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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».”

Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: Memoria della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa

Lectio

Tempo ordinario

1) Preghiera iniziale

Padre,
mostraci la sapienza e l’amore
che hai rivelato nel tuo Figlio.
Aiutaci ad essere
nelle parole e nei fatti simili a lui,
che vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

2) Lettura

Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 25-34)

25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». 27Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. 28Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». 29Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. 31Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. 32Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. 33Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

3) Riflessione

• Gv 19,25-29:  Maria, la donna forte che comprende il pieno significato di questo evento, ci aiuterà a rivolgere uno sguardo contemplativo al crocifisso. Il quarto Vangelo specifica che questi discepoli “stanno presso la croce” (Gv 19,25-26). Questo dettaglio ha un significato profondo. Solo il quarto Vangelo ci racconta che queste cinque persone stavano presso la croce. Gli altri evangelisti non lo dicono. Luca, per esempio, dice che tutti coloro che avevano conosciuto Gesù seguirono gli eventi a distanza (Lc 23,49). Anche Matteo dice che molte donne seguirono gli eventi da lontano. Queste donne avevano seguito Gesù dalla Galilea e lo avevano servito, ma ora lo seguivano da lontano (Mt 27,55-56). Come Matteo, Marco ci dà i nomi di coloro che osservavano la morte di Gesù da lontano (Mc 15,40-41). Così soltanto il quarto Vangelo dice che la madre di Gesù, altre donne e il discepolo amato “stavano presso la croce”. Stavano lì come servi di fronte al loro re.

• Gv 19,30-34:  Essi sono lì, coraggiosi, nel momento in cui Gesù ha già dichiarato che “È compiuto” (Gv 19,30). La madre di Gesù è presente in quell’ora, che alla fine “è venuta”. Quell’ora che era stata annunciata alla festa di nozze a Cana (Gv 2,1ss). Il quarto Vangelo sottolinea che alle nozze “c’era la madre di Gesù” (Gv 2,1). Così anche la persona che resta fedele al Signore al momento fatale, è un discepolo amato. L’evangelista non ci dice il nome di questo discepolo, in modo che ognuno di noi può specchiarsi in colui che ha conosciuto i misteri del Signore, che ha posato il capo sul petto di Gesù durante l’ultima cena (Gv 13,25). La madre che sta sotto la croce (cf. Gv 19,25), accetta il testamento di amore di suo Figlio e accoglie tutti nella persona del discepolo amato come figli e figlie da far rinascere alla vita eterna.

• Gesù ha una parte attiva nella sua morte, Egli non permette di essere ucciso come i ladri le cui gambe vengono spezzate (Gv 19,31-33), ma consegna il suo spirito (Gv 19,30). I dettagli richiamati dall’evangelista sono molto importanti: vedendo sua madre e accanto a lei il discepolo che lui amava, Gesù dice alla madre, “Donna, ecco tuo figlio”. Poi al discepolo dice: “Ecco tua madre” (Gv 19,26-27). Queste semplici parole di Gesù hanno il peso della rivelazione, sono parole che ci rivelano la sua volontà: “ecco tuo figlio” (v. 26); “ecco tua madre” (v. 27). Queste parole richiamano anche quelle pronunciate da Pilato sul Litostroto: “Ecco l’uomo” (Gv 19,5). Con quelle parole Gesù sulla croce, il suo trono, rivela la sua volontà e il suo amore per noi. È l’agnello di Dio, il pastore che dà la sua vita per il suo gregge. In quel momento, dalla croce, Gesù fa nascere la Chiesa, rappresentata da Maria, Maria di Cleopa e Maria Maddalena, insieme al discepolo amato (Gv 19,25).

4) Domande personali

• In che modo Maria mi propone un modello di genitorialità, di discepolato e di amore? Quale di questi ho messo in pratica nella mia vita?
• Maria è esempio di umiltà e di obbedienza; eppure anche lei è stata una guida come a Cana. Come guido gli altri, per quali strade, mentre io stesso sono anche davvero umile e obbediente?

5) Preghiera conclusiva

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. (Sal 19,8)

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.