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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».”

Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: SS. Trinità (C)

Lectio

La promessa dello Spirito: 
Gesù lo invierà nel nome del Padre
Giovanni 16,12-15

1. LECTIO

a) Preghiera iniziale:

O Dio tu che nell’invio del tuo Figlio Gesù ci hai rivelato l’intenzione più chiara del tuo amore nel voler salvare l’uomo, passa sempre accanto a noi rivelandoci i tuoi attributi di compassione, misericordia, clemenza e lealtà. Spirito d’Amore aiutaci a progredire nella conoscenza del Figlio per giungere al possesso della vita.

Fa che meditando la tua Parola in questa festa possiamo scoprire con più consapevolezza che il tuo mistero, o Dio, è un canto all’amore condiviso. Tu sei il nostro Dio e non un Dio solitario. Sei Padre, fonte feconda. Sei Figlio, Parola fatta carne, amore vicino e fraterno. Sei Spirito, amore fatto abbraccio.

Giovanni 16,12-15

b) Lettura del Vangelo:

12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.14Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

c) Momenti di silenzio orante:

Diciamo con Sant’Agostino: «Concedimi tempo per meditare sui segreti della tua legge, non chiudere la porta a chi bussa. O Signore, compi la tua opera in me e svelami quelle pagine. Fa ch’io trovi grazia davanti a te e mi si aprano, quando busso, gli intimi segreti della tua Parola».

2. MEDITATIO

a) Preambolo:

Prima di inoltrarci nel cammino della lectio è importante soffermarci brevemente sul contesto in cui è inserito il nostro brano liturgico. Le parole di Gesù in Gv 16,12-15 fanno parte di quella sezione del vangelo di Giovanni che gli esegeti chiamano il libro della rivelazione (13,1-17,26). Gesù, nei discorsi di addio, si rivela in profonda intimità, li chiama amici, promette loro lo Spirito Santo che li accompagnerà nell’accogliere il mistero della sua Persona. I discepoli, poi, sono invitati a crescere nell’amore verso il Maestro che si offre totalmente a loro.

Sempre, in questa sezione, si possono individuare tre sequenze o parti ben delimitate. La prima comprende i capitoli 13-14 e ha come filo conduttore il seguente tema: la nuova comunità è fondata sul comandamento nuovo dell’amore. Con le sue istruzioni Gesù spiega che la pratica dell’amore è l’itinerario che la comunità deve percorrere nel suo cammino verso il Padre. Nella seconda Gesù descrive il volto della comunità in mezzo al mondo. Ricorda loro che la comunità da lui fondata svolge la sua missione in mezzo a un mondo ostile e solo attraverso la pratica dell’amore è possibile la sua crescita nell’aggregare nuovi membri. In questo consiste il “portare frutto” da parte della comunità. Le condizioni richieste per un amore fecondo nel mondo: restare uniti a Gesù. Da Lui promana la vita - lo Spirito (Gv 15,1-6); l’unione a Gesù con un amore che risponde al suo così da stabilire una relazione di amicizia fra Gesù e i suoi discepoli (Gv 15,7-17).

Ma la missione della comunità, similmente a quella di Gesù, avverrà in mezzo all’odio del mondo (Gv 15,18-25), ma i discepoli saranno sostenuti dallo Spirito (Gv 15,26-16,15). Gesù confida loro che la missione nel mondo comporta dolore e gioia e che lui sarà assente-presente (Gv 16,16-23a), ma assicura loro solo il sostegno dell’amore del Padre e la sua vittoria sul mondo (Gv 16,23b-33). La terza parte della sezione contiene la preghiera di Gesù: egli prega per la comunità presente (Gv 17,6-19); per la comunità del futuro (Gv 17,20-23); ed esprime il desiderio che il Padre onori coloro che l’hanno riconosciuto e, infine, che venga portata a compimento la sua opera nel mondo (Gv 17,24-26).

b) Per meditare:

- La voce dello Spirito è la voce di Gesù stesso

Precedentemente in Gv 15,15 Gesù aveva comunicato ai suoi discepoli ciò che aveva udito dal Padre. Tale messaggio non viene e non poteva essere compreso dai suoi discepoli in tutta la sua forza. Il motivo è che i suoi discepoli ignorano, per il momento, il significato della morte in croce di Gesù e la sostituzione del vecchio modo di essere salvati. Con la sua morte si apre un nuovo e definitivo intervento salvifico nella vita dell’umanità. I discepoli comprenderanno le parole e i gesti di Gesù dopo la sua resurrezione (Gv 2,22) o dopo la sua morte (Gv 12,16).

Nell’insegnamento di Gesù ci sono tante realtà e tanti messaggi che potranno essere compresi man mano che l’esperienza porrà la comunità dinanzi a nuovi avvenimenti o circostanze; è nella vita quotidiana, compresa alla luce della risurrezione che si potrà comprendere il significato della sua morte-esaltazione.

Sarà lo Spirito Santo, il profeta di Gesù, che comunicherà ai discepoli ciò che avrà udito da Lui. Nella missione che la comunità di Gesù svolgerà lo Spirito Santo le comunica la verità, nel senso di spiegare e a aiutare ad applicare ciò che Gesù è e ciò che significa come manifestazione dell’amore del Padre. Con i suoi messaggi profetici la comunità dei discepoli non trasmette una dottrina nuova ma continuamente propone la realtà della persona di Gesù, contenuto della sua testimonianza e orientamento della sua missione nel mondo. La voce dello Spirito Santo, che la comunità percepirà, è la voce di Gesù stesso. Sulla scia dei profeti veterotestamentari che interpretavano la storia alla luce dell’alleanza, lo Spirito Santo diventa determinante nel far conoscere Gesù offrendo alla comunità dei credenti la chiave per comprendere la storia come un confronto continuo tra ciò che il “mondo” rappresenta e il progetto di Dio. Il punto di partenza per leggere la propria presenza nel mondo è la morte –esaltazione di Gesù e crescendo sempre più nella sua comprensione, i cristiani potranno scoprire negli avvenimenti quotidiani “il peccato del mondo” e i suoi effetti deleteri.

È determinante il ruolo dello Spirito Santo come interprete del mistero della vita di Gesù nella vita dei discepoli: è la loro guida nell’intraprendere il giusto impegno a favore dell’uomo. Per avere successo nelle loro attività in favore dell’uomo devono da un lato ascoltare le problematiche della vita e della storia e dall’altra essere attenti alla voce dello Spirito Santo, l’unica fonte attendibile per cogliere il vero senso degli avvenimenti storici nel mondo.

- La voce dello Spirito Santo: il vero interprete della storia

Poi Gesù spiega le modalità con cui lo Spirito Santo interpreta la vita e la storia umana. Innanzitutto manifestando la sua “gloria”, il che vuol dire che “prenderà del suo”. Più specificamente “del mio” vuol dire che lo Spirito Santo attinge da Gesù il messaggio, ogni cosa pronunziata da Lui. Manifestare la gloria significa manifestare l’amore che egli ha dimostrato nella sua morte. Tali parole di Gesù sono molto importanti perché evitano di ridurre il ruolo dello Spirito Santo a un’illuminazione, il suo è una comunicazione dell’amore di Gesù che li pone in sintonia con il suo messaggio ma anche con il senso più profondo della sua vita: l’amore dimostrato donando la propria vita sulla croce. In questo consiste il ruolo dello Spirito Santo, Spirito di verità. L’ascolto del messaggio e la sua penetrazione, l’essere in sintonia con l’amore sono due aspetti del ruolo dello Spirito Santo che permettono alla comunità dei credenti di interpretare la storia. Meglio ancora le parole di Gesù intendono comunicare che solo attraverso la comunicazione dell’amore da parte dello Spirito Santo è possibile conoscere chi è l’uomo, capire la meta della sua vita, e realizzare un mondo nuovo. Il modello è sempre l’amore di Gesù.

