è grazia, cominciando dal dono della propria vita!
• Luca 17,17-19: L’osservazione finale di Gesù. Gesù osserva: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?” Per Gesù, ringraziare gli altri per il beneficio ricevuto è un modo di rendere a Dio la lode che gli è dovuta. Su questo punto, i samaritani davano lezioni ai giudei. Oggi sono i poveri coloro che svolgono il ruolo del samaritano, e ci aiutano a riscoprire questa dimensione della gratuità della vita. Tutto ciò che riceviamo deve essere considerato come un dono di Dio che viene a noi mediante il fratello e la sorella.
• L’accoglienza data ai samaritani nel vangelo di Luca. Per Luca, il posto che Gesù concedeva ai samaritani è lo stesso di quello che le comunità dovevano riservare ai pagani. Gesù presenta un samaritano come modello di gratitudine (Lc 17,17-19) e di amore verso il prossimo (Lc 10,30-33). Questo doveva essere assai scioccante, poiché per i giudei, samaritano o pagano era la stessa cosa. Non potevano avere accesso agli altri interni del Tempio di Gerusalemme, né partecipare al culto. Erano considerati portatori di impurezza, impuri fin dalla culla. Per Luca, invece, la Buona Notizia di Gesù si rivolge in primo luogo alle persone e ai gruppi considerati indegni di riceverla. La salvezza di Dio che ci giunge in Gesù è puro dono. Non dipende dai meriti di nessuno.
 
4) Per un confronto personale
• E tu, ringrazi in genere le persone? Ringrazi per convinzione o per semplice usanza? E nella preghiera: ringrazi o dimentichi?
• Vivere con gratitudine è segno della presenza del Regno in mezzo a noi. Come trasmettere agli altri l’importanza di vivere nella gratitudine e nella gratuità?
 
5) Preghiera finale
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. (Sal 22)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut