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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 7,24-30

Lectio: 
Giovedì, 8 Febbraio, 2018
Tempo ordinario
1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...
 
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 7,24-30
In quel tempo, Gesù, partito da Genesaret, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi.
Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. Ed egli le disse: “Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Ma essa replicò: “Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli”. Allora le disse: “Per questa tua parola va’, il demonio è uscito da tua figlia”.
Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.
 
3) Riflessione
• Nel vangelo di oggi vediamo come Gesù si occupa di una donna straniera, appartenente ad un’altra razza e ad un’altra religione, pur essendo ciò proibito dalla legge religiosa di quell’epoca. All’inizio Gesù non se ne vuole occupare, ma la donna insiste ed ottiene ciò che lei vuole: la guarigione della figlia.
• Gesù sta cercando di aprire la mentalità dei discepoli e della gente oltre la visione tradizionale. Nella moltiplicazione dei pani, lui aveva insistito nella condivisione (Mc 6,30-44), aveva dichiarato puri tutti gli alimenti (Mc 7,1-23). In questo episodio della donna cananea, supera le frontiere del territorio nazionale ed accoglie una donna straniera che non era del popolo e con cui era proibito parlare. Queste iniziative di Gesù, nate dalla sua esperienza di Dio Padre, erano estranee alla mentalità della gente dell’epoca. Gesù aiuta la gente ad uscire dal suo modo di sperimentare Dio nella vita.
• Marco 7,24: Gesù esce dal territorio. Nel vangelo di ieri (Mc 7,14-23) e dell’altro ieri (Mc 7,1-13), Gesù aveva criticato l’incoerenza della “Tradizione degli Antichi” ed aveva aiutato la gente e i discepoli ad uscire dalla prigione delle leggi della purezza. Qui, in Marco 7,24, lui esce dalla Galilea. Sembra voler uscire dalla prigione del territorio e della razza. Trovandosi all’estero, lui non vuole essere riconosciuto. Ma la sua fama era giunta prima. La gente ricorre a Gesù.
• Marco 7,25-26: La situazione. Una donna arriva vicino a Gesù e comincia a chiedere aiuto per sua figlia che è malata. Marco dice in modo esplicito che lei appartiene ad un’altra razza e ad un’altra religione. Ciò vuol dire che era pagana. Lei si lancia ai piedi di Gesù e comincia a supplicare la guarigione della figlia che era posseduta da uno spirito immondo. Per i pagani non era un problema ricorrere a Gesù. Per i giudei vivere con i pagani era invece un problema!
• Marco 7,27: La risposta di Gesù. Fedele alle norme della sua religione, Gesù dice che non conviene togliere il pane ai figli per darlo ai cagnolini. Frase dura. Il paragone veniva dalla vita in famiglia. Ancora oggi, bambini e cani sono ciò che abbonda maggiormente nei quartieri poveri. Gesù afferma una cosa: nessuna madre toglie il pane dalla bocca dei figli per darlo ai cani. In questo caso, i figli erano il popolo ebreo e i cagnolini, i pagani. Al tempo dell’ AT, a causa di rivalità tra i popoli, la gente soleva chiamare l’altro popolo “cane” (1Sam 17,43). Negli altri vangeli, Gesù spiega il perché del suo rifiuto: “Sono stato mandato solo per le pecore perdute della casa di Israele!” (Mt 15,24). Cioè: “Il Padre non vuole che io mi occupi di questa donna!”
• Marco 7,28: La reazione della donna. Lei è d’accordo con Gesù, ma allarga il paragone e lo applica al suo caso: “Gesù, è vero, ma anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dal tavolo dei figli!” E’ come se dicesse: “Se sono un cagnolino, allora ho il diritto dei cagnolini, cioè: le briciole mi appartengono!” Lei trae semplicemente conclusioni dalla parabola che Gesù aveva raccontato e dimostra che perfino nella casa di Gesù, i cagnolini mangiavano le briciole cadute dal tavolo dei figli. E nella “casa di Gesù”, cioè, nella comunità cristiana, la moltiplicazione dei pani per i figli era talmente abbondante che erano rimasti dodici cesti pieni (Mc 6,42) per i “cagnolini”, cioè per lei, per i pagani!
• Marco 7,29-30: La reazione di Gesù: “Per questa tua parola, và. Il demonio è uscito da tua figlia!” Negli altri vangeli si esplicita: “Grande è la tua fede! Sia fatto come tu vuoi!” (Mt 15,28). Se Gesù accoglie la richiesta della donna, è perché capisce che ora il Padre voleva che lui accogliesse la sua richiesta. Questo episodio aiuta a capire qualcosa del mistero che avvolgeva la persona di Gesù e la sua vita con il Padre. Osservando le reazioni e gli atteggiamenti delle persone, Gesù scopre la volontà del Padre negli eventi della vita. L’atteggiamento della donna apre un nuovo orizzonte nella vita di Gesù. Grazie a lei, lui scopre meglio il progetto del Padre per tutti coloro che cercano la vita e di liberarsi dalle catene che imprigionano la loro energia. Cosi, lungo le pagine del vangelo di Marco, c’è un’ apertura crescente in direzione degli altri popoli. In questo modo, Marco porta i lettori ad aprirsi nei confronti della realtà del mondo che li circonda, ed a superare i preconcetti che impedivano la convivenza pacifica tra la gente. Questa apertura verso i pagani appare in modo molto chiaro nell’ordine finale dato da Gesù ai discepoli, dopo la sua risurrezione: ”Andate per il mondo intero e proclamate il Vangelo a tutte le genti” (Mc 16,15).
 
4) Per un confronto personale
• Cosa fai tu concretamente per vivere in pace con persone delle altre chiese cristiane? Nel quartiere dove abiti, ci sono persone di altre religioni? Quali? Parli normalmente con persone di altre religioni?
• Qual è l’apertura che questo testo richiede da noi, oggi, nella famiglia e nella comunità?
 
5) Preghiera finale
Beati coloro che agiscono con giustizia
e praticano il diritto in ogni tempo.
Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo,
visitaci con la tua salvezza. (Sal 105)
 

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut