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Quale modello di famiglia oggi alla luce del recente sinodo?

di Luigi Accattoli

Ho un buon giudizio del Sinodo straordinario sulla famiglia che si è tenuto in ottobre. Sono ottimista soprattutto sull'Anno sinodale che ora stiamo vivendo, in vista dell'assemblea ordinaria del prossimo ottobre: per la prima volta tutta la Chiesa può prendere parte a un cammino collegiale e comunitario di lunga durata.

"Ora abbiamo ancora un anno per maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare", ha detto il Papa nel discorso di chiusura dell'assemblea di ottobre.

La riflessione della Chiesa intera dovrebbe partire dai 62 paragrafi della "Relazione del Sinodo" dello scorso ottobre che è stata inviata alle comunità loca li per servire da testo preparatorio (linea-menta, in latino) per il Sinodo del prossimo autunno, che avrà il titolo La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo e si svolgerà dal 4 al 25 ottobre 2015.

Il tono della Relazione è realistico ma anche incoraggiante: "Nonostante i tanti segnali di crisi dell'istituto familiare nei vari contesti del 'villaggio globale', il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani, e motiva la Chiesa ad annunciare senza sosta e con convinzione profonda il Vangelo della famiglia che le è stato affidato"

Il documento insiste sulla preparazione al matrimonio e sull'accompagna-mento delle famiglie nelle prove alle quali vanno incontro, sollecitando tutti a compiere "scelte pastorali coraggiose'.'

"I Padri sinodali - vi si dice - hanno avvertito l'urgenza di cammini pastorali nuovi, che partano dall'effettiva realtà delle fragilità familiari [...].

Ogni famiglia va innanzitutto ascoltata con rispetto e amore facendosi compagni di cammino come il Cristo con i discepoli sulla strada di Emmaus [...].

Dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana

Un particolare discernimento è indispensabile per accompagnare pastoralmente i separati, i divorziati, gli abbandonati"

"Anche le situazioni dei divorziati risposati - si legge al paragrafo 51 - esigono un attento discernimento e un accompagnamento di grande rispetto, evitando ogni linguaggio e atteggiamento che li faccia sentire discriminati e promovendo la loro partecipazione alla vita delle comunità.

Prendersi cura di loro non è per la comunità cristiana un indebolimento della sua fede e della sua testimonianza circa l'indissolubilità matrimoniale, anzi essa esprime proprio in questa cura la sua carità.

Sui divorziati risposati la maggioranza dei Padri voleva dire di più ma la loro sollecitazione (contenuta nel paragrafo 52) non ha ottenuto i due terzi dei voti, che sono necessari per l'approvazione.

 

Proponevano un "'accoglienza non generalizzata alla mensa eucaristica',' ma limitata ad "alcune situazioni particolari e a condizioni ben precise, soprattutto quando si tratta di casi irreversibili e legati ad obblighi morali verso i figli"

Questo testo più generoso ha ottenuto 104 voti contro 74.

Non è dunque approvato, ma il Papa ha voluto che fosse pubblicato lo stesso per servire da base alla futura discussione, come ha voluto che fossero pubblicati anche altri due paragrafi che non hanno avuto la maggioranza qualificata: il 53 sulla "comunione spirituale" (112 voti contro 64: invitava ad approfondirne il significato per chi non può accedere alla comunione sacramentale) e il 55 sugli omosessuali da "accogliere con rispetto e delicatezza" (118 contro 62).

La ricerca di cammini pastorali nuovi è avvertita da chiunque viva da dentro o da vicino l'avventura della famiglia cristiana oggi.

Dobbiamo essere grati a Papa Francesco di averci dato la possibilità di meditare, pregare e discutere, tutti insieme, di questo problema primario della vocazione cristiana ai nostri giorni.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.