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Pellegrinaggio Della Speranza

<p><em>Fr. Dave Twohig, O.Carm e Fr. Thomas Feiten, O.Carm.</em></p>

Citoc Magazine

Questo articolo è da Citoc Magazine.

"CITOC Magazine" e Una PUBBLICAZIONE Semestrale dell'Ordine dei Carmelitani. Le notizie, Informazioni, Articoli, Lettere, Fotografie e ALTRI Materiali offerti alla rivista diventano SUA Proprietà.

Il Pellegrinaggio della Speranza si è svolto a Roma dal 19 al 25 luglio.  Hanno partecipato quasi 200 giovani da ogni parte d’Europa. Il pellegrinaggio si è tenuto nel Centro Congressi carmelitano di Sassone, ma per la gran parte dei giorni il gruppo ha effettuato varie escursioni a Roma,

per visitare i luoghi cristiani più significativi.  In 5 giorni, i giovani hanno visitato  Santa Maggiore Maggiore, San Giovanni in Laterano, San Martino ai Monti, Castel Gandolfo, San Paolo fuori le Mura, le Catacombe di Santa Priscilla, il Colosseo e, naturalmente, la Basilica di San Pietro.     

Il lavoro del pellegrinaggio si è articolato prendendo spunto da una lettera dal Padre Generale P. Fernando Millán, O. Carm., scritta appositamente per i giovani. Ogni giorno era scandito da un tema particolare ed i pellegrini sono stati invitati ad esaminare i vari argomenti, attraverso la discussione, l’arte, la musica, la poesia e rappresentazioni teatrali. Lo scopo del pellegrinaggio era di incoraggiare i giovani  ad analizzare e studiare la tradizione carmelitana, all’interno del contesto sia della loro propria esperienza personale, che della tradizione cristiana, per condividere le loro riflessioni ed ascoltare le varie prospettive.     

Per facilitare i giovani ad esprimere i loro pensieri e speranze in diversi modi, è stato allestito fuori dell’entrata principale del centro congressi, “un filo per stendere i panni”. Si è rivelato un grande successo, e molto presto si è riempito di illustrazioni meravigliose e di poesie concernenti tutti i temi affrontati durante l’intera settimana. Riflettendo, è stata notevole l’energia creativa dei giovani in questo pellegrinaggio. Nel loro lavoro, molti giovani hanno mostrato una comprensione profonda di alcuni aspetti essenziali della spiritualità carmelitana. Un esempio significativo è quello di una poesia scritta da uno dei partecipanti: 

Dio ci chiama ad uscire da noi per incontrare gli altri;
nessun passo è solitario, ma Gesù cammina accanto a noi.
È un cammino che compiamo veramente
solo se sappiamo  
obbedire ed esser sobri,
mentre teniamo fisso il nostro sguardo alla Parola di Dio,
nostra speranza, nostra guida e forza.
Noi siamo una cosa sola nell’unico Dio,
in relazione gli uni con gli altri, interdipendenti;
proprio questo rende più saldo il nostro senso di comunione.
Ci incontriamo insieme per ricordare,
per pregare e ringraziare Dio.
Il viaggio della nostra vita è lungo, ma noi non ci scoraggiamo, andiamo avanti,
anche quando facciamo esperienza del dolore, quando torniamo a scoprire che la vita è tempo di prova.
Ma è proprio attraverso la nostra sofferenza che noi acquistiamo forza e saggezza.
Molte persone soffrono in silenzio;
ed è il silenzio che fa fiorire la santità.
Grazie ad essa, poi, noi viviamo sempre più
la nostra comunione con Dio.

La musica, sia nella liturgia o in maniera meno formale, fuori nel giardino di Sassone o sugli autobus, ha costituito una lingua universale, permettendo a persone provenienti da paesi diversi di comunicare. Questa creatività ha trovato la massima espressione durante la liturgia finale del pellegrinaggio, una messa celebrata da P. Fernando, dove sia il canto d’inizio che quello di fine celebrazione sono stati composti dai gruppi dei partecipanti.
C’è stato un grande senso di fraternità tra i giovani pellegrini e i carmelitani. Durante il pellegrinaggio, abbiamo sentito dire da parecchie persone che il Padre Generale “… è veramente in gamba…” Questo atteggiamento fraterno è stato evidenziato in modo particolare quando durante il concerto a Sassone, P.  Fernando è stato sollevato in aria da una folla di giovani! Dal pellegrinaggio amicizie, sia nazionali che internazionali, hanno continuato a svilupparsi, con l’aiuto di Internet, Facebook e Twitter molti dei giovani sono in contatto continuo; condividono  fotografie,  riflessioni e sperano di tornare ad incontrarsi  ancora  al più presto, forse a Madrid nel 2011 per la Giornata Mondiale della Gioventù.

Alla cerimonia di chiusura del Pellegrinaggio è stata data una ad ciascuno una semplice croce di legno fatta in un centro Carmelitano di riabilitazione a Saragozza, Spagna. Questa croce simbolizza l’impegno rinnovato a seguire Cristo, ma è anche una croce che guarda al futuro, alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, con la speranza che molti dei partecipanti di questo Pellegrinaggio della Speranza si ritrovino a Madrid.     

L’ultimo giorno dell’incontro P. Fernando ha presieduto una sessione plenaria rispondendo alle tante e svariate domande dei partecipanti. Molte di queste riguardavano le difficoltà che i giovani incontrano nel vivere la fede cristiana nella società odierna. P. Fernando ha affrontato la questione in maniera molto aperta e sincera, riconoscendo le loro difficoltà ed offrendo incoraggiamento e sostegno.  In considerazione di un futuro è stato chiesto ad ogni pellegrino di scrivere una lettera al Priore Generale, formulando risposte e allo stesso tempo evidenziando le proprie speranze e i desideri.  Queste lettere saranno rilegate e presentate all’intera famiglia carmelitana nelle prossime settimane.  Ad ogni gruppo provinciale inoltre è stato chiesto di impegnarsi a continuare il lavoro intrapreso durante il pellegrinaggio Tutti hanno detto di volersi incontrare di nuovoe. La maggior parte dei gruppi ha pensato di dar vita ad un progetto concreto: per esempio, camminare insieme a Santiago de Compostela; informare le varie province del pellegrinaggio; individuare nuovi membri da aggregare ai gruppi provinciali; avere uno scambio con altri paesi e così via.      
È difficile trasmettere l’energia, l’entusiasmo e la bontà che hanno portato questo pellegrinaggio ad essere un grande successo ed un’esperienza veramente memorabile per tutti coloro che vi hanno partecipato. Tuttavia, il video che P. Hung Tran, O.Carm. ha prodotto per la sessione di chiusura del pellegrinaggio, ci dà un’immagine meravigliosa di questo spirito. Il video è disponibile sia sul sito web dell’Ordine che su Youtube ed è indubbiamente degno di essere visto.

Per concludere, il Pellegrinaggio della Speranza è stato esattamente questo: un’esperienza di speranza. Prendendo lo spunto dalla ricchezza della tradizione dell’Ordine, abbiamo cercato insieme nuovi modi per esprimere il carisma Carmelitano nel mondo di oggi. Molti dei giovani durante il pellegrinaggio hanno mostrato un desiderio genuino di conosce di più il Carmelo e trovare un modo di vivere i valori carmelitani. Pensiamo che sia importante per noi, in quanto carmelitani, rispondere a questi giovani, non solo condividendo la nostra tradizione, ma essendo aperti a nuovi modi ed espressioni di vivere quella tradizione. Sarà, indubbiamente, una grande sfida per noi, ma pensiamo che sia un grande segno di speranza il fatto che i giovani vogliono continuare con noi la loro strada “Nella Terra del Carmelo”. Ora spetta a noi raccogliere questa sfida ed avviarci insieme verso il futuro.

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.