Skip to Content

125 anni dall’arrivo dei carmelitani a New York

125NY.jpg

P. Michael Kissane, O.Carm.

La giornata nuvolosa, accompagnata anche da un po’ di pioggia non ha intristito lo spirito della gioiosa celebrazione del 125° anniversario dell’arrivo dei Carmelitani a New York. Tante erano le persone radunate presso il santuario nazionale di Nostra Signora del Monte Carmelo a Middletown, NY per vivere insieme la celebrazione della Messa e il pranzo di festa il 29 marzo 2014. Il Cardinale Timothy Dolan ha presieduto la celebrazione e ha tenuto l’omelia, mentre i principali concelebranti erano il Priore generale Fernando Millán Romeral, il consigliere generale per le Americhe, p. Raúl Maraví e il Priore provinciale della Provincia di Sant’Elia, p. Mario Esposito. Erano presenti anche il Priore provinciale della Provincia Irlandese, p. Martin Kilmurray, il Priore provinciale della Provincia del Purissimo Cuore di Maria, p. William Harry e gli ex provinciali della Provincia di Sant’Elia, p. Matthias DesLauriers, p. Michael Driscoll e p. Michael Kissane.  

Un po’ di storia.

Nel 1852 Andrew Daly, Provinciale di Irlanda, inviò una lettera a Roma al Padre Generale, nella quale gli manifestava il suo desiderio di aprire una missione tra gli emigrati Irlandesi che vivevano a New York o a Philadelphia. Ci vollero, però, alcuni anni perché questo sogno diventasse realtà. Sebbene nel 1870 la Provincia Irlandese fosse costituita da soli 41 membri, in qualche modo si riuscirono a trovare quattro frati disponibili a dare inizio alla fondazione a New York: il Rev. John Bartley, il Rev. Edward Southwell, il Rev. Michael Daly e il Rev. Paul McDonnell. Nel 1889 aprirono la parrocchia di Nostra Signora dello Scapolare e iniziarono il loro apostolato presso l’ospedale di Bellevue, ponendo così le fondamenta di ciò che noi abbiamo oggi, 125 anni più tardi, e cioè della Provincia di Sant’Elia. Non solo il sogno si è fatto realtà e dono, ma continua ancora a fiorire ed è proprio questa meraviglia che tutti insieme abbiamo voluto celebrare, riunendoci a Middletown.

E un po’ di cronaca della celebrazione.

La Messa è iniziata col canto dell’inno “Dio di ogni grazia”, col quale abbiamo voluto ringraziare Dio per tutte le benedizione che ci ha accordate lungo il corso di questi 125 anni. P. Mario Esposito ha dato il benvenuto al Cardinale Dolan presso il santuario nazionale di Nostra Signora del Monte Carmelo e ha presentato al cardinale stesso i principali concelebranti, giunti da varie parti del mondo, mossi dal desiderio di essere presenti a questo appuntamento. Da parte di tutta la Provincia, ha poi ringraziato P. Martin Kilmurray, Provinciale della Provincia Irlandese, per il sacrificio fatto dalla sua Provincia nel dar vita alla missione di New York. P. Mario ha voluto sottolineare che adesso la Provincia Irlandese ha dei nipoti; infatti la Provincia di Sant’Elia ha dato vita a fondazioni in Trinidad e in Vietnam.

Nell’omelia il Cardinale Dolan ha detto che per lui era una gioia partecipare alla celebrazione insieme  a così tanti carmelitani – suore carmelitane, laici carmelitani e frati. Ha ringraziato i Carmelitani della Provincia di Sant’Elia per la loro presenza nell’Arcidiocesi di New York e per il meraviglioso servizio che svolgono in favore della gente lì a New York. Ha ribadito che davvero quella era una giornata da vivere nella celebrazione e nel ringraziamento a Dio per tutte le benedizioni che la Provincia ha ricevuto durante questi 125 anni ed ha espresso la sua gioia nel vedere così tanti membri giovani della Provincia.

E ha detto: “Oggi rimango a bocca aperta, guardandomi intorno!”.

Poi il Cardinale ha raccontato la storia di un Ebreo che era andato a trovarlo recentemente, perché desiderava fare una donazione alla Cattedrale di St. Patrick. E ha detto: “Quando sento discorsi come questo, è come musica alle mie orecchie!”. Proseguendo il racconto, ha detto che l’Ebreo gli ha raccontato della devozione di sua moglie, cattolica, per la Vergine Maria. Il padre di lei, prima di partire per la I Guerra Mondiale, aveva ricevuto dalla moglie due piccoli pezzi di stoffa uniti insieme da una cordicella con la raccomandazione di indossarli sempre per tutto il tempo della guerra, perché la Vergine l’avrebbe protetto. L’Ebreo era rimasto impressionato dal fatto che sua moglie fosse rimasta sempre legata allo Scapolare per tutti quegli anni. La devozione di suo padre per la Madonna dello Scapolare gli aveva dato forza durante la guerra. E il Cardinale ha voluto sottolineare che è proprio grazie ai Carmelitani che la devozione a Maria sotto il titolo di Madonna del Carmine ha sempre continuato a crescere e questo titolo mariano è ancora oggi uno dei più popolari.

Dopo la Comunione, P. Mario Esposito ha fatto alcuni doni. Innanzi tutto ha detto di aver sentito dire che quando il Cardinale Dolan prende qualcosa da bere, di solito ama la birra e così gli ha regalato un bel boccale, proveniente da una fabbrica di birra carmelitana in Belgio. Allora il cardinale, nel suo modo simpatico e scherzoso, ha cominciato a chiedere se non ci fosse “nulla da metterci dentro”; a questa richiesta P. Mario ha risposto regalando al cardinale della birra fatta nella birreria carmelitana.

A questo punto p. Mario ha regalato al Provinciale della Provincia Irlandese, Martin Kilmurray, una bella icona, realizzata appositamente per la celebrazione del 125° anniversario, che rappresenta il profeta Elia che consegna il mantello a Eliseo. I Carmelitani leggono il gesto della consegna del mantello a Eliseo da parte di Elia come il passaggio del testimone della tradizione profetica: da Elia a Eliseo, così come da una generazione di Carmelitani a un’altra, per portare avanti lo spirito e il ministero del grande profeta nostro padre. L’icona fa riferimento al passato e lo onora in qualche modo, però, allo stesso tempo, punta lo sguardo verso il futuro. L’Ordine, lungo i secoli, si è diffuso in tutto il mondo. Alla base dell’icona, ai piedi delle due figure di Elia ed Eliseo, si vede un cartiglio che raffigura la “consegna” del mantello dalla Provincia Irlandese alla fondazione negli Stati Uniti e da questa alle altre fondazioni in Trinidad Tobago e in Vietnam.

Dopo la Messa si è svolto un gioioso rinfresco al Kuhl’s Highland House, un bel ristorante di Middletown, NY. P. Fernando Millan, Priore Generale, si è congratulato con i membri della Provincia di Sant’Elia per il loro servizio all’Ordine e alla Chiesa, fatto con impegno e competenza, lungo questi 125 anni. Ha parlato della nuova vita che è germogliata da questa provincia, dando origine alle realtà carmelitane in Vietnam e Trinidad. Ha incoraggiato tutti i Carmelitani presenti a proseguire nel loro impegno di offerta e condivisione del carisma e della spiritualità del Carmelo a tutto il popolo di Dio.

A conclusione di questo giorno di celebrazioni, tutti hanno portato con sé un rinnovato desiderio di servire la Chiesa e l’Ordine ancora per molti anni nelle fondazioni del Vietnam, di Trinidad e degli Stati Uniti.

Preghiamo il Signore che voglia continuare a benedire la Provincia di Sant’Elia, perché il bellissimo lavoro fatto dai fratelli che arrivarono qui nel 1889 col sogno di servire la Chiesa in America, possa continuare ancora per molti, molti anni a venire.

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


ocarmpage | by Dr. Radut