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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 2,13-17

Lectio: 
Sabato, 14 Gennaio, 2017
Tempo ordinario

1) Preghiera
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 2,13-17
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli l’ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Egli, alzatosi, lo seguì.
Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?”.
Avendo udito questo, Gesù disse loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”.
 
3) Riflessione
• Nel vangelo di ieri, abbiamo visto il primo conflitto che sorse attorno al perdono dei peccati (Mc 2,1-12). Nel vangelo di oggi meditiamo sul secondo conflitto che sorse quando Gesù si sedette a tavola con i peccatori (Mc 2,13-17). Negli anni 70, epoca in cui Marco scrive, c’era nelle comunità un conflitto tra cristiani venuti dal paganesimo e coloro che venivano dal giudaismo. Coloro che venivano dal giudaismo avevano difficoltà di entrare nella casa dei pagani convertiti e di sedersi con loro attorno allo stesso tavolo (cf. At 10,28; 11,3). Descrivendo come Gesù affronta questo conflitto, Marco orienta le comunità a risolvere il problema.
• Gesù insegnava, ed alla gente piaceva ascoltarlo. Gesù esce di nuovo per recarsi vicino al mare. Arriva la gente e lui comincia ad insegnare. Trasmette la Parola di Dio. Nel vangelo di Marco, l’inizio dell’attività di Gesù è marcata da molto insegnamento e da molta accettazione da parte della gente (Mc 1,14.21.38-39; 2,2.13), malgrado i conflitti con le autorità religiose. Cosa insegnava Gesù? Gesù annunciava la Buona Novella di Dio (Mc 1,14). Parlava di Dio, ma parlava in modo nuovo, diverso. Parlava partendo dalla sua esperienza, dall’esperienza che lui stesso aveva di Dio e della vita. Gesù viveva in Dio. E sicuramente ha toccato il cuore della gente a cui piaceva ascoltarlo (Mc 1,22.27). Dio, invece di essere un Giudice severo che da lontano minaccia con castigo ed inferno, diventa di nuovo, una presenza amica, una Buona Novella per la gente.
• Gesù chiama un peccatore ad essere discepolo e lo invita a mangiare a casa sua. Gesù chiama Levi, un pubblicano, e costui, immediatamente, lascia tutto e segue Gesù. Comincia a far parte del gruppo dei discepoli. Immediatamente, il testo dice letteralmente: Mentre Gesù sta a mensa in casa di lui. Alcuni credono che di lui vuol dire casa di Levi. Ma la traduzione più probabile è che si tratti della casa di Gesù. E' Gesù che invita tutti a mangiare a casa sua: peccatori e pubblicani, insieme ai discepoli.
• Gesù è venuto non per i giusti, ma per i peccatori. Questo gesto di Gesù produce rabbia tra le autorità religiose. Era proibito sedersi a tavola con pubblicani e peccatori, perché sedersi al tavolo con qualcuno voleva dire considerarlo un fratello! Invece di parlare direttamente con Gesù, gli scribi e i farisei parlano con i discepoli: Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori? Gesù risponde: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti ma i peccatori! Come prima con i discepoli (Mc 1,38), anche ora è la coscienza della sua missione che aiuta Gesù ad incontrare la risposta ed a indicare il cammino per l’annuncio della Buona Novella di Gesù.
 
4) Per un confronto personale
• Gesù chiama un peccatore, un pubblicano, persona odiata dalla gente, ad essere suo discepolo. Qual è il messaggio in questo gesto di Gesù per noi, della Chiesa cattolica?
• Gesù dice che è venuto a chiamare i peccatori. Ci sono leggi e costumi nella nostra chiesa che impediscono ai peccatori l’accesso a Gesù? Cosa possiamo fare per cambiare queste leggi e questi costumi?
 
5) Preghiera finale
Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia rupe e mio redentore. (Sal 18)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e servirlo fedelmente con cuore puro e retta coscienza impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l’uno all'altro.


date | by Dr. Radut