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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 2,1-12

Lectio: 
Venerdì, 13 Gennaio, 2017
Tempo ordinario

1) Preghiera
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 2,1-12
Dopo alcuni giorni Gesù entrò di nuovo a Cafarnao. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.
Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portaglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”.
Erano là seduti alcuni scribi che pensavano in cuor loro: “Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?”
Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: “Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua”.
Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: “Non abbiamo mai visto nulla di simile!”
 
3) Riflessione
• In Mc 1,1-15, Marco mostra come deve essere preparata e divulgata la Buona Notizia di Dio. In Mc 1,16-45, indica qual è l’obiettivo della Buona Notizia e qual è la missione della comunità. Ora, in Mc 2,1 a 3,6, appare l’effetto dell’annuncio della Buona Notizia. Una comunità fedele al vangelo vive valori che contrastano con gli interessi della società che la circonda. Per questo, uno degli effetti dell’annuncio della Buona Novella, è il conflitto con coloro che difendono gli interessi della società. Marco raccoglie cinque conflitti che l’annuncio della Buona Novella recò a Gesù.
• Nel 70, epoca in cui lui scrive il suo vangelo, erano molti i conflitti nella vita delle comunità, ma non sempre sapevano come comportarsi dinanzi alle accuse che venivano da parte delle autorità romane e dei capi giudei. Quest’insieme di cinque conflitti di Mc 2,1 a 3,6 serviva da guida per orientare le comunità, sia quelle di ieri che quelle di oggi. Perché il conflitto non è un incidente di percorso, bensì fa parte integrante del cammino.
• Ecco lo schema dei cinque conflitti che Marco presenta nel suo vangelo:
          Testi
          1º conflitto: Mc 2,1-12
          2º conflitto: Mc 2,13-17
          3º conflitto: Mc 2,18-22
          4º conflitto: Mc 2,23-28
          5º conflitto: Mc 3,1-6
                       Avversari di Gesù
                       scribi
                       scribi e farisei
                       discepoli di Giovanni e farisei
                       farisei
                       farisei ed erodiani
                                       Causa del conflitto
                                       Perdono dei peccati
                                       Mangiare con i peccatori
                                       Pratica del digiuno
                                       Osservanza del sabato
                                       Guarigione il sabato
• La solidarietà degli amici ottiene al paralitico il perdono dei peccati. Gesù sta ritornando a Cafarnao. Si riunisce molta gente davanti alla porta di casa. Lui accoglie tutti e comincia ad insegnare. Insegnare, parlare di Dio, era ciò che Gesù faceva di più. Giunge un paralitico, portato da quattro persone. Gesù è la loro unica speranza. Non dubitano a salire sul tetto e togliere le tegole. Deve essere stata una casa povera, fango coperto di foglie. Calano l’uomo, davanti a Gesù. Gesù, vedendo la loro fede, dice al paralitico: I tuoi peccati ti sono perdonati. In quel tempo, la gente pensava che i difetti fisici (paralitico) fossero un castigo di Dio per qualche peccato commesso. I dottori insegnavano che la persona rimaneva impura e quindi incapace di avvicinarsi a Dio. Per questo i malati, i poveri, i paralitici, si sentivano rifiutati da Dio! Ma Gesù non pensava così. Quella fede così grande, era un segno evidente del fatto che il paralitico era accolto da Dio. Per questo, lui dichiara: “I tuoi peccati ti sono perdonati!” Con questa affermazione Gesù nega che la paralisi fosse un castigo dovuta al peccato dell’uomo.
• Gesù è accusato di blasfemia dai padroni del potere. L’affermazione di Gesù era contraria al catechismo dell’epoca. Non andava d’accordo con l’idea che loro avevano di Dio. Per questo reagiscono ed accusano Gesù: bestemmia! Per loro, solo Dio poteva perdonare i peccati. E solo il sacerdote poteva dichiarare qualcuno perdonato e purificato. Come mai Gesù, uomo senza studi, laico, semplice falegname, poteva dichiarare le persone perdonate e purificate dai peccati? E c’era ancora un altro motivo che li spingeva a criticare Gesù. Loro avranno pensato: “Se fosse vero ciò che questo Gesù dice, noi perderemo il nostro potere! Perderemo la nostra fonte di reddito”.
• Guarendo, Gesù mostra che anche lui ha il potere di perdonare i peccati. Gesù percepisce la critica. Per questo domanda: ‘Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire Alzati e cammina!’? É molto più facile dire:“I tuoi peccati ti sono perdonati”. Perché nessuno può verificare se di fatto il peccato è stato o meno perdonato. Ma se io dico:“Alzati e cammina!”, lì tutti possiamo vedere se ho o meno questo potere di guarire. Per questo, per mostrare che aveva potere di perdonare i peccati, in nome di Dio, Gesù disse al paralitico: Alzati, prendi il tuo lettuccio e va a casa tua! Guarì l’uomo! E così attraverso un miracolo insegnò che la paralisi dell’uomo non era un castigo di Dio, e mostrò che la fede dei poveri è una prova che Dio li accoglie nel suo amore.
• Il messaggio del miracolo e la reazione della gente. Il paralitico si alza, prende il suo lettuccio, comincia a camminare, e tutti dicono: Non abbiamo mai visto nulla di simile! Questo miracolo rivela tre cose molto importanti: a) Le malattie delle persone non sono un castigo dei peccati. b) Gesù apre un nuovo cammino per giungere fino a Dio. Ciò che il sistema chiamava impurità non era già ostacolo per le persone per avvicinarsi a Dio. c) Il volto di Dio rivelato mediante l’atteggiamento di Gesù era diverso dal volto severo di Dio rivelato dall’atteggiamento dei dottori.
• Questo ricorda ciò che disse un tossicodipendente che guarì e che ora è membro di una comunità a Curitiba, Brasile. Disse: “Sono cresciuto nella religione cattolica. L’abbandonai. I miei genitori erano molto praticanti e volevano che noi figli fossimo come loro. La gente era obbligata ad andare in chiesa sempre, tutte le domeniche e le feste. E quando non si andava loro dicevano: “Dio castiga”. Andavo perché mi veniva imposto, e quando divenni adulto, non andai più a messa. Il Dio dei miei genitori non mi piaceva. Non riuscivo a capire che Dio, creatore del mondo, stesse su di me, un piccolo bambino, minacciandomi con il castigo dell’inferno. A me piaceva molto di più il Dio di mio zio che non entrava mai in chiesa, ma che ogni giorno, ripeto ogni giorno, comprava il doppio del pane che mangiava, per darlo ai poveri!”
 
4) Per un confronto personale
• A te piace il Dio dello zio o il Dio dei genitori dell’ex tossico-dipendente?
• Qual è il volto di Dio che gli altri scoprono nel mio comportamento?
 
5) Preghiera finale
Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato,
lo diremo alla generazione futura:
le lodi del Signore, la sua potenza
e le meraviglie che egli ha compiuto. (Sal 77)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut