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Omelia per la Festa della Madonna del Carmelo 3

Due sono i protagonisti evocati dalla celebrazione di questa sera: il profeta Elia, la Vergine del Carmelo. Ognuno di questi protagonisti porta con sé un messaggio spirituale, una proposta di testimonianza evangelica. Vediamo anzitutto il profeta Elia e la sua missione profetica sul Monte Carmelo,

in Palestina. Questo Monte fin dai tempi antichi fu meta di anacoreti; lassù si ritirarono, dopo la morte di Gesù, alcuni cristiani aspiranti alla perfezione dei consigli evangelici e sul Carmelo dedicarono il primo tempio alla Vergine, che perciò si chiamò Madonna del Carmelo o del Carmine.

Il profeta Elia sul Monte Carmelo combatté le false divinità cananee e difese la concezione del vero Dio. In altri termini, difese il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, il Dio Padre provvidente e misericordioso, contro le pratiche pagane di superstizione religiosa ed il culto del dio Baal. Un pericolo di sempre, quello di crearsi delle divinità “fai da te”, delle divinità a proprio uso e consumo, a propria immagine e somiglianza. E, quindi, un’esigenza di sempre, quella di purificare la concezione di Dio, di purificare l’esercizio della propria fede. Infatti, bisogna sempre chiedersi: in che Dio crediamo? Crediamo nel Dio Padre di Gesù? Perché crediamo? Queste saranno le domande che ci faremo quest’anno, indetto dal Papa come anno della fede………..

Perché di dei oggi ce ne sono tanti e non si accetta la rivelazione del Dio vivo e vero che Gesù ci ha portato…………

Il Dio in cui crediamo e che preghiamo non deve essere l’orologiaio dell’universo, il giudice che condanna, l’onnipotente che dispone le cose del mondo a suo arbitrio, bensì il Dio Padre di Gesù Cristo, “lento all’ira e ricco di misericordia”, che perdona, dà la vita, crea speranza. La vera natura di Dio l’ha definita l’evangelista S. Giovanni: Dio è amore!

Accanto al profeta Elia abbiamo la Madonna del Carmelo. Il profeta Elia e la Vergine Maria vengono uniti in una narrazione che ha il sapore della leggenda. Riferisce il Libro delle istituzioni dei primi monaci: "In ricordo della visione che mostrò al profeta la venuta di questa Vergine sotto la figura di una piccola nube che saliva dalla terra verso il Carmelo (cfr. 1Re 18,20-45), i suddetti monaci, nell'anno novantatrè dell'Incarnazione del Figlio di Dio, distrussero la loro antica casa e costruirono in onore di questa prima Vergine votata a Dio una cappella sul monte Carmelo, vicino alla fontana di Elia".

A prescindere dalle leggende, ora, sappiamo che la devozione spontanea alla Vergine Maria si è diffusa nella cristianità sin dai primi tempi apostolici. Essa, lungo i secoli, è stata coltivata sotto tantissimi titoli, legati alle sue virtù, ai luoghi dove sono sorti santuari e chiese, alle apparizioni della stessa Vergine in vari luoghi….Maria interviene garantendoci il conforto spirituale, la salute del corpo e dell’anima, la pace in famiglia…..per sua intercessione, Dio interviene in tutte le stagioni della vita, nella nascita e nella morte, nei momenti del dolore e in quelli della gioia, nei momenti della speranza e in quelli della desolazione.

Il motivo per cui ci rivolgiamo alla Madonna è la speranza di ottenere la grazia della salvezza. Questa però non è una specie di salvacondotto che ci libera dalle fatiche della vita, dalle prove, dalle tentazioni del male, dalle sofferenze….. E’ invece il coraggio e la forza per camminare nella luce della fede tutti i giorni della nostra vita.

Noi abbiamo avuto la grazia di vedere questo attuarsi anche nella persona del nostro Arcivescovo padre Antonio Vitale che stasera ricordiamo, infatti otto anni fa a quest’ora in questa stessa celebrazione ci arrivava la notizia della sua improvvisa morte, improvvisa perché il giorno prima senza ombra di nessun genere mi aveva telefonato…………

In lui abbiamo visto un grande devoto e figlio di Maria, sulla scia dei grandi santi francescani, Francesco, Antonio, San Massimiliano Maria Kolbe e non ultimo di Giovanni Paolo II…….lui che portava sempre lo scapolare fin da piccolo, lui che pregava 3 rosari al giorno, lui che come Maria in un Magnifica particolare scritto da San Francesco d’Assisi lodava quotidianamente il Signore, con queste parole che potrebbero diventare anche la nostra preghiera, non di richiesta, ma soprattutto di lode:

Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza, Tu sei bellezza, Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra vita eterna
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.   Amen

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.