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Ma le monache non erano una razza estinta?

Con i tempi che corrono sembrerebbe proprio così, eppure ancora molti uomini e donne scelgono la vita monastica con il solo desiderio di portare a compimento il dono ricevuto nel Battesimo.

La vita al Carmelo vuole insistentemente evidenziare un aspetto: il prediligere l’essere sul fare e sull’avere. La sobrietà sconcertante, il silenzio, l’essenzialità: tutto è pensato perché, “senza distrazioni”, tu senta dentro domande radicali come “Chi sono? Per chi vivo? Di cosa ho paura?”

Entriamo in monastero imbevuti come tutti del contesto culturale in cui viviamo: un contesto che privilegia l’istante,     l’esperienza immediata piuttosto che la vicenda a lunga durata, preparata, riletta e meditata. Privilegia la molteplicità delle esperienze rispetto alla crescita in una esperienza .... ma a lungo andare ci si stanca e si sente il bisogno di fermarsi.

Per questo il monastero è come il polo opposto capace di attirare ancora: qui la vita si spoglia, si purifica. Iniziamo a gustare intensamente le cose semplici, a mettere veramente a frutto la nostra capacità recettiva nel riconoscere l’impronta del Creatore in tutto ciò che esiste. Non siamo più bombardati da mille stimoli, ma scegliamo consapevolmente gli aiuti dei quali abbiamo bisogno per andare nel profondo di noi stessi, dove si trova la vera vita, lo Spirito che ci abita.

Santa Teresa, la nostra fondatrice, immagina che Dio Padre dica all’anima “... non andare di qua e di là, perché, se mi vuoi trovare, devi cercarmi in te. Perché tu sei la mia dimora, sei la mia casa e abitazione..”

Il monaco fa spazio in sé allo Spirito di Dio, lascia che il suo cuore si dilati e lo invoca perché tutti gli uomini lontani e vicini si aprano al suo dono.

Questa è la sola esperienza che resta, mai monotona, che attinge alla generosità dei chiamati di oggi, perché dissodare il terreno del cuore, esporlo ai raggi della solitudine, lasciarlo inaridire perché poi sia più abbondantemente imbevuto dell’acqua di un Altro, è una vera e propria avventura che val la pena di vivere con passione!

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.