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Il ‘‘nostro” matrimonio: esperienza di una riscoperta

di Paola e Marco Peverini

Quando ci è stato chiesto di dare questo contributo, per cercare di parlare della spiritualità del matrimonio, anzi del nostro matrimonio, ci ha colto una sensazione di smarrimento.

È insolito provare a spiegare, forse a noi stessi per primi, le motivazioni che ci hanno spinto a riflettere sul nostro matrimonio nell'ottica del carisma carmelitano.

Siamo sposati da quasi ventiquattro anni, con quattro anni di fidanzamento e con cammini di fede molto diversi.

Il Signore ci ha chiamati, prima alla vocazione matrimoniale e poi alla genito-rialità, donandoci un figlio, Matteo; infine in questi ultimi anni ci ha rafforzati attraverso il servizio nella comunità parrocchiale.

Come tante coppie e famiglie, anche la nostra vive la quotidianità, il lavoro, la genitorialità, il rapporto con gli altri ed il rapporto con la Fede, come una continua conquista. Talvolta le relazioni sono messe alla prova da incomprensioni, dall'incapacità di ascoltare l'altro o di chiedere scusa per primo.

E in questa normalità, fin troppo ordinaria, dove tutto stava prendendo il ritmo di un orologio svizzero, casa, lavoro e chiesa, è maturata la decisione di entrambi che, forse, era il momento di prenderci degli spazi, del tempo per riflettere e provare a percorrere un diverso cammino, vivendo momenti di crescita personale, soprattutto come coppia e come famiglia, che si arricchiscono anche nel confronto con le esperienze delle altre famiglie.

Il Signore ci aveva già da tempo indicato la strada ma noi, sordi e ciechi, solo qualche anno fa abbiamo deciso di accet-tare la proposta dei nostri amici, Massimo e Paola, di fare esperienza del Carmelo domestico.

Un cammino spirituale in comunione con altre famiglie, provenienti da altre realtà carmelitane d'Italia.

In questo movimento di famiglie, con l'aiuto di R Matteo, nostra guida spirituale, e di altre coppie, ci sentiamo sostenuti nel confrontarci con la Parola di Dio, nella preghiera, nel riscoprire il senso della nostra vocazione matrimoniale e nel cercare nella quotidianità la contemplazione di Dio nell'altro.

È ancora vivo nella memoria l'argomento sul quale abbiamo riflettuto, in uno dei nostri primi incontri, "Perché mi sono innamorato di te e mi meraviglio ancora?"

È stato uno schiaffo improvviso che ci ha risvegliato dal torpore che a volte, nostro malgrado, coglie la vita di molte coppie.

L'esortazione di Gesù alla samaritana «Se tu conoscessi il dono di Dio!» {Gv 4,10), che in quei giorni ci ha guidato, è stato lo spiraglio attraverso il quale è arrivata la luce giusta, per contemplare la presenza di Dio nella nostra vita e ritornare alla sorgente del nostro amore.

La nostra esperienza del Carmelo domestico, fatta di piccoli passi, e tante battute d'arresto, è una continua caccia al tesoro alla riscoperta del "dono di Dio" che ha illuminato il nostro incontro e ci ha aiutato a maturare nella decisione di realizzare il nostro progetto di vita.

Gli incontri di Nocera, così ci piace chiamarli, sono diventati un appuntamento importante e atteso, sono il nostro deserto che fiorisce, dove riflettere sulla vocazione che ci appartiene, fare delle scelte, condividendo la fatica e la libertà di essere insieme ad altre famiglie con le quali sperimentare il nostro affidarci al Signore.

Le scelte e la ricchezza che portiamo a casa da questo cammino sono il dono di Dio ritrovato che cerchiamo di far fiorire, testimoniandolo nella nostra famiglia, nel lavoro e nella nostra comunità parrocchiale, attraverso gesti semplici di servizio, accoglienza e ascolto dell'altro.

Vorremmo ricordare, alla fine di queste brevi riflessioni una nostra amica, che abbiamo conosciuto in questo itinerario di coppie, Stefania, che ora contempla il volto del Padre: per noi è stata testimone gioiosa della sua appartenenza al Carmelo.

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.