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La Misericordia nella Vita della Madre Maria Teresa Scrilli e Madre Maria Mosca

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Sr. Walentyna Wyloteck

Quanti chilometri separano dal nostro “ieri” e 'ere si è accumulata sulla scrivania dal mio “ieri”?

Quanti raggi di sole hai contato “ieri” e quanti occhi brillanti dei bambini o dei sofferenti hai notato dal tuo “ieri”?

Hai percorso il cammino dal tuo “ieri” all’ “oggi” senza prendere un respiro più profondo e senza domandarti: “Come è andata?” e “Cosa troveremo nel futuro?”.

Percorrere un cammino e accorgersi di come l’ho passato è il tuo vivere ed è il mio vivere. É ricostruire oppure costruire la propria storia con il Signore che ci ama e che è pieno di misericordia.

Accorgersi dei raggi che trapassano le nuvole e ricambiare lo sguardo di un bambino o del sofferente significa avvertire nel tuo intimo il passaggio di Dio nella tua vita. Il passaggio di Dio che è pieno di amore, perché Lui è Amore, perché Lui è la Misericordia.

Nella vita della nostra Beata Madre Maria Teresa Scrilli e della cammino dal loro “ieri”, in ogni tappa della loro vita, era un costruire il domani con la fede e nella speranza.

Quale era il loro stile di vita e come ci sono riuscite?

“Creando momenti di silenzio e di raccoglimento, lasciandosi plasmare e condurre da Lui. Testimoniando e annunciando l’amore di Dio raggiungendo il cuore e la mente dei giovani” (cfr Misericordiae Vultus. Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia.), lavorando per la gloria di Dio e per condurre anime a Lui.

Papa Francesco invita a “Recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta. In questo modo è possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerla come proprio stile di vita” (Misericordiae vultus). Trovare i momenti di silenzio e di raccoglimento, per le nostre Madri, era la base per stare alla scuola dell’ascolto, per contemplare il Volto di Gesù, che guarda con misericordia e parla dell’amore del Padre.

“Se il chicco di grano non muore, non porta frutto” (Gv 12, 24-26) citava spesso la Madre Maria Teresa Scrilli. Il chicco di grano deve morire nel silenzio e anche quando germoglia non fa rumore e nel profondo silenzio porta il frutto che si trasforma in farina e si lascia plasmare; nel pane si lascia distribuire a tutti per dare la forza a chi ha bisogno.

La Madre Fondatrice e la Madre Maria Mosca, nel silenzio ascoltavano; nel silenzio amavano; nel silenzio scoprivano la volontà del Signore. Nel silenzio creavano “la vita nuova”, portavano l’Amore e tornavano a Dio per trovare Amore. Davanti al Santissimo Sacramento gustavano la presenza di Dio e maturavano il desiderio di vivere in Lui, con Lui e per Lui.

Dalle parole che possiamo leggere negli Scritti della Madre Fondatrice possiamo essere sicure che sono passate per l’esperienza del silenzio davanti al Crocifisso o al Santissimo Sacramento: “Parto da voi, fiamma di amore, in pegno vi lascio questo mio cuore; so bene che volevo lasciare il cuore a Gesù.” (Fondatrice).

Così, ogni nostra preghiera o apostolato deve diventare un vero incontro con il Signore Gesù, che vuole essere presente nella nostra vita e che vuole che viviamo in continua consapevolezza che Dio Padre è con noi, che ci ama, ci cerca e che ci perdona sempre, che vuole essere conosciuto nel mondo e amato.

Davanti a Lui, accettando il suo sguardo pieno di misericordia, possiamo ricostruire la vita, riavere la gioia e la pace, l’entusiasmo e il desiderio di farlo conoscere, di portarlo con il coraggio lì dove Lui vuole. Perché la “Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.” (Misericordiae Vultus,) . Guidate dallo Spirito di Dio le nostre Madri hanno allargato il loro spirito di misericordia verso quelli che erano nel bisogno e come dice papa Giovanni Paolo II: “la misericordia non perdona soltanto ipeccati ma viene anche incontro a tutte le necessità degli uomini”. Erano convinte che “La misericordia cambia il mondo” Papa Francesco. Cosa ci insegnano? I loro momenti forti di preghiera e la contemplazione del Volto di Gesù hanno trovato continuità nella missione.

Avendo esempi così grandi, possiamo anche noi sperimentare in modo profondo che la misericordia è la via che apre il nostro cuore e fa entrare coloro che ci stanno accanto e a cui siamo mandate. Se vogliamo vivere la vita in pienezza secondo il dono della chiamata ricevuta nel sacramento del battesimo dobbiamo aprirci allo Spirito, perché il nostro desiderio corrisponda a quello che Dio ci chiede. Il loro insegnamento è ciò che oggi dice Papa Francesco: “seguire Gesù significa condividere il suo amore misericordioso, entrare nella sua grande opera di misericordia per ogni uomo ... Il nostro linguaggio e i nostri gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre, (cfr. Misericordiae Vultus).

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


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