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La tenerezza di Dio, fonte di vita piena

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di Carlo Cicconetti, O.Carm.

La "tenerezza" di Dio tocca la concretezza dell'esistenza umana, ha a che fare con le sue domande di fondo:

Chi ci aiuta a vivere?

Come possiamo essere veramente umani?

C'è posto per la gioia, la festa, l'amici-zia, la verità, la giustizia, la speranza in questo nostro mondo?

Come possiamo essere veramente umani?

Il mondo a prima vista ci delude e sembra smentire le nostre attese.

"Ho invidiato i prepotenti vedendo il successo dei malvagi... non si trovano mai negli affanni dei mortali... scherniscono e parlano con prepotenza... e fanno seguaci" (cfr. Salmo 73).

"Hanno nel sangue orgoglio e sicurezza, scaltrezza e mancanza di scrupoli; anche il modo di parlare esprime superiorità e arroganza"

È la riflessione di un uomo curvato dal dolore, e senza speranza.

A cosa serve sforzarsi di vivere one-stamente e conservarsi le mani pulite?

Solo se Dio ti tocca il cuore trovi la risposta e ti accorgi che quella felicità è illusoria, e si dissolve come il sogno al risveglio.

Non puoi contarci per una "vita piena'.'

"Vengono meno la mia carne e il mio cuore, ma la solidità (la roccia) del mio cuore è Dio, è Dio la mia parte (la mia eredità, il mio futuro) per sempre... il mio bene è stare vicino a Dio" [Sai. 73,26-28 ).

Dio infatti è Hesed: Misericordia è il nome che più lo qualifica (S. Agostino).

La parola biblica Hesed ha una vasta gamma di significati: fedeltà di Dio alla parola data al'uomo, l'alleanza, il suo impegno di liberazione, salvezza, felicità.

È grazia, cioè dono, bontà, amore, tenerezza, premura, costanza.

La tenerezza di Dio è la risposta più rassicurante alle domande che interessano più profondamente l'esistenza: "Chi ci aiuterà a vivere?"

La risposta si trova nella lucida e con-sapevole scelta di affidare a Dio l'intera nostra situazione umana.

Infatti "se Dio si è pronunciato per noi, chi sarà contro di noi?" (Rm 9,35 ss)

Questa presa di posizione di Dio a nostro favore ha un nome, è Gesù, il "Sì" fondamentale alla nostra vita: "Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà ogni cosa insieme con Lui?" (Rm 9,31-32; cfr. Gv 3,16)

In Lui che ha vinto la morte ci dona la garanzia della vittoria su tutte le forze di morte che possono toglierci la pace e la speranza.

"Chi ci separerà daN'amore di Cristo ?

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

In tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati" (Rm. 9, 35-37).

L'Apostolo Paolo ha sperimentato questi eventi e li sta ancora vivendo con i cristiani come minacce incombenti di persecuzione.

E ha vissuto anche l'esperienza della vittoria su queste vicende mortali, per la potenza della tenerezza di Dio Padre e del suo Figlio Gesù Cristo.

Da qui la scelta fondamentale della sua esistenza: "Questa vita che io vivo nel corpo, la vivo nelle fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato sé stesso per me" (Gal 2,20).

Gesù ha rivelato in tutta la sua vita mortale la misericordia e la sollecitudine amorosa del Padre, davanti a ogni dolore, infermità e fragilità.

Ha sperimentato le nostre stesse debolezze "eccetto il peccato" (Eb 4,15): ma invece di ripiegarsi sulle sue tribola-zioni, si preoccupava del dolore e dei bisogni altrui, e passò tra la sua gente "beneficando e risanando tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo" (Atti 10,38).

Persino sulla Croce si preoccupa di lasciarci in Maria, figura della Chiesa, l'icona materna della tenerezza di Dio.

Ogni suo gesto è finalizzato a dare consistenza, salvezza alla vita umana: Il Padre lo ha inviato "perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna',' cioè la pienezza di vita, una qualità di vita che scaturisce da Dio stesso, e fa sorgere verità, giustizia, amore, comu nione.

La "pienezza di vita',' o "vita eterna" è lo sviluppo integrale, la maturità dell'"uomo nascosto nel cuore',' (cfr.1 Pt 3,4) dell'identità più profonda.

È la "vita eterna',' cioè di qualità divina che prende possesso della nostra esistenza sin da questo tempo e dona spessore e qualità a ogni frammento della nostra vita quotidiana.

La pienezza di vita, la vita eterna, è dono che diventa in noi realtà se accettia-mo sulla nostra vita la "signoria di Dio" che è misericordia, fedeltà, tenerezza e premura.

Il Padre ha dato il Figlio perché abbia-mo la vita e l'abbiamo in abbondanza, in pienezza.

Ogni essere vivente cerca un ambiente favorevole allo sviluppo della sua esi-stenza: "Cosa c'è di più favorevole alla vita che la tenerezza di Dio?"

da La Madonna del Carmine

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


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