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Le monache in Asia

P. Mario Alfarano, O.Carm.

All’inizio di questo nuovo anno sono stato per un mese in visita ai monasteri dell’Asia. Il mio viaggio è iniziato nelle Filippine dove il Priore Provinciale, P. Christian Buenafe, prima e l’Assistente della Federazione delle monache, P. Marlon Lacao,

poi mi hanno accompagnato da un’isola all’altra per incontrare le nove comunità di questo paese che formano la Federazione Stella Maris. La prima tappa è stata a Roxas City dove le dodici monache che vi abitano avevano appena celebrato i 25 anni di fondazione. Attorno al monastero vi è una grande area verde con un boschetto sopra una collina da dove si gode un meraviglioso panorama. Si possono ancora notare le tracce del passaggio del tifone Yolanda che un paio d’anni fa ha colpito tremendamente la zona, ma ha risparmiato, in modo sorprendente, il monastero. Durante quella calamità la gente ha trovato rifugio nel recinto del monastero e le monache hanno provveduto a dare loro del cibo.

Accanto alla pista dell’aeroporto di Dumaguete si trova il Monastero di “Nuestra Señora de las Maravillas y San José”. Grazie a Dio vi sono solo due voli al giorno! Questo è il primo monastero fondato nelle Filippine nel 1958 da quello di Madrid, di cui ha preso il nome. La fondatrice, Sr. Trinidad, è morta in concetto di santità e sono numerosi i fedeli che vanno sulla sua tomba a pregare. Attualmente la comunità è formata da 12 sorelle, di cui una di voti temporanei e una postulante.

Il monastero di Dumaguete ha dato vita a quello di Roxas e sei anni fa alla fondazione di Lila. Ho raggiunto in traghetto, con numerosi turisti, la bella isola dove si trova Lila. L’edificio, ancora in costruzione, si trova su una collina da dove si può vedere il mare. Le monache vivono in un’area abbastanza povera, ma la gente si è già affezionata a loro e non manca di offrire a questa piccola comunità, formata da cinque monache e una novizia, i prodotti dei loro campi.

A pochi chilometri da Manila si trova il monastero di Guiguinto, accanto al seminario diocesano, dove si trovano 22 monache, di cui una di voti temporanei e una novizia. Il monastero fu fondato nel 1966 dalle monache di Siviglia, otto anni dopo quello di Dumaguete. In questi monasteri vi sono ancora 5 monache dei due gruppi fondatori venuti dalla Spagna. Bisogna essere grati a queste sorelle spagnole che, come pioniere, fecero allora un lungo viaggio per portare la presenza della vita contemplativa carmelitana in questo paese. Negli anni Guiguinto ha dato vita ad altri quattro Carmeli: Cabanatuan, Burgos, Tarlac e ha partecipato alla fondazione di Tanay; attualmente sta pianificando una nuova fondazione fuori dalle Filippine.

Cabanatuan dista poco da Guiguinto: qui si trovano 18 monache, di cui una di voti temporanei, una novizia e tre postulanti. Difronte al monastero si trova il palazzo del vescovo e poco distante la cattedrale. Si può dire che si trova proprio nel cuore della diocesi! Sei anni fa ha dato vita a una nuova fondazione a Maramag, in una zona abbastanza remota e pericolosa dell’isola di Mindanao. Per raggiungerla abbiamo dovuto attraversare alcuni posti di blocco a causa dei ribelli antigovernativi che operano nel territorio. Qualche giorno prima della mia visita c’era stato un attacco terroristico con diverse vittime tra i militari. A Maramag vi è una piccola comunità di sei monache, di cui 2 di voti temporanei e una postulante. L’edificio è in costruzione e attualmente le monache vivono in una casa di bambù, come le tipiche case della zona, che hanno adattato a monastero con tanto di parlatorio e grate di bambù.

Appena arrivato a Burgos sono stato circondato da ben 33 monache. Uno spettacolo! Di loro 7 sono di voti temporanei, 8 novizie, per sei delle quali ho avuto la gioia di presiedere il rito di inizio del noviziato, e 7 postulanti. Qui risiede la Madre Federale, Sr. Elena Tolentino. La comunità sta preparando due fondazioni in Vietnam che dovrebbero realizzarsi entro 5 anni. Già vi sono in monastero 14 vietnamite appartenenti a due gruppi distinti.

Circa a metà strada tra il monastero di Cabanatuan e quello di Burgos, si trova il monastero di Santa Ignacia, con 14 monache, di cui 2 novizie e 4 postulanti. La comunità sta programmando una nuova fondazione in un altro paese dell’Asia. Ora è impegnata nell’ultimazione della costruzione del monastero. La chiesa, molto grande, è già terminata e dal coro monastico si sente il canto molto curato delle monache.

Un mese prima della fondazione di Santa Ignacia ad opera di Guiguinto, a novembre del 2001 la federazione filippina ha stabilito una nuova presenza contemplativa a Tanay dove oggi vi sono 14 monache, di cui 2 professe temporanee e due novizie. In questa comunità si è svolta alla fine di febbraio l’assemblea federale alla quale ho partecipato nei primi due giorni. Durante l’assemblea è stata riconfermata la Federale, Sr. Elena, mentre il consiglio è stato rinnovato.

Dalle Filippine mi sono spostato in Indonesia per visitare i due monasteri di Batu e di Palangka Raya in compagnia del Vice Provinciale, P. Dionysius Kosasih, e del Delegato per le monache, P. Eligio Ipong Suponidhi. La presenza delle monache in questo paese si deve a un gruppo proveniente dall’Olanda e dalla Germania che si stabilì a Batu nel 1962. Di loro solo una monaca tedesca è ancora in vita. Oggi la comunità è formata da 16 monache di cui una di voti temporanei. Nel 1993 hanno realizzato una nuova fondazione a Palangka Raya dove vivono 4 monache. Questa piccola comunità si trova in un’isola dell’Indonesia dove la presenza di cattolici è minima, mentre, oltre alla stragrande maggioranza di musulmani, vi è un consistente numero di protestanti. Il monastero è un vero luogo di incontro di persone di diverse fedi: i protestanti vengono ospitati nella chiesa delle monache per le loro liturgie, mentre i musulmani si recano in pellegrinaggio alla statua della Madre di Gesù che le monache hanno collocato in cima ad una collina al termine della Via Crucis.

La mia visita a tutti i monasteri delle monache carmelitane nelle Filippine e in Indonesia è stata un’esperienza di comunione, di preghiera e di grande speranza. Ringraziamo il Signore perché molte giovani in Asia sono generose nel rispondere alla chiamata di Dio, che le invita ad abbracciare la vita contemplativa nel Carmelo. Questo è un dono grandissimo, perché nei loro monasteri esse vivono la missione di pregare incessantemente per il nostro Ordine, per la Chiesa e il mondo intero.      

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.