- Gesù, il Padre, lo Spirito Santo e la comunità dei credenti (v.15)

Quando Gesù dice che “tutto ciò che ha il Padre è mio” cosa intende dire? Innanzitutto che ciò che Gesù possiede è in comune con il Padre. Il primo dono del Padre a Gesù è stato la sua gloria (Gv 1,14), più specificamente, è l’amore leale, lo Spirito (Gv 1,32; 17,10). Questa comunicazione, non va compresa, come statica, ma dinamica, vuol dire continua e vicendevole. In questo senso il Padre e Gesù sono uno. Tale comunicazione vicendevole e costante compenetra l’attività di Gesù il quale può realizzare le opere del Padre, il suo disegno sul creato. Per essere capaci di capire, interpretare la storia i credenti sono chiamati ad essere in sintonia con Gesù accentando nella loro esistenza la realtà del suo amore e concretizzandolo a favore dell’uomo. Tale è il disegno del Padre: l’amore di Gesù per i suoi discepoli va investito nella realizzazione dell’uomo. Il disegno del Padre che si è realizzato nella vita di Gesù deve realizzarsi nella comunità dei credenti e guidare l’impegno dei credenti per promuovere la vita degli uomini. Chi è l’esecutore del disegno del Padre nella vita di Gesù? È lo Spirito Santo, che unendo Gesù al Padre, esegue e porta a compimento il progetto del Padre e rende la comunità dei credenti partecipe di questo attività dinamica di Gesù: “prenderà del mio”, la comunità, grazie all’azione dello Spirito di verità, lo ode nel suo messaggio, lo concretizza come amore per comunicarlo.

Lo Spirito Santo comunica ai discepoli di Gesù tutta le verità e ricchezza di Gesù; il luogo in cui abita è Gesù; “viene” nella comunità; accolto, rende la comunità partecipe dell’amore di Gesù.

b) Alcune domande:

- Un grave pericolo minaccia, oggi, le comunità cristiane. Siamo tentati di dividere Gesù, seguendo o un Gesù uomo che con la sua azione ha cambiato la storia, o un Gesù glorioso staccato dalla sua esistenza terrena e quindi anche dalla nostra?
- Siamo consapevoli che Gesù non è soltanto un esempio del passato, ma anche e soprattutto il salvatore presente? Che Gesù non è soltanto oggetto di contemplazione e gioia, ma il Messia da seguire e alla cui opera è necessario collaborare?
- Dio non è un’astrazione, ma il Padre che si rende visibile in Gesù. Ti impegni a “vederlo” e a riconoscerlo nell’umanità di Gesù?
- Sei attento alla voce dello Spirito di verità che ti comunica tutta la verità totale di Gesù?

3. ORATIO

a) Salmo 103: Manda il tuo Spirito Signore a rinnovare la terra

È un canto gioioso di ringraziamento che invita a meditare sulla caducità umana confrontata con la misericordia eterna di Dio. Alla liberazione dal peccato, dalla malattia e dalla morte, segue l’azione benevola e affettuosa di Dio: ci sazia di beni per tutta la vita.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la mia vita,
ti corona di grazia e di misericordia;
egli sazia di beni i tuoi giorni
e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.

Il Signore agisce con giustizia
E con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosé le sue vie,
ai figli d’Israele le sue opere.

Buono e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Egli non continua a contestare
E non conserva per sempre il suo sdegno.

Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe
Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono…

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli…
Voi tutte sue schiere…voi tutte opere sue…
Benedici il Signore anima mia.

b) Preghiera finale:

Spirito di verità
Tu ci rendi figli e figlie di Dio,
così che ci possiamo accostare con fiducia al Padre.
Padre, ci rivolgiamo a te
Con un cuor solo e un’anima sola
e ti chiediamo:
Padre, manda il tuo Santo Spirito!
Manda il tuo Spirito sulla Chiesa.
Ogni cristiano cresca, in sintonia con l’amore di Cristo,
nell’amore per Dio e per i fratelli.
O Padre rinnova la nostra fiducia
nel Regno che Gesù è venuto ad annunciare 
e incarnare sulla terra.
Non permette che ci lasciamo dominare dalla delusione
E vincere dalla stanchezza.
Le nostre comunità siano lievito
che fa crescere nella società
la giustizia e la pace.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.