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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio: Marco 9,2-13

Lectio: 
Sabato, 18 Febbraio, 2017

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 9,1-13
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè, che discorrevano con Gesù.
Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!” Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.
Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: “Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo!” E subito, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti. E lo interrogarono: “Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?”
Egli rispose loro: “Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Orbene, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui”.
 
3) Riflessione
• Il vangelo di oggi parla di due fatti legati tra di loro: la Trasfigurazione di Gesù e la questione del ritorno del profeta Elia. In quel tempo, la gente aspettava il ritorno del profeta Elia. Oggi, molta gente sta aspettando il ritorno di Gesù e scrive sui muri della città: Gesù ritornerà! Loro non si rendono conto che Gesù è già venuto ed è presente nella nostra vita. Ogni tanto, come un fulmine repentino, questa presenza di Gesù irrompe e si illumina, trasfigurando la nostra vita.
• La Trasfigurazione di Gesù avviene dopo il primo annuncio della Morte di Gesù (Mc 8,27-30). Questo annuncio aveva frastornato la testa dei discepoli, soprattutto di Pietro (Mc 8,31-33). Loro avevano i piedi in mezzo ai poveri, ma la testa si perdeva nell’ideologia del governo e della religione dell’epoca (Mc 8,15). La croce era un impedimento per credere in Gesù. La trasfigurazione di Gesù aiuterà i discepoli a superare il trauma della Croce.
• Negli anni 70, quando Marco scrive, la Croce continuava ad essere un grande impedimento per i giudei, per accettare Gesù Messia. “La croce è uno scandalo!”, dicevano (1Cor 1,23). Uno degli sforzi maggiori dei primi cristiani consisteva nell’aiutare le persone a percepire che la croce non era né scandalo, né follia, bensì l’espressione del potere e della sapienza di Dio (1Cor 1,22-31). Marco contribuisce a questo tentativo. Si serve dei testi e delle figure dell’Antico Testamento per descrivere la Trasfigurazione. Indica così che Gesù vede la realizzazione delle profezie e che la Croce era un cammino verso la Gloria.
• Marco 9,2-4: Gesù cambia aspetto. Gesù sale verso un’alta montagna. Luca dice che vi sale per pregare (Lc 9,28). Lassù, Gesù appare nella gloria dinanzi a Pietro, Giacomo e Giovanni. Insieme a lui appaiono Mosè ed Elia. La montagna alta è evocazione del Monte Sinai, dove, nel passato, Dio aveva manifestato la sua volontà alla gente, consegnando la legge. Le vesti bianche ricordano Mosè sfolgorante quando parla con Dio sulla Montagna e ne riceve la legge (cf. Es 34,29-35). Elia e Mosè, le due maggiori autorità dell’Antico Testamento, parlano con Gesù. Mosè rappresenta la Legge, Elia, la profezia. Luca informa della conversazione sull’ “esodo di Gesù”, cioè, la Morte di Gesù a Gerusalemme (Lc 9,31). E’ chiaro quindi che l’Antico Testamento, sia la Legge che la profezia, insegnavano già che per il Messia Servo il cammino della gloria doveva passare per la croce.
• Marco 9,5-6: A Pietro piace, ma non capisce. A Pietro piace e vuole assicurarsi il momento gradevole sulla Montagna. Lui si offre a costruire tre tende. Marco dice che Pietro aveva paura, senza sapere ciò che stava dicendo, e Luca aggiunge che i discepoli avevano sonno (Lc 9,32). Sono come noi: avevano difficoltà a capire la Croce!
• Marco 9,7-9: La voce dal cielo chiarisce i fatti. Quando Gesù è avvolto dalla gloria, una voce dice: “Questo è il Figlio mio prediletto! Ascoltatelo!” L’espressione “Figlio prediletto” ricorda la figura del Messia Servo, annunciato dal profeta Isaia (cf. Is 42,1). L’espressione “Ascoltatelo!” ricorda la profezia che prometteva la venuta di un nuovo Mosè (cf. Dt 18,15). In Gesù, le profezie dell’Antico Testamento si stanno compiendo. I discepoli non possono più dubitare. Gesù è veramente il Messia glorioso che loro desiderano, ma il cammino verso la gloria passa per la croce, secondo quanto annunciato nella profezia del Servo (Is 53,3-9). La gloria della Trasfigurazione lo prova. Mosè ed Elia lo confermano. Il Padre lo garantisce. Gesù l’accetta. Alla fine, Marco dice che, dopo la visione, i discepoli videro solo Gesù e nessun altro. D’ora in poi, Gesù è l’unica rivelazione di Dio per noi! Gesù, e Lui solo, è la chiave per capire tutto l’Antico Testamento.
• Marco 9, 9-10: Saper mantenere il silenzio. Gesù chiede ai discepoli di non dire nulla a nessuno fino a che Lui non risusciti dai morti, ma i discepoli non lo capiscono. Infatti non capiscono il significato della Croce che lega la sofferenza alla risurrezione. La Croce di Gesù è la prova che la vita è più forte della morte.
• Marco 9,11-13: Il ritorno del profeta Elia. Il profeta Malachia aveva annunciato che Elia doveva ritornare per preparare il cammino del Messia (Ml 3,23-24). Lo stesso annuncio si trova nel libro dell’Ecclesiastico (Eccli 48,10). E allora, Gesù come poteva essere il Messia, se Elia non era ancora ritornato? Per questo, i discepoli chiesero: “Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?” (9,11). La risposta di Gesù è chiara: “Orbene, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui” (9, 13). Gesù stava parlando di Giovanni Battista che fu ucciso da Erode (Mt 17,13).
 
4) Per un confronto personale
• La tua fede in Gesù ti ha regalato qualche momento di trasfigurazione e di intensa gioia? Questi momenti di gioia come ti danno forza nelle ore di difficoltà?
• Come trasfigurare, oggi, sia la vita personale e familiare, che la vita comunitaria?
 
5) Preghiera finale
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
il giusto sarà sempre ricordato. (Sal 111)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


date | by Dr. Radut