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San Nonio Alvares Pereira, Religioso (M)

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Festa: 
Domenica, 6 Novembre, 2016

Nuno Álvares Pereira nacque in Portogallo il 24 giugno 1360, molto probabilmente a Cernache do Bomjardin, figlio illegittimo di fra’ Álvaro Gonçalves Pereira, cavaliere degli Ospedalieri di S. Giovanni di Gerusalemme e priore di Crato, e di donna Iria Gonçalves do Carvalhal. Circa un anno dopo la nascita, il bambino fu legittimato per decreto reale e poté ricevere l’educazione cavalleresca tipica dei rampolli delle famiglie nobili del tempo. A tredici anni divenne paggio della regina Leonor, fu accolto a corte e ben presto fu creato cavaliere. A sedici anni, per volere del padre, sposò una giovane ricca vedova, donna Leonor de Alvim. Dalla loro unione nacquero tre figli, due maschi, morti in tenera età, e una bambina, Beatriz, che avrebbe poi sposato il figlio del re João I, Afonso primo duca di Bragança.

Quando morì il re Fernando, morto senza eredi maschi il 22 ottobre 1383, suo fratello, João, si trovò impegnato nella contesa per la corona lusitana, che gli veniva contestata dal re di Castiglia, il quale aveva sposato la figlia del defunto re. Nuno si schierò dalla parte di João, il quale lo volle come suo connestabile, cioè comandante in capo dell’esercito. Nuno condusse così l’esercito portoghese alla vittoria in varie occasioni fino alla battaglia di Aljubarrota (14 agosto 1385), che avviò il conflitto verso la fine.

Le capacità militari di Nuno, però, erano temperate da una spiritualità sincera e profonda, L’amore per l’eucaristia e per la Vergine costituivano i cardini della sua vita interiore. Assiduo nella preghiera mariana, digiunava in onore di Maria nei giorni di mercoledì, venerdì, sabato e nelle vigilie delle sue feste. Ogni giorno partecipava alla messa, anche se poteva ricevere l’eucaristia solo in occasioni delle maggiori festività. Lo stendardo che scelse come insegna personale portava le immagini del Crocifisso, di Maria e dei santi cavalieri Giacomo e Giorgio. Fece costruire a proprie spese numerose chiese e monasteri, tra cui ricordiamo il Carmine di Lisbona e la chiesa di S. Maria della Vittoria a Batalha.

Alla morte della moglie, nel 1387, Nuno non volle passare a nuove nozze e fu esempio di vita illibata. Quando si raggiunse la pace, donò ai reduci larga parte dei suoi beni, di cui si disfece totalmente quando, nel 1423, decise di entrare nel convento dei Carmelitani da lui fondato, prendendo il nome di fra’ Nuno di S. Maria. Sospinto dall’Amore abbandonava in tal modo le armi e il potere per lasciarsi rivestire dell’armatura spirituale raccomandata dalla Regola del Carmelo. Compiva in tal modo un cambiamento radicale di vita, che portava a compimento il cammino di fede autentica che egli aveva sempre seguito. Avrebbe desiderato ritirarsi in una comunità lontana dal Portogallo, ma il figlio del re, don Duarte, glielo impedì. Nessuno però poté proibirgli di dedicarsi all’elemosina a favore del convento e soprattutto dei poveri, che continuò ad assistere e a servire in ogni modo. Per loro organizzò una distribuzione quotidiana di cibo e non si tirava mai indietro di fronte alle loro richieste. Il connestabile del re di Portogallo, comandante in capo dell’esercito e condottiero vittorioso, il fondatore e benefattore della comunità carmelitana, entrando in convento, non volle privilegi, ma scelse per sé il rango più umile di frate donato e si mise a totale servizio del Signore, di Maria, la tenera Patrona sempre venerata, e dei poveri, nei quali riconosceva il volto stesso di Gesù.

Significativo fu anche il giorno della morte di fra’ Nuno di S. Maria: la domenica di Pasqua, il 1° aprile 1431, e subito fu considerato santo dal popolo, che iniziò a chiamarlo “o Santo Condestavel”.

