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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Matteo 8,18-22

Lectio: 
Lunedì, 2 Luglio, 2018

Tempo ordinario
1) Preghiera

O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo 8,18-22
In quel tempo, Gesù, vedendo una gran folla intorno a sé, ordinò di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, io ti seguirò dovunque andrai”. Gli rispose Gesù: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.
E un altro dei discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre”. Ma Gesù gli rispose: “Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti”.

3) Riflessione

• Dalla 10a Settimana del Tempo Ordinario fino alla 12a Settimana, per tre settimane, abbiamo meditato i capitoli da 5 a 8 del vangelo di Matteo. Seguendo la meditazione del capitolo 8, il vangelo di oggi presenta le condizioni per seguire Gesù. Gesù decise di andare all’altro lato del lago, e una persona chiese di poterlo seguire (Mt 8,18-22).
• Matteo 8,18: Gesù ordina di passare all’altra riva del lago. Aveva accolto e sanato tutti i malati che la gente gli aveva portato (Mt 8,16). Molta gente si unì attorno a lui. Vedendo questa folla, Gesù decise di passare all’altra riva del lago. Nel vangelo di Marco, da cui Matteo trasse gran parte delle sue informazioni, il contesto è diverso. Gesù aveva appena terminato il discorso delle parabole (Mc 4,3-34) e diceva: “Andiamo all’altro lato!” (Mc 4,35), e, una volta sulla barca da dove aveva fatto il discorso (cf. Mc 4,1-2), i discepoli lo portarono all’altro lato. Gesù era talmente stanco che si mise a dormire su un cuscino (Mc 4,38).
• Matteo 8,19: Un dottore della Legge vuole seguire Gesù. Nel momento in cui Gesù decide di attraversare il lago, un dottore della legge si avvicina e dice: "Maestro, ti seguirò dovunque andrai”. Un testo parallelo di Luca (Lc 9,57-62) tratta lo stesso tema, però in modo leggermente diverso. Secondo Luca, Gesù aveva deciso di andare a Gerusalemme dove sarebbe stato condannato e messo a morte. Nell’andare verso Gerusalemme, entrò nel territorio di Samaria (Lc 9,51-52), dove tre persone chiedono di seguirlo (Lc 9,57.59.61). Nel vangelo di Matteo, che scrive per i giudei convertiti, la persona che vuole seguire Gesù è un dottore della legge. Matteo insiste sul fatto che un’autorità dei giudei riconosce il valore di Gesù e chiede di seguirlo, di essere suo discepolo. In Luca, che scrive per i pagani convertiti, le persone che vogliono seguire Gesù sono samaritani. Luca mette l’accento sull’apertura ecumenica di Gesù che accetta anche i non giudei per essere i discepoli.
• Matteo 8,20: La risposta di Gesù al dottore della Legge. La risposta di Gesù è identica sia in Matteo che in Luca, ed è una risposta molto esigente che non lascia dubbi: " Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.
Chi vuole essere discepolo di Gesù deve sapere ciò che fa. Deve esaminare le esigenze e calcolare bene, prima di prendere una decisione (cf. Lc 14,28-32). “Nello stesso modo, pertanto, se chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi avere, non può essere mio discepolo (Lc 14,33).
• Matteo 8,21: Un discepolo chiede di poter seppellire suo padre. Subito, qualcuno che era già discepolo, gli chiede il permesso di poter seppellire suo padre deceduto: "Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre". Con altre parole, chiede che Gesù ritardasse la traversata del lago a dopo la sepoltura del padre. Seppellire i genitori era un dovere sacro dei figli (cf Tb 4,3-4).
• Matteo 8,22: La risposta di Gesù. Di nuovo, la risposta di Gesù è molto esigente. Gesù non ritarda il suo viaggio verso l’altro lato del lago e dice al discepolo: "Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti”. Quando Elia chiamò Eliseo gli permise di salutare i suoi parenti (1Re 19,20). Gesù è molto più esigente. Per capire tutta la portata della risposta di Gesù è bene ricordare che l’espressione Lascia i morti seppellire i loro morti era un proverbio popolare usato dalla gente per indicare che non bisogna sprecare energie in cose che non hanno futuro e che non hanno nulla a che fare con la vita. Un proverbio così non deve essere preso letteralmente. Bisogna prendere in considerazione l’obiettivo per cui è stato usato. Così, nel nostro caso, per mezzo del proverbio Gesù mette l’accento sull’esigenza radicale della vita nuova a cui chiama e che esige di abbandonare tutto per seguire Lui.
Seguire Gesù. Come anche i rabbini dell’epoca Gesù riunisce i discepoli e le discepole. Tutti loro "seguono Gesù". Seguire era il termine che si usava per indicare il rapporto tra il discepolo ed il maestro. Per i primi cristiani, Seguire Gesù, significava tre cose molto importanti, legate tra di loro:
a) Imitare l’esempio del Maestro: Gesù era il modello da imitare e da ricreare nella vita del discepolo e della discepola (Gv 13,13-15). La convivenza quotidiana permetteva un confronto costante. Nella "scuola di Gesù" si insegnava solo una materia: il Regno, e questo Regno si riconosceva nella vita e nella pratica di Gesù.
b) Partecipare al destino del Maestro: Chi seguiva Gesù doveva impegnarsi come lui a stare con lui nelle sue privazioni (Lc 22,28), comprese le persecuzioni (Mt 10,24-25) e la croce (Lc 14,27). Doveva essere disposto a morire con lui (Gv 11,16).
c) Portare in noi la vita di Gesù: Dopo Pasqua, la luce della risurrezione, il discepolato assume una terza dimensione: "Vivo, ma non sono io, è Cristo che vive in me” (Gal 2,20). Si tratta della dimensione mistica del discepolato, frutto dell’azione dello Spirito. I cristiani cercavano di rifare nelle loro vite il cammino di Gesù che era morto in difesa della vita e risuscitò grazie al potere di Dio (Fil 3,10-11).

4) Per un confronto personale

• Essere discepolo, discepola, di Gesù. Seguire Gesù. Come sto vivendo il discepolato di Gesù?
• Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo hanno il loro nido, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Come vivere oggi questa esigenza di Gesù?

5) Preghiera finale

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. (Sal 33)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut