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Il Carmelo in Burkina Faso

<p><em>P. Francisco Daza Valverde, O.Carm.</em></p>

La fondazione carmelitana in Burkina Faso, portata avanti dalla Provincia Betica, ha la data del 16 gennaio 2000. A Bobo-Dioulasso, capitale economica del paese, monsignor Anselmo Sanon, alla presenza dell’allora Priore Provinciale, P. Rafael Leiva Sánchez, accoglieva il primo gruppo di carmelitani e dava ufficialmente inizio alla missione.

Quella prima comunità era formata da quattro religiosi di diversa nazionalità: P. Ubaldo Pani (Italia), P. Francisco Daza Valverde (Spagna), P. Eugenio Kaboré (Burkina Faso) e P. Desiré Kouakou Tanoh (Costa d’Avorio). Noi quattro avevamo avuto l’occasione di conoscerci nel corso di alcuni incontri previ nei quali erano stati chiariti gli obiettivi della missione. Il 18 dicembre 1999 fummo “inviati” alla missione con una cerimonia semplice ed emozionante che si svolse nella comunità carmelitana di Siviglia. Dalle mani del Provinciale ricevemmo la croce dei missionari.

L’iniziativa di fondare in questo paese dell’ovest africano risale al 1989, quando su suggerimento di P. Redemptus Valabek, e dopo aver consultato la Curia Generale, la Provincia Betica iniziò ad accogliere le prime vocazioni carmelitani dal Burkina. Questi primi candidati, inviati tramite le Lavoratrici Missionarie dell’Immacolata (Famiglia Donum Dei), ricevettero la loro formazione iniziale e completarono gli studi teologici in Spagna prima di fondare in Burkina Faso.

La comunità carmelitana giunse nella “terra degli uomini integri” (questo è il significato di Burkina Faso) l’11 gennaio 2000. P. Eugenio Kaboré (prima vocazione burkinabé) già era in loco da qualche tempo per ultimare i preparativi. Ci sistemammo in una casa messa generosamente a disposizione dalle Lavoratrici Missionarie. Fin dagli inizi siamo stati molto ben accolti dagli abitanti del quartiere e dalla Chiesa di Bobo. Dal canto nostro abbiamo sempre cercato di avere un atteggiamento di disponibilità verso le necessità pastorali della Chiesa che ci accoglieva e di offrire la nostra presenza come carmelitani.
Rapidamente la comunità, divenendo sensibile alla mentalità di “Chiesa-Famiglia burkinabe”, si è ritagliata un ruolo nella pastorale diocesana collaborando in diverse parrocchie, nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Teologia, nelle comunità di formazione, nella cappellania del carcere di Bobo, nei Collegi e nell’animazione spirituale di diversi gruppi e movimenti religiosi. L’attenzione alla Famiglia Donum Dei e la collaborazione diretta con le Lavoratrici Missionarie dell’Immacolata sono stati impegni prioritari fin dagli inizi.

Ben presto giunsero anche le prime vocazioni. La comunità stilò un progetto di formazione che prendeva le mosse, in condizioni normali, a diciotto anni, subito dopo che il candidato avesse superato l’esame di ammissione all’università; dopo un anno di vita in comunità iniziava il postulandato, durante il quale si compivano gli studi triennali di filosofia, e, al termine di quattro anni, si entrava in noviziato. Si sono avute delle eccezioni che la comunità ha saputo discernere a seconda della situazione. Dal momento che la casa non disponeva di sufficiente spazio e considerato che c’era una sola comunità nel paese, ci siamo visti obbligati a inviare i candidati al Seminario Maggiore Interdiocesano di Ouagadougou, capitale del paese, unico centro in cui si potevano compiere gli studi del ciclo di filosofia. Tutto è stato portato avanti con l’approvazione dell’Ordinario del luogo e dei nostri superiori; il responsabile della formazione visitava i postulanti con regolarità. L’esperienza, sebbene dura per tutti, risultò positiva. Alcuni di questi giovani provenivano dalle fraternità Donum Dei mentre altri maturarono la loro scelta nei gruppi vocazionali che accompagnavamo.

L’idea della comunità era quella di costruire una casa che ci avrebbe permesso di vivere la vita carmelitana, essendo una comunità orante in mezzo al popolo. Questa idea si concretizzò in un edificio abbastanza grande e comodo in cui ci sarebbero stati spazi funzionali per diverse attività, principalmente una zona destinata a essere casa di accoglienza e di ritiro spirituale per persone e gruppi che lo desiderassero: Maison Horeb.
“Le Carmel” di Bobo è stato inaugurato nel mese di dicembre 2007: abbiamo, così, visto realizzata la realtà di un progetto che ci sembrava impossibile. La buona volontà di molte persone lo ha reso realtà.

Alcuni anni dopo, nel 2010, abbiamo potuto costruire una Scuola Materna per i bambini del quartiere e della città: la scuola “Notre Dame du Mont Carmel”.

Nel frattempo il numero di religiosi aumentava e si è reso necessario aprire un’altra comunità a Ouagadougou perché fosse comunità di formazione per il postulandato. Tale comunità è stata fondata nel 2006 ed eretta canonicamente nel 2008. Non avevamo un edificio apposito e si dovettero affittare, pertanto, tre case contigue. La comunità iniziò anche a collaborare attivamente alla pastorale diocesana e ad occuparsi dei più bisognosi. Attualmente c’è un terreno per iniziare la costruzione di un edificio, quando sarà possibile.
A oggi la missione carmelitana in Burkina Faso è composta da nove religiosi sacerdoti (uno spagnolo e otto nativi), un religioso diacono, sette professi semplici, un novizio e sette postulanti, tutti burkinabé. Seguendo la caratterizzazione degli inizi, la comunità continua a essere disponibile per collaborare con le necessità della Chiesa locale e del Carmelo africano. Tra i religiosi oriundi, due si trovano in comunità carmelitane della Provincia Betica, in Spagna, e un altro in Camerun.

Veramente questa fondazione in Burkina Faso è stata una grazia divina per la Chiesa, per l’Ordine e per la Provincia Betica!

Da queste colonne chiediamo alla Nostra Madre del Carmine che continui a proteggere questo bel tralcio della vite del suo Carmelo perché continui a crescere in Africa al servizio del Regno di Dio.

Citoc Magazine No2 2012

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.