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Carmelitani per la giustizia e la pace

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di Cristiana Cassina

La fedeltà al progetto di Gesù implica un forte impegno in favore della vita, della giustizia, della pace e della salva-guardia del creato. Non è strano che nel cammino della fede, ci siano dei rischi, delle persecuzioni, per il solo fatto di andare contro la corrente del mondo. Dar testimonianza è una esigenza per i cristiani di oggi, però lo è ancor di più per gli uomini e le donne che dalla ricchezza spirituale del Carmelo, consacrano la loro vita, vivendo in ossequio di Gesù Cristo. Davanti al grido dei poveri, del dolore di coloro che soffrono, del silenzio della morte e delle torture, non possiamo rimanere indifferenti. Se ciò succede andremo contro il nostro essere profetico, lasciando da parte l'imput dello Spirito Santo, che ci insegna attraverso la Parola di Dio, e ancor più saremmo complici del flagello di questa società ingiusta.

“Ricordati dei poveri” sano le parole sussurrate dal cardinal Hume all'orecchio del cardinal Bergoglio nella Cappella Sistina al momento della sua elezione a Papa. Sono parole rivolte a tutti i cristiani, specialmente a coloro che hanno o assumono un posto di responsabilità nella società e nella chiesa. Lo hanno ricordato con assiduità il vescovo carmelitano S. Andrea Corsini, il beato Angelo Paoli, cosi da essere chiamato “padre dei poveri”.

Rivolgendosi ai sacerdoti, nella prima Messa Crismale celebrata come Vescovo di Roma nella Basilica Vaticana, Papa Francesco ha detto: Questo vi chiedo: siate pastori con “l'odore delle pecore!”

Durante la messa a Santa Marta, celebrata con il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace, papa Francesco ha spiegato che “non si deve essere cristiani tiepidi, da salotto, educati, buoni ma senza fervore apostolico. Chiediamo alío Spirito Santo che ci dia la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella chiesa; la grazia di andare avanti verso le periferie esistenziali. Una grazia con un forte zelo apostolico: da cristiani apostolicil E se diamo fastidio, benedetto sia il Signore. Avanti, come dice il Signore a Paolo:‘Coraggio’” (16 maggio 2013).

È allora necessario metterci in cammino verso il vero incontro con Dio, che non esclude il contatto, la vicinanza e il condividere con i fratelli e sorelle.

II nome nuovo della povertà oggi “sobrietà”. Essa non riduce la solidarietà ad elemosina, ma a desiderio e volontà di cambiare il proprio stile di vita e il proprio modo di pensare (la vera conversione) per offrire a tutti la pienezza della vita e della dignità umana e religiosa. È l'attitudine a “custodire” con amore se stessi, gli altri, il creato, secando la feconda tradizione mendicante cui l'Ordine Carmelitano appartiene.

Mettersi in cammino alla maniera di Elia, entrare nelle vie della giustizia, della solidarietà e della mistica, ardendo di zelo per il Signore, sempre disposti a combattere le cause della povertà, della iniquità e della salvaguardia del creato. Questa è la nostra chiamata, questo è il nostro lavoro,questo è il nostro impegno. Chi lotta con e in Dio non avrà mai timore di affrontare le sfide né di sentirsi escluso dalla cultura dominante e dal consesso dei cosiddetti “benpensanti” secondo gli uomini ma non secondo Dio.

E concludo con le parole di Carlos Mesters “Chi vuole bere dalla fonte, deve risalire il fiume e remare contro corrente”, come dice nel suo libro “Intorno alla Fonte”.

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


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