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Omelia per la festa della Madonna del Carmelo 2

Oristano, piazza del Carmine 16 luglio 2011

Cari fratelli e sorelle,

Tre sono i protagonisti evocati dalla celebrazione di questa sera: il profeta Elia, la Vergine del Carmelo, il Beato Simone Stock. Ognuno di questi protagonisti porta con sé un messaggio spirituale, una proposta di testimonianza evangelica. Vediamo anzitutto il profeta Elia e la sua missione profetica sul Monte Carmelo,

in Palestina. Questo Monte fin dal tempo dei Fenici (chiamati Filistei nella Sacra Bibbia) fu meta di anacoreti; lassù si ritirarono, dopo la morte di Gesù, alcuni cristiani aspiranti alla perfezione dei consigli evangelici e sul Carmelo dedicarono il primo tempio alla Vergine, che perciò si chiamò Madonna del Carmelo o del Carmine.

Il profeta Elia sul Monte Carmelo combatté le false divinità cananee e difese la concezione del vero Dio. In altri termini, difese il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, il Dio Padre provvidente e misericordioso, contro le pratiche pagane di superstizione religiosa ed il culto del dio Baal. Un pericolo di sempre, quello di crearsi delle divinità “fai da te”, delle divinità a proprio uso e consumo, a propria immagine e somiglianza. E, quindi, un’esigenza di sempre, quella di purificare la concezione di Dio, di purificare l’esercizio della propria fede. Infatti, bisogna sempre chiedersi: in che Dio crediamo? Crediamo nel Dio Padre di Gesù? Perché crediamo? Quando preghiamo Dio e la Madonna? Quando siamo nel bisogno o quando siamo nella prosperità? La lettera pastorale che ho scritto due anni fa conteneva un invito alla purificazione del concetto di Dio. Il Dio in cui crediamo e che preghiamo non deve essere l’orologiaio dell’universo, il giudice che condanna, l’onnipotente che dispone le cose del mondo a suo arbitrio, bensì il Dio Padre di Gesù Cristo, “lento all’ira e ricco di misericordia”, che perdona, dà la vita, crea speranza. La vera natura di Dio l’ha definita l’evangelista S. Giovanni: Dio è amore!

Accanto al profeta Elia abbiamo la Madonna del Carmelo. Il profeta Elia e la Vergine Maria vengono uniti in una narrazione che ha il sapore della leggenda. Riferisce il Libro delle istituzioni dei primi monaci: "In ricordo della visione che mostrò al profeta la venuta di questa Vergine sotto la figura di una piccola nube che saliva dalla terra verso il Carmelo (cfr. 1Re 18,20-45), i suddetti monaci, nell'anno novantatrè dell'Incarnazione del Figlio di Dio, distrussero la loro antica casa e costruirono in onore di questa prima Vergine votata a Dio una cappella sul monte Carmelo, vicino alla fontana di Elia".

A prescindere dalle leggende, ora, sappiamo che la devozione spontanea alla Vergine Maria si è diffusa nella cristianità sin dai primi tempi apostolici. Essa, lungo i secoli, è stata coltivata sotto tantissimi titoli, legati alle sue virtù, ai luoghi dove sono sorti santuari e chiese, alle apparizioni della stessa Vergine in vari luoghi, al culto instaurato e diffuso da Ordini Religiosi e Confraternite, ai dogmi promulgati dalla Chiesa.

La molteplicità dei titoli con i quali si venera la Madonna corrisponde alla molteplicità dei modi con cui lei interviene nella storia della nostra salvezza. Lei interviene garantendoci il conforto spirituale, la salute del corpo e dell’anima, la pace in famiglia, il successo nel lavoro. Per sua intercessione, Dio interviene in tutte le stagioni della vita, nella nascita e nella morte, nei momenti del dolore e in quelli della gioia, nei momenti della speranza e in quelli della desolazione. Nel secolo d’oro delle fondazioni dei principali Ordini religiosi, cioè il XIII, il culto per la Vergine Maria ebbe dei validissimi devoti propagatori: i Francescani (1209), i Domenicani (1216), i Carmelitani (1226), gli Agostiniani (1256), i Mercedari (1218) ed i Servi di Maria (1233), a cui nei secoli successivi si aggiunsero altri Ordini e Congregazioni, costituendo una lode perenne alla Madre di Dio e della Chiesa.

Il titolo sotto il quale veneriamo la Madonna in questa celebrazione ha per terzo protagonista il Beato Simone Stock. Secondo la tradizione, il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell'Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall'inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.

Dunque, il motivo per cui ci rivolgiamo alla Madonna è la speranza di ottenere la grazia della salvezza. Questa però non è una specie di salvacondotto che ci libera dalle fatiche della vita, dalle prove, dalle tentazioni del male. E’ invece il coraggio e la forza per camminare nella luce della fede tutti i giorni della nostra vita. L’inferno dal quale chiediamo di essere salvati è l’odio, la divisione, l’invidia, l’indifferenza, tutti sentimenti che avvelenano i nostri rapporti e non ci permettono di vivere e camminare in serenità. Ci liberiamo dall’inferno se lavoriamo per creare maggiore unità, maggiore attenzione ai bisogni dei poveri, maggiore impegno per testimoniare il messaggio del vangelo e delle beatitudini. Qualche giorno fa, Agnese Moro, la figlia dello statista assassinato dalle Brigate Rosse, incontrando l’ex-brigatista Roberto Bonisoli, tenendolo per mano, gli ha detto: "Io vorrei dare la disponibilità di essere insieme a chi ha perso qualcuno, ma anche a chi ha fatto un percorso per capire il dolore che ha creato: si può rigenerare qualcosa anche dalle cose più brutte”. E Bonisoli le ha risposto: "Ogni giorno si possono creare rivoluzioni e questa è la nostra rivoluzione.”

Cari fratelli e sorelle, creiamo una rivoluzione nella nostra vita e nella nostra comunità. Riscopriamo la gioia nel dare più che nel ricevere; impariamo a dire grazie al Signore per il dono della vita, della salute, della famiglia, della fede; siamo grati verso le persone che ci fanno del bene e magnanimi verso le persone che ci fanno del male; proviamo a tenerci per mano per sognare insieme e camminare insieme. Non saremo mai soli. La Vergine del Carmelo sarà con noi. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.