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Lettera del Priore Generale nella Solennità della Madonna del Carmine 2015

Fernando Millán Romeral, O.Carm., Priore Generale,

Carissimi fratelli e sorelle della famiglia carmelitana:

Anche quest’anno ci avviciniamo, una volta di più, alla festa della Nostra Madre del Carmelo e in questa occasione desidero rivolgermi a tutti voi innanzi tutto per augurarvi di poter vivere una bellissima festa

e anche per chiedervi di preparare le novene, le celebrazioni, la liturgia e la preghiera di questi giorni in modo che siano per tutti un aiuto per poter rivivere il nostro carisma e renderlo più presente e vivo nei nostri cuori. E’ fuori di dubbio che la dimensione mariana sia uno degli elementi costitutivi della spiritualità carmelitana. Sebbene la si viva in forme ed espressioni diverse a seconda dei luoghi e delle culture, essa è qualcosa che ci unisce, ci caratterizza, ci distingue e, soprattutto, ci riempie di gioia. Per questo motivo, come ogni anno, mi piace offrirvi il testo della Novena che prepara il P. Joseph Hung, O.Carm., adoperando alcuni scritti preparati da diversi carmelitani che collaborano con affetto e impegno alla nostra pagina web.

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Quest’anno desidero ricordare insieme a voi quattro temi, che in misura più o meno grande, ci interessano come Ordine e come famiglia religiosa e che possiamo prendere in considerazione per le nostre celebrazioni.

Prima di tutto il V Centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù, che stiamo celebrando. Tutto l’Ordine si è attivato per organizzare varie celebrazioni, congressi, conferenze, pubblicazioni; ma restano ancora alcuni mesi, ricchi anch’essi di varie attività, già programmate. Santa Teresa è una figura unica nella storia del Carmelo; in lei la nostra spiritualità tocca uno dei suoi vertici più alti. Donna, scrittrice, camminatrice, mistica … e ancora tanti altri aspetti della sua personalità ci invitano ad avvicinarci ai suoi scritti e al suo esempio per trovare in essi delle chiavi (ispirazione, modelli, creatività) per la nostra vita di oggi come carmelitani.

Non sono poche le occasioni in cui Teresa mostra, nei suoi scritti, la sua devozione alla Vergine. Fin da bambina, nella sua casa di Avila, si affidò alla Vergine della Carità alla quale chiede di farle da madre. Una volta entrata al Carmelo, la santa ricevette le tradizioni spirituali e la profonda devozione alla Vergine del Carmine, che poi la accompagnò per tutta la vita. Così, iniziando a scrivere il Cammino di perfezione, Teresa dichiara con umiltà: “Se vi è qualche cosa di buono, sia detto a onore e a gloria  della santissima Madre di Dio, nostra Signora e Patrona, di cui porto l'abito, malgrado la mia somma indegnità” (Cammino, Introduzione). E, concludendo il racconto delle sue fondazioni, Teresa esclama con gioia: “ci rallegriamo di poter fare qualcosa per la Vergine nostra Madre, Signora e patrona” (Fondazioni, 29,23).

Sono, questi, testi che ci emozionano e che invitano anche noi a servire “la nostra Madre, Signora e Patrona”; è lei che ci conduce al cuore del Vangelo e della vita cristiana. La nostra Santa, dal cielo, ci aiuti a vivere con gioia e autenticità la nostra devozione e pietà mariana tutta carmelitana.

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In secondo luogo è bene tener presente che stiamo celebrando, con tutta la Chiesa, l’anno dedicato alla vita consacrata. Come sapete, papa Francesco ha indetto questo anno invitando noi religiosi a viverlo come un tempo di grazia, di riflessione, di discernimento; un tempo, in definitiva, per rinnovare la nostra vita di consacrati, nella gioia, nella gratitudine e nella creatività. A prima vista può sembrare che questo tema riguardi solo i religiosi (frati, monache, suore), invece, come ha voluto sottolineare il papa in varie occasioni, la vita consacrata non ha senso in se stessa, ma solo se vive per tutta la Chiesa. Per questo, mentre ci disponiamo a onorare Maria col titolo tenero di Madre del Carmelo, vogliamo chiedere a Lei che ci aiuti a rinnovare la nostra vita consacrata e a rinnovare ciascuno di noi personalmente e che ci aiuti a porre le nostre esistenze al servizio del Vangelo in comunione con tutta la Chiesa.

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Poi quest’anno si celebrano anche i 750 anni della morte di San Simone Stock. Sappiamo come questa figura di santo sia avvolta nelle ombre del Medio Evo e come essa costituisca materia di studio e discussione per gli storici. Però, secondo la tradizione, senza voler entrare in polemica, Simone è morto a Bordeaux il 16 maggio del 1265; a partire da questo dato si celebra quest’anno il 750° anniversario della sua morte. La figura di Simone Stock è inseparabilmente legata alla tradizione e alla devozione dello Scapolare del Carmine e per questo sarà certamente utile per noi ricordare questa dimensione tanto centrale del nostro carisma, che ci unisce a Maria, Madre e Sorella dei Carmelitani. Mi auguro che possiamo sempre, con fiducia, come ha fatto Simone Stock, volgerci a Maria nei nostri momenti di tristezza e di scoraggiamento, nelle nostre angosce e delusioni, affinché lei, prima maestra e prima discepola del Signore, ci aiuti a camminare come discepoli e testimoni della buona notizia del Vangelo, specialmente nella comunione con i più poveri e bisognosi. Lo scapolare del Carmine, seppure nella sua semplicità  e umiltà (o forse proprio per questo!) continua ad essere un memoriale del nostro impegno per i valori del Vangelo e un seme di sicura speranza.

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Infine desidero condividere con voi la notizia che lo scorso 23 maggio ha avuto luogo a San Salvador, la beatificazione di Monsignor Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador, assassinato nel marzo del 1980.Il motivo per cui desidero menzionare Romero è che durante il suo ministero episcopale, almeno in tre diverse occasioni, ha voluto fare riferimento, usando parole molto belle, alla Vergine del Carmine e alle celebrazioni del 16 luglio. Come sapete Romero era solito registrare le sue omelie, che venivano poi trasmesse per la radio in modo che potessero raggiungere il maggior numero possibile di persone. In occasione della festa del Carmine del 1976, 1977 e 1978 l’Arcivescovo loda questa devozione e auspica che si possa trasformare in una piattaforma di evangelizzazione e liberazione. Con uno stile pastorale, che ci ricorda molto quello del documento di Aparecida, come anche quello di papa Francesco, Romero ci invita a scoprire la forza evangelizzatrice che pulsa oltre la pietà popolare. Sebbene essa abbia bisogno di essere purificata, in alcune occasioni, da alcuni rischi, quali il sentimentalismo passeggero, la mera esteriorità folcloristica o la mancanza di un impegno serio nella vita, rimane comunque una ricchezza enorme per tutta la Chiesa. In queste devozioni, infatti, il popolo semplice dei fedeli trova, in molte occasioni, la forma adatta ad esprimere le grandi verità della fede, come anche le proprie speranze e la propria fiducia in Dio attraverso la Vergine Maria. Romero, che portava sempre lo Scapolare sul petto, chiede anche alla sua gente di indossarlo, assumendosi tutte le conseguenze, con fede autentica, con una devozione sana e con affetto di figli verso la Madre del Carmelo.

Mi piace condividere con voi due frasi di Romero, che ci riempiono di sano orgoglio e che ci invitano a continuare a diffondere con forza questa devozione tanto popolare, tanto bella e tanto ricca, sia a livello spirituale che a livello teologico: “Tra la nostra gente non esiste predicatrice più affascinante della Vergine del Carmelo” [1977]. “La nostra gente sente che Maria, invocata col titolo del Carmelo, è la grande missionaria del popolo (...). Quindi uniamo la nostra riflessione a questo affetto della gente semplice, della vita religiosa e sacerdotale, per la Vergine del Carmine” [1978].  Solo poco tempo dopo l’Arcivescovo veniva colpito, mentre celebrava l’Eucaristia nella cappella dell’”hospitalito” e cadde morto proprio vicino a un’immagine della Vergine del Carmelo.

Che Maria, nostra Madre e Sorella, continui ad accompagnarci e a guidarci nel nostro cammino in questo mondo complesso e affascinante, nel quale ci è dato in sorte di vivere e ci aiuti a portare a tutti la Buona Notizia della salvezza.

Auguro a tutti Buona festa del Carmine, con un forte abbraccio!

Con affetto fraterno

Fernando Millán Romeral, O.Carm.

Priore Generale

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.