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P. Emanuele Boaga, O.CARM. (1934-2013)

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Tra le molteplici attività di p. Emanuele Boaga spicca senz’altro lo studio della mariologia e lo sforzo di comunicare, di narrare le diverse dimensioni assunte nel corso del tempo dalla devozione, dalla pietà e dalla religiosità popolare verso la Madre di Dio, in particolare nel suo Ordine Carmelitano.

P. Emanuele è morto a Roma lo scorso 17 luglio; una vita abbastanza lunga, segnata da un ininterrotto impegno intellettuale e culturale al servizio della Chiesa e dell’Ordine.[1] Gli ultimi anni hanno costretto p. Emanuele a una dura battaglia contro il cancro che lo aveva colpito; sono stati anni di sofferenza, di speranza, di crescita e maturazione spirituale e comunque d’impegno continuo per portare avanti i lavori di ricerca e consulenza, mai abbandonati fino all’ultimo.

Figlio di Giovanni e di Irma Fontebasso, p. Emanuele nacque a Padova il 30 marzo 1934 e vi ricevette il battesimo nella chiesa di Santa Sofia il 21 aprile seguente. Dopo un’infanzia trascorsa in varie parti d’Italia, dove gli incarichi universitari conducevano il padre Giovanni, il giovane Emanuele approdò a Roma, dove ricevette la Confermazione nella basilica di San Pietro in Vaticano, il 12 gennaio 1948 e dove entrò in contatto con i frati della basilica parrocchiale di San Martino ai Monti. Aveva frequentato le scuole elementari tra Padova e Firenze, le scuole Medie a Roma. Terminò il Ginnasio a Jesi, quando decise di entrare in convento. Il 7 ottobre 1948 entrava come postulante a Jesi. Iniziò il noviziato il 30 settembre 1950, Anno Santo e, al termine del noviziato, emise la professione semplice il 13 ottobre 1951 e quella solenne il 27 aprile 1955. Gli anni degli studi filosofici e teologici non lo allontanarono né dagli interessi scientifici e matematici che gli venivano dalla famiglia né dall’incipiente interesse per i documenti d’archivio e la storia. Durante gli anni di studio ricevette la tonsura (17 febbraio 1957), l’ostiariato e il lettorato (16 marzo 1957), l’esorcistato e l’accolitato (6 aprile 1957). Fu ordinato suddiacono il 22 marzo 1958, diacono il 4 maggio 1958 e presbitero il 6 luglio 1958 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Mons. Telesforo Giovanni Cioli, O.CARM. Nell’estate del 1959 fu inviato ad Albano Laziale come vicemaestro dei novizi, ma già nell’ottobre 1959 fu nominato viceparroco di S. Maria in Traspontina, dove restò fino all’ottobre 1960, quando fu trasferito a Bologna sempre come viceparroco e vi rimase per un anno. Dal 1961 al 1964 insegnò matematica, osservazioni scientifiche e geografia nel Marianato di Jesi (An). Furono quelli anche gli anni di indagini sociologiche e pastorali, spinto a ciò dalla frequenza del corso di pastorale presso la Pontificia Università Lateranense. Dal 1964 al 1967 fu nuovamente inviato alla Traspontina; i superiori, infatti, gli avevano chiesto di specializzarsi in storia, in vista di un suo possibile impegno nel liceo filosofico “San Piertommaso” di Roma, dove si formavano i giovani frati carmelitani della Provincia Romana, assieme ad altri di altre province e di altri ordini e congregazioni. Dal 1964 al 1969 p. Emanuele potè frequentare così i corsi della Facoltà di Storia ecclesiastica della Pontificia Università Gregoriana, con i professori gesuiti Kempf, Monachino, Blet ed altri maestri. Conseguì la Licenza nel 1966 e tre anni dopo la Laurea con la tesi di dottorato sulla soppressione dei piccoli conventi italiani voluta da Innocenzo X nel 1650,[2] tesi che resta ancor oggi un caposaldo della ricerca riguardo a quel capitolo della storia della vita religiosa. Durante il periodo di studi fu anche eletto Definitore provinciale e si occupò dell’archivio della Provincia Romana, che già conosceva per averlo frequentato e consultato in precedenza.

Il 1971 segnò una svolta nella vita di p. Boaga. Il Capitolo Generale rinnovò il governo dell’Ordine e p. Emanuele accettò l’ufficio di Segretario Generale, rinunciando al contempo a una promettente e brillante carriera universitaria; mantenne l’incarico per due mandati fino al 1983. Erano gli anni del postconcilio, di un rinnovamento generale di strutture, metodi e prassi. P. Emanuele si diede completamente non solo al servizio dell’Ordine, gestendone con efficiente intelligenza la segreteria e le comu

nicazioni, ma partecipò anche in modo assai attivo a diversi organismi di collegamento e confronto istituiti tra i segretari generali degli ordini e congregazioni religiose, come pure a quello dei delegati per i terzi ordini e i laici associati.

L’amore per i membri della famiglia carmelitana - monache, suore e laici — lo portò a nuovi impegni: fu nominato Delegato Generale del Terz’Ordine Carmelitano (1976-1983) e Delegato Nazionale delle monache di clausura dal 1973 al 1982.

Allo scadere dell’ufficio di Segretario Generale, nel 1983, p. Boaga fu nominato Direttore dell’Archivio Generale dell’Ordine e per trent’anni ne curò la sezione storica. In tal modo, potè dedicarsi con maggiore disponibilità alla ricerca e allo studio, per la verità mai abbandonati durante gli anni di servizio nella curia generalizia ed anche alla partecipazione attiva alle associazioni scientifiche degli Archivisti Ecclesiastici e dei Professori di Storia della Chiesa, delle quali fu segretario rispettivamente della prima dal 1984 ad oggi e della seconda dal 1991 al 1997.

Da quello stesso periodo, dunque, p. Emanuele fu anche più libero di dedicarsi alla docenza: dall’anno accademico 1984-1985 fino al 2012 ha insegnò Storia della Chiesa moderna agli studenti del primo ciclo della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”. Fu poi docente presso l’“Auxilium” e la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia di Viterbo, dove tenne per diversi anni il corso di Storia delle istituzioni ecclesiastiche. Fu chiamato a collaborare con la Commissione Bilaterale della Conferenza Episcopale Italiana e del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali per l’attuazione dell’art. 12 dell’Accordo di revisione del Concordato tra la Santa Sede e l’Italia, nel 1997 della Consulta Nazionale CEI per i beni culturali e nello stesso anno dell’Osservatorio Centrale bilaterale CEI - Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

P. Emanuele amava trascorrere i mesi estivi in Brasile, dove si dedicava a corsi di storia e spiritualità con religiose, religiosi e laici. Per alcuni anni ha anche curato corsi di Storia della Chiesa nel seminario di Recife. Sempre attento alla formazione permanente, non si contano i corsi e le conferenze tenute anche in Italia a frati, monache, suore e laici, diversi dei quali, come si vedrà di argomento mariologico.

Dal 1982 fu anche nominato consultore della Congregazione delle Cause dei Santi, incarico che gli è stato rinnovato fino alla morte: per le

sue mani sono passate più di 100 Positiones di Servi e Serve di Dio, Venerabili e Beati da valutare quanto alla completezza, correttezza e sufficienza della ricerca storica, come in altri casi quanto alla consistenza teologica della fama di santità sulla base dell’esercizio delle virtù da parte dei candidati. A lato di questo impegno, per alcuni anni p. Boaga fu anche docente nello Studium della medesima Congregazione. Tra l’altro, p. Emanuele fu membro della commissione storica per la causa di beatificazione del Beato Giovanni Paolo II.

Anche da altri dicasteri della S. Sede gli furono richiesti pareri e collaborazioni, non sempre resi noti dallo stesso Padre, assai restìo a parlare di sé e a comunicare gli incarichi ricevuti o, ancor più, i riconoscimenti ottenuti. Allo stesso modo, non poche sono le suore di varie congregazioni che lo ricordano con apprezzamento per la sapiente consulenza offerta in materia di sistemazione archivistica, come pure per l’accompagnamento spirituale.

Assai ampio è poi il capitolo riguardante l’attività di ricerca e di studio. P. Emanuele, infatti, fu studioso di rara capacità mnemonica, di fine lettura critica dei documenti e di acuta e chiara presentazione dei risultati. Non dimenticò mai l’interlocutore: chi lo ascoltava o chi leggeva i suoi scritti doveva ricevere il messaggio in modo chiaro e accessibile, per poterlo accogliere con disponibilità e libertà critica. P. Boaga non fu mai geloso delle proprie idee e delle proprie intuizioni o scoperte; anzi, più volte incoraggiava altri studiosi, anche assai meno competenti di lui, a utilizzare e divulgare le sue opinioni e i risultati delle sue ricerche: riteneva infatti importante, direi essenziale, la diffusione di convinzioni corrette e fondate sulle fonti, mentre diffidava aspramente delle posizioni ideologiche, motivate da altri fini che non fossero l’amore per la verità. L’impeto e talvolta le esplosioni, dovuti al carattere esuberante - chi non ne ricorda la voce potente? - con cui trattava certi argomenti erano spesso generati dalla reazione a posizioni non chiare, sfuggenti, non sempre oneste di persone che, ammantandosi di supponenza o (apparente) noncuranza, proponevano idee infondate, o millantavano crediti insufficienti se non inesistenti. P. Emanuele poteva non essere tenero, ma non era mai ingiusto; eventuali errori di valutazione furono dovuti a fraintendimenti e limiti umani, dei quali fu peraltro sempre conscio.

I  suoi campi d’interesse furono molteplici e assai diversi: dalle materie matematiche e scientifiche, alle quali era stato introdotto sin dall’infanzia,

IIalla storia e, all'interno di questa, all’archivistica, alla prosopografia, alla storia e spiritualità della vita religiosa non solo carmelitana. Nella sua bibliografia, che sfiora il migliaio di titoli, non mancano articoli o pubblicazioni di carattere liturgico, devozionale e attinenti alla vita spirituale.[3]

Un posto notevole, se non come numero almeno come importanza hanno gli scritti di soggetto mariano e mariologico, dei quali verrà offerto un elenco completo in altra sede. Ripercorriamo la bibliografia di p. Boaga cercando di cogliere soprattutto le principali linee di interesse e di approfondimento da lui seguite durante la sua vita di studioso e carmelitano innamorato di Maria.

Ci troviamo di fronte a una molteplicità di generi letterari e di livelli di proposta differenti: si va, infatti, da suggerimenti per tridui o novene4 agli articoli divulgativi sulla devozione mariana, in particolare carmelitana, fino a testi per la meditazione5 e per la vita spirituale mariana.[4] E ancora ci sono studi storici sull’iconografia[5] o su aspetti specifici della devozione e della pietà popolare ed esposizioni di questioni teologiche.

 

Di particolare interesse sono alcuni articoli, usciti soprattutto negli ultimi anni, sulla storia della mariologia e in particolare, il secondo volume della monumentale Storia della Mariologia,[6] promossa dalla Pontificia Facoltà Teologica «Marianum», diretto da p. Boaga in collaborazione con il maria- nista p. Luigi Gambero (1930-2013), il quale ha preceduto di un mese e mezzo p. Emanuele nella strada per il paradiso, essendo deceduto il 2 giugno 2013. Vale poi la pena di menzionare diversi contributi di carattere storico pubblicati in opere collettive e sulla rivista Theotokos. Alcuni riguardano la storia della spiritualità mariana in ambito monastico tra IX e XIII secolo[7] e nell’ambiente culturale tra Medioevo e Rinascimento.[8] Un altro, invece, la devozione particolare dei carmelitani a Maria nel secolo XIII;[9] in quest’ultimo p. Boaga riprendeva alcune questioni già trattate in un precedente articolo pubblicato su Marianum[10] oppure in alcune relazioni presentate durante congressi scientifici.[11]

Due testi restano fondamentali nella produzione di p. Boaga. Nel 2000 usciva un’antologia di testi mariani carmelitani che, nonostante i numerosi refusi tipografici, resta ancora un ottimo strumento di studio, di divulgazione e di meditazione.[12] L’anno seguente p. Boaga pubblicò in italiano

 

La Signora del Luogo,[13] traduzione di un originale portoghese[14] e impaginato nello stesso formato del precedente testo sulla storia e la vita del Carmelo.[15] Si tratta di una vera summa della marianità carmelitana, breve ma completa e soprattutto assai utile dal punto di vista didattico. Come spesso accade per le pubblicazioni di p. Emanuele, pur non trattandosi di un testo scientifico, anche La Signora del Luogo offre una base assai solida per chi voglia accostarsi alla storia e ai contenuti della spiritualità mariana vissuta e proposta dai carmelitani. L’antologia e il libro sono il frutto maturo di decenni di approfondimenti su questioni particolari, sia storiche che di carattere teologico-spirituale, alle quali p. Boaga aveva dedicato numerosi articoli e pubblicazioni di carattere scientifico o divulgativo. Basta pensare al primissimo articoletto di carattere mariano, sullo scapolare del Carmine, tematica ritornata di frequente tra le prime pubblicazioni,[16] per poi essere ripresa con maggiore maturità e approfondimento critico in articoli più recenti.[17] Nel La Signora del Luogo confluiscono anche le tematiche della mediazione e della maternità spirituale, dell’iconografia, della devozione popolare e dell’associazionismo mariano carmelitano, oltre alla presentazione delle questioni ampiamente dibattute e note sullo scapolare e le due tradizioni leggendarie della visione di s