Ma, se la fama di santità di Nuno restò costante e anzi aumentò con il tempo, ben più complesso è stato l’iter del processo di canonizzazione, che iniziò ben presto promosso dai sovrani portoghesi e poi dall’Ordine Carmelitano, ma incontrò innumerevoli ostacoli di natura esterna. Solo nel 1894 il p. Anastasio Ronci, allora postulatore generale dei Carmelitani, riuscì a far introdurre il processo per il riconoscimento del culto ab immemorabili del Beato Nuno, che nonostante le difficoltà dovute ai tempi poté concludersi felicemente il 23 dicembre 1918 con il decreto Clementissimus Deus di S.S. Benedetto XV.

Anche le reliquie furono traslate più volte dal sepolcro originale nella chiesa del Carmine, finché, nel 1961, in occasione del sesto centenario della nascita del Beato Nuno, fu organizzato un pellegrinaggio del prezioso reliquiario d’argento, in cui erano state deposte, ma poco dopo esso venne rubato e le reliquie mai più ritrovate; al loro posto furono collocate alcune ossa già conservate altrove. La scoperta, nel 1996, del sito primitivo della tomba con alcuni frammenti di ossa compatibili con le reliquie note, ha riacceso il desiderio di vedere presto il Beato Nuno proclamato Santo dalla Chiesa.

Il postulatore generale dei Carmelitani, p. Felipe M. Amenós y Bonet, ottenne la ripresa della causa che nel frattempo era stata corroborata da un presunto miracolo, avvenuto nel 2000. Furono svolte le rispettive inchieste, e il 3 luglio 2008, il Santo Padre Benedetto XVI disponeva la promulgazione del decreto sul miracolo per la canonizzazione e durante il Concistoro del 21 febbraio 2009 ha disposto che il Beato Nuno venga iscritto nell’Albo di Santi il 26 aprile 2009.

 


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liturgia della messa

6 Novembre

SAN NONIO ALVARES PEREIRA

Religioso

MEMORIA: O. Carm. — MEMORIA FACOLTATIVA: O.C.D.

 

Nonio Alvares (Sernache do Bomjardim, Portogallo, 24 giugno 1360 - Lisbona, 1 aprile (?) 1431) fu per molti anni il portabandiera dell’indipendenza portoghese, giungendo ai vertici della carriera militare. Morta la moglie, nel 1423 entrò al Carmelo nel convento di Lisbona da lui stesso fondato. Volle essere semplice “donato” e prese il nome di Nonio di S. Maria. Morì nello stesso convento, dopo aver dato a tutti esempio di preghiera, di penitenza e di filiale devozione verso la Madre del Signore.

ANTIFONA D’INGRESSO

Le armi della nostra battaglia non sono carnali; ma da Dio hanno la forza

di sottomettere ogni intelligenza all’obbedienza di Cristo. Cfr 2 Cor 10,4-5

COLLETTA

O Padre, che hai chiamato il San Nonio
dalla violenza delle armi
al pacifico servizio di Cristo
sotto la protezione della Vergine Maria,
concedi a noi, tuoi fedeli,
di superare ogni forma di egoismo
per vivere la legge dell’amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE

Padre misericordioso, che nei San Nonio
hai impresso l’immagine dell’uomo nuovo, creato nella giustizia e nella santità, concedi anche a noi di rinnovarci nello spirito, per essere degni di offrirti il sacrificio di lode.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE  

In verità vi dico: voi che avete lasciato tutto e mi avete seguito, riceverete cento volte tanto e avrete in eredità la vita eterna. Cfr Mt 19,27-29

DOPO LA COMUNIONE  

Dio onnipotente,
che in questi sacramenti ci comunichi la forza del tuo Spirito,
fa’ che sull’esempio del San Nonio
impariamo a cercare te sopra ogni cosa,
per portare in noi l’impronta del Cristo crocifisso e risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

AllegatoDimensione
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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


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