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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 6,53-56

Lectio: 
Lunedì, 5 Febbraio, 2018
1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 6,53-56
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genesaret.
Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci gli ammalati, dovunque udivano che si trovasse.
E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano gli infermi nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
 
3) Riflessione
• Il testo del Vangelo di oggi è la parte finale dell’insieme del passaggio di Marco 6,45-56 che espone tre temi diversi: a) Gesù va da solo sulla montagna per pregare (Mc 6,45-46). b) Subito dopo, cammina sulle acque, va verso i discepoli che lottano contro le onde del mare (Mc 6,47-52). c) Ora, nel vangelo di oggi, stando già in terra la gente cerca Gesù affinché lui curi le loro malattie (Mc 6,53-56).
• Marco 6,53-56. La ricerca della gente. “In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genesaret. Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe”. La gente si reca numerosa alla ricerca di Gesù. Viene da tutte le parti, portando i malati. Stupisce l’entusiasmo della gente che riconosce Gesù e gli va dietro. Cosa spinge alla ricerca di Gesù non è solo il desiderio di incontrarsi con lui, di stare con lui, ma piuttosto il desiderio di essere curati dalle malattie. “E accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci gli ammalati, dovunque udivano che si trovasse. E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano gli infermi nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano”. Il vangelo di Matteo commenta e illumina questo fatto citando la figura del Servo di Yavé, di cui Isaia dice: “Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze” (Is 53,4 e Mt 8,16-17).
• Insegnare e curare, curare e insegnare. Fin dall’inizio della sua attività apostolica, Gesù va per tutti i villaggi della Galilea, per parlare alla gente della venuta imminente del Regno di Dio (Mc 1,14-15). L¡ dove trova gente per ascoltarlo, lui parla e trasmette la Buona Novella di Dio, accoglie i malati, in qualsiasi luogo: nelle sinagoghe durante la celebrazione della Parola, il sabato (Mc 1,21; 3,1; 6,2); nelle riunioni informali a casa di amici (Mc 2,1.15; 7,17; 9,28; 10,10); andando per la strada con i discepoli (Mc 2,23); lungo la spiaggia, seduto in una barca (Mc 4,1); nel deserto dove si rifugiò e dove la gente lo cercava (Mc 1,45; 6,32-34); sulla montagna, da dove proclamò le beatitudini (Mt 5,1); nelle piazze dei villaggi e delle città, dove la gente gli portava i malati (Mc 6,55-56); nel Tempio di Gerusalemme, in occasione dei pellegrinaggi, ogni giorno, senza paura (Mc 14,49)! Curare ed insegnare, insegnare e curare è ciò che Gesù faceva di più (Mc 2,13; 4,1-2; 6,34). Cosi soleva fare (Mc 10,1). La gente rimaneva ammirata (Mc 12,37; 1,22.27; 11,18) e lo cercava, in massa.
• Alla radice di questo grande entusiasmo della gente stava, da un lato, la persona di Gesù che chiamava ed attraeva e, dall’altro, l’abbandono della gente che era come pecore senza pastore (cf. Mc 6,34). In Gesù, tutto era rivelazione di ciò che lo spingeva dal di dentro! Non solo parlava di Dio, ma lo rivelava anche. Comunicava qualcosa che lui stesso viveva e sperimentava. Non solo annunciava la Buona Novella. Lui stesso era una prova, una testimonianza viva del Regno. In lui si manifestava ciò che avviene quando un essere umano lascia che Dio regni nella sua vita. Ciò che vale non sono solo le parole, ma anche e sopratutto la testimonianza, il gesto concreto. Questa è la Buona Novella che attira!
 
4) Per un confronto personale
• L’entusiasmo della gente di Gesù, alla ricerca di un senso per la vita e una soluzione per i loro mali. Dove esiste questo oggi? Esiste in voi, esiste in me?
• Ciò che attira è l’atteggiamento affettuoso di Gesù con i poveri e gli abbandonati. Ed io come mi comporto con le persone escluse della società?
 
5) Preghiera finale
Quanto sono grandi, Signore,
le tue opere!
Tutto hai fatto con saggezza,
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia. (Sal 103)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut