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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio: Luca 17, 1-6

Lectio: 
Lunedì, 11 Novembre, 2013  

Tempo ordinario

1) Preghiera

Dio grande e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

 

2) Letture

Dal Vangelo secondo Luca 17,1-6
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai”.
Gli apostoli dissero al Signore: “Aumenta la nostra fede!”. Il Signore rispose: “Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe”.

 

3) Riflessione

• Il vangelo di oggi riporta tre parole diverse di Gesù: una su come evitare di scandalizzare i piccoli, l’altra sull’importanza del perdono ed una terza sulla fede in Dio che dobbiamo avere.
• Luca 17,1-2: Prima parola: evitare lo scandalo. “Gesù disse ai suoi discepoli: "È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli”. Lo scandalo è ciò che fa inciampare e cadere la persona. A livello di fede significa ciò che allontana la persona dal buon cammino. Scandalizzare i piccoli, essere per loro motivo di allontanarli da Dio e far loro perdere la fede in Lui. Chi fa questo riceve la seguente sentenza: “Una pietra da mulino al collo e gettato nel più profondo del mare!” Perché tanta severità? Perché Gesù si identifica con i piccoli, i poveri. (Mt 25,40.45). Sono i suoi preferiti, i primi destinatari della Buona Novella (cf. Lc 4,18). Chi tocca loro, tocca Gesù! Lungo i secoli, molte volte, noi cristiani per il nostro modo di vivere la fede siamo stati il motivo per cui i piccoli si sono allontanati dalla Chiesa e sono andati verso altre religioni. Non sono riusciti più a credere, come diceva l’apostolo nella lettera ai romani, citando il profeta Isaia: "Infatti, il come di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani." (Rom 2,24; Is 52,5; Ez 36,22). Fino a dove abbiamo colpa? Meritiamo anche noi la macina di mulino al collo?
• Luca 17,3-4: Seconda parola: Perdonare il fratello. “Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai”. Sette volte al giorno! Non è poco! Gesù chiede molto! Nel vangelo di Matteo, lui dice che dobbiamo perdonare settanta volte sette! (Mt 18,22). Il perdono e la riconciliazione sono uno dei temi su cui Gesù insiste maggiormente. La grazia di poter perdonare le persone e riconciliarle tra loro e con Dio fu concessa a Pietro (Mt 16,19), agli apostoli (Gv 20,23) ed alla comunità (Mt 18,18). La parabola sulla necessità di perdonare il prossimo non lascia dubbi: se non perdoniamo i fratelli, non possiamo ricevere il perdono di Dio (Mt 18,22-35; 6,12.15; Mc 11,26). E non c’è proporzione tra il perdono che riceviamo da Dio e il perdono che dobbiamo offrire al prossimo. Il perdono con cui Dio ci perdona gratuitamente è come dieci mila talenti paragonati a cento denari (Mt 18,23-35). Dieci mila talenti sono 174 tonnellate d’oro; cento denari non superano 30 grammi d’oro.
• Luca 17,5-6: Terza parola: Aumenta in noi la fede. “Gli apostoli dissero al Signore: “Aumenta la nostra fede!”. Il Signore rispose: “Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe”. In questo contesto di Luca, la domanda degli apostoli appare come motivata dall’ordine di Gesù di perdonare fino a settanta volte sette, in un giorno, il fratello o la sorella che pecca contro di noi. Non è facile perdonare. Solo con molta fede in Dio è possibile giungere al punto di avere un amore così grande che ci renda capaci di perdonare fino a settanta volte sette, in una giornata, il fratello che pecca contro di noi. Umanamente parlando, agli occhi del mondo, perdonare così è una pazzia e scandalo, ma per noi questo atteggiamento è espressione della saggezza divina che di perdona infinitamente di più. Paolo diceva: “Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei e follia per i pagani (1Cor 1,23) .

 

4) Per un confronto personale

• Nella vita, qualche volta, sono stato motivo di scandalo per il mio prossimo? O qualche volta, gli altri sono stati per me motivo di scandalo?
• Sono capace di perdonare sette volte al giorno mio fratello o mia sorella che mi offende sette volte al giorno?

 

5) Preghiera finale

Cantate al Signore canti di gioia,
meditate tutti i suoi prodigi.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore. (Sal 104)