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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Marco 8,11-13

Lectio: 
Lunedì, 12 Febbraio, 2018
Tempo ordinario
 
1) Preghiera
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 8,11-13
In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, con un profondo sospiro, disse: “Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione”. E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda.
 
3) Riflessione
• Marco 8,11-13: I farisei chiedono un segno del cielo. Il vangelo di oggi narra una discussione dei farisei con Gesù. Anche Gesù, come avvenne con Mosè nell’Antico Testamento, aveva alimentato la gente affamata nel deserto, con la moltiplicazione dei pani (Mc 8,1-10). Segno che lui si presentava dinanzi alla gente come un nuovo Mosè. Ma i farisei non furono capaci di percepire il significato della moltiplicazione dei pani. Loro cominciano a discutere con Gesù e chiedono un segno, “venuto dal cielo”. Non avevano capito nulla di tutto ciò che Gesù aveva fatto. “Gesù sospira profondamente”, probabilmente sentendo disgusto e tristezza dinanzi a tanta cecità. E conclude dicendo: “Nessun segno sarà dato a questa generazione.” Li lasciò e se ne andò verso l’altra riva del lago. Non serve a nulla mostrare un bel quadro a chi non vuole aprire gli occhi. Chi chiude gli occhi non può vedere!
• Il pericolo dell’ideologia dominante. Qui si percepisce chiaramente come il “lievito di Erode e dei farisei” (Mc 8,15), l’ideologia dominante dell’epoca, faceva perdere alle persone la capacità di analizzare con obiettività gli eventi. Questo lievito veniva da lontano ed aveva radici profonde nella vita della gente. Arrivò a contaminare la mentalità dei discepoli e si manifestava in essa in molti modi. Con la formazione che Gesù dava loro, lui cercava di sradicare questo “lievito”.
• Ecco alcuni esempi di questo aiuto fraterno di Gesù ai discepoli.
a) Mentalità di gruppo chiuso. Un certo giorno, una persona non appartenente alla comunità, usò il nome di Gesù per scacciare i demoni. Giovanni vide e proibì di farlo: “Glielo abbiamo vietato perché non era dei nostri” (Mc 9,38). Giovanni pensava di avere il monopolio su Gesù e voleva impedire agli altri di usare il nome di Gesù per fare il bene. Voleva una comunità chiusa in se stessa. Era il lievito del "Popolo eletto, Popolo separato!" Gesù risponde: "Non glielo impedite!... Chi non è contro di noi è per noi!" (Mc 9,39-40).
b) Mentalità di gruppo che si considera superiore agli altri. Certe volte, i samaritani non volevano dare ospitalità a Gesù. La reazione di alcuni discepoli fu immediata: “Scenda un fuoco dal cielo e li consumi!” (Lc 9,54). Pensavano che per il fatto di stare con Gesù, tutti dovevano accoglierli. Pensavano di avere Dio dalla propria parte per difenderli. Era il lievito del “Popolo eletto, Popolo privilegiato!” Gesù li riprende: "Gesù si voltò e li rimproverò" (Lc 9,55).
c) Mentalità di competitività e di prestigio. I discepoli discutevano tra di loro del primo posto (Mc 9,33-34). Era il lievito di classe e di competitività, che caratterizzava la religione ufficiale e la società dell’impero romano. Già si infiltrava nella piccola comunità attorno a Gesù. Gesù reagisce e ordina di avere la mentalità contraria: "Il primo sia l’ultimo" (Mc 9, 35).
d) Mentalità di chi emargina i piccoli. I discepoli allontanavano i piccoli. Era il lievito della mentalità dell’epoca, secondo cui i bambini non contavano e dovevano essere disciplinati dagli adulti. Gesù riprende i discepoli: ”Lasciate che i piccoli vengano a me!” (Mc 10,14). I bambini diventano gli insegnanti degli adulti: “Chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non vi entrerà” (Lc 18,17).
• Come avvenne al tempo di Gesù, anche oggi la mentalità neoliberale dell’ideologia dominante rinasce e appare di nuovo perfino nella vita delle comunità e delle famiglie. La lettura orante del vangelo, fatta in comunità, può aiutare a cambiare in noi la visione delle cose e ad approfondire in noi la conversione e la fedeltà che Gesù ci chiede.
 
4) Per un confronto personale
• Dinanzi all’alternativa: avere fede in Gesù o chiedere un segno dal cielo, i farisei vollero un segno dal cielo. Non furono capaci di credere in Gesù. Avviene la stessa cosa con me. Cosa ho scelto io?
• Il lievito dei farisei impediva ai discepoli e alle discepole di percepire la presenza del Regno in Gesù. C’è in me qualche rimanenza di questo fermento dei farisei?
 
5) Preghiera finale
Tu sei buono, Signore, e fai il bene,
insegnami i tuoi decreti. (Sal 118)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut