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Perché L'ottobre Missionario

«Il mese di ottobre deve essere considerato, in tutti i paesi, come il mese della Missione Universale. La penultima domenica è chiamata Giornata Missionaria Mondiale e costituisce l'apice della festa della cattolicità e della solidarietà universale».

Giovanni Paolo II, 1980

 

Le Origini

Dal Concilio Vaticano II (1962-1965)  in poi si è venuta formando nella Chiesa una nuova e più forte coscienza missionaria. Essa ha generato un vero e proprio bisogno di conoscere, di studiare, di meditare e di vivere la vocazione battesimale-missionaria, non più in modo episodico, ma secondo criteri validi e universalmente condivisi. Si è fatta strada l'esigenza di un "tempo forte" dedicato alla missione universale della Chiesa per tutto il popolo di Dio. Ecco che - dalla fine degli anni '60 - un'intuizione dell'Opera della Propagazione della fede italiana fece sì che il mese di Ottobre fosse dedicato interamente alla missione universale. Un mese scandito da un itinerario di cinque settimane[1] di cui la Giornata Missionaria Mondiale[2], fissata per la penultima domenica di Ottobre, costituisce il punto culminante del "Mese Missionario". Questo "tempo forte" è promosso oggi dalle POM[3].

"Come la respirazione non può mai interrompersi, pena la morte, cosi l'ansia missionaria non può limitarsi ad una sola giornata annuale, se non si vuole correre il rischio di compromettere l'avvenire della Chiesa e la nostra stessa esistenza cristiana".

(Paolo VI)

Per tale motivo, nell'importante documento post-conciliare Ecclesiae Sanctae si afferma che la Giornata Missionaria Mondiale deve essere l'espressione spontanea di uno spirito missionario, tenuto vivo tutti i giorni mediante orazioni e sacrifici quotidiani.

"Dinanzi all'avanzata della cultura secolarizzata, che talora sembra penetrare sempre più nelle società occidentali, considerando inoltre la crisi della famiglia, la diminuzione delle vocazioni e il progressivo invecchiamento del clero, oggi le nostre Chiese, di antica tradizione, corrono il rischio di rinchiudersi in se stesse, di guardare con ridotta speranza al futuro e di rallentare il loro sforzo missionario. Ma è proprio questo il momento di aprirsi con fiducia alla Provvidenza di Dio, che mai abbandona il suo popolo e che, con la potenza dello Spirito Santo, lo guida verso il compimento del suo eterno disegno di salvezza".

Benedetto XVI, Messaggio GMM 2007)

Le Motivazioni Di Fondo

1. Vivere un tempo di grazia  per sollecitare la comunità cristiana e ciascun credente ad un "profondo rinnovamento interiore"  e ad un recupero della vocazione battesimale-missionaria;

2. Dare alla nostra fede un respiro davvero "cattolico" e universale, assumendoci le nostre responsabilità per superare ogni particolarismo, ogni chiusura e ogni tentazione di ripiegamento pastorale.

Gli obiettivi specifici

  • accompagnare il cammino dei missionari con la preghiera e l'ascolto
  • offrire il mistero del dolore e della sofferenza per la redenzione del mondo
  • incoraggiare, spronare e sostenere le vocazioni missionarie giovanili
  • promuovere la solidarietà e la condivisione dei beni tra comunità cristiane
  • andare "fuori le mura", tra la gente, a testimoniare che il Signore è venuto e continua a venire nelle strade del mondo per la nostra salvezza
  • essere fermento e stimolo – in famiglia, in parrocchia, nei luoghi della vita quotidiana -  ad una fraternità senza confini.

Gli ambiti di animazione

La parrocchia. Proprio perché la parrocchia è "chiesa tra le case degli uomini", è lei che, pur con tutti i suoi limiti, è chiamata a dare forma oggi al Vangelo nel cuore dell'esistenza umana. Ritrovare un orizzonte più spiccatamente missionario può rendere più evidente a tutti il suo mistero di comunione e di missione.

Per ogni parrocchia, accogliere e far circolare al proprio interno le proposte della Chiesa italiana per il mese missionario secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Prima ancora che un dovere ed una responsabilità può essere una preziosa opportunità.

Il territorio. È importante che il messaggio del mese missionario non rimanga discorso interno alla Chiesa, ma percorra le strade del territorio, penetri nelle case e nei luoghi di aggregazione, coinvolga il maggior numero di persone possibile. Il territorio è il primo "luogo" di una evangelizzazione che penetri  profondamente nel tessuto vivo dove la gente conduce la propria esistenza;

Le modalità

Per ben sviluppare e coordinare le varie iniziative che ci giungono dalle dalla Chiesa italiana o dal proprio Centro Missionario diocesano in occasione dell'Ottobre Missionario, sono assai importanti i due momenti della preparazione e della verifica.

1. La preparazione

È indispensabile. Non si può immaginare di lanciare delle attività in parrocchia o sul territorio senza aver pianificato come GMP - Gruppo Missionario Parrocchiale - e non come singolo animatore, in accordo con il parroco (possibilmente condividendo il progetto anche con il CPP), un progetto di animazione che tenga conto della situazione e delle possibilità della comunità. L'animazione missionaria è esperienza ecclesiale e pertanto va vissuta e condotta in comunione e condivisone di intenti. Si tratta perciò di:

      attivarsi per tempo come GMP, per poter prendere bene i contatti necessari e  valutare le diverse possibilità.

      conoscere e far conoscere le proposte annuali della Chiesa Italiana e della Diocesi. I sussidi per l'Ottobre Missionario sono a disposizione presso l'Ufficio Missionario o in internet.

      fissare per tempo con il Parroco e/o con il CPP un incontro di programmazione.

      programmare iniziative e proposte adeguate alle possibilità e diversificate, in modo da interessare i diversi ambiti pastorali in parrocchia[4] e sul territorio[5];

      valorizzare e recuperare le risorse disponibili. Oltre alle forze presenti in Parrocchia si può chiedere per tempo l'aiuto di qualche missionario (religiosi / e, sacerdoti e laici fidei donum..) per testimonianze o celebrazioni. Anche il Centro Missionario Diocesano è a disposizione per idee, sussidi, riviste, materiale audiovisivo per ragazzi, giovani e adulti.

      organizzare bene la Giornata Missionaria Mondiale. È il punto culminante di tutto il Mese Missionario e dovrebbe essere un giorno di festa universale, capace di far respirare la missione.

      promuovere la solidarietà avendo a cuore l'universalità e la gratuità.  Le offerte raccolte durante le SS. Messe della Giornata Missionaria Mondiale devono essere consegnate integralmente per le intenzioni del Papa. Ciò significa che quelle offerte non possono avere altre finalità particolari.

2. La verifica

La verifica del lavoro svolto durante il mese di Ottobre, sia in parrocchia che sul territorio, è importante quanto la preparazione. È opportuno farla subito dopo il Mese Missionario con tutto il GMP e con la presenza del parroco. Tra i  punti di verifica sono da considerare, oltre ai punti tipici di ogni situazione locale, anche i seguenti: 1) il raggiungimento degli obiettivi; 2) la partecipazione e il coinvolgimento della gente; 3) la comunicazione dei contenuti; 4) l'efficacia della metodologia; 5) l'investimento di risorse; 6) le opinioni registrate a conclusione delle proposte; 7) i suggerimenti correttivi per il futuro.

 


[1] Prima settimana - Contemplazione; Seconda settimana - Vocazione; Terza settimana -  Responsabilità; Quarta settimana Carità; Quinta settimana-– Ringraziamento.

[2] La Giornata Missionaria Mondiale è stata istituita nel 1926, in occasione dell'Enciclica missionaria Rerum Novarum di Pio XI.

[3] Le Pontificie Opere Missionarie sorte in forma carismatica, perché il popolo di Dio potesse prendere parte alla diffusione della fede nei paesi non cristiani, sono oggi una istituzione universale della Chiesa. Proprio perché inserite nel contesto missionario della Chiesa particolare il loro obiettivo è di promuovere la coscienza missionaria nella comunità cristiana esprimendo la dimensione di comunione e di solidarietà universale. Tra le iniziative di sensibilizzazione e formazione, fatte in accordo con l'Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese, vanno ricordate in particolare le proposte di animazione lanciate in tutto il mondo in occasione dell'Ottobre Missionario e della Giornata Missionaria Mondiale, destinata -  quest'ultima - a sostenere il fondo di solidarietà fra tutte le Chiese (cfr: A. Rigon, ABBRACCIAMO IL MONDO, Emi, Bologna 2006 p. 193).

[4] Nella parrocchia si possono fare queste e altre iniziative, come: animazione liturgica domenicale (Eucaristia, Rosario missionario, ecc…), animazione missionaria nella catechesi, partecipazione alla Veglia Missionaria Diocesana , preparazione della Giornata Missionaria Mondiale, organizzazione di serate con testimonianze missionarie mirate, diffusione della stampa missionaria, allestimento mostra missionaria, là dove non esista costituire un GMP, ecc….

[5] Nel territorio si possono fare queste e altre iniziative: animazione nelle scuole, cineforum, tavole rotonde, testimonianze pubbliche, sostegno a distanza, promozione campagna per un'informazione alternativa, mercatino missionario (equo e solidale), bilanci di giustizia, ecc…

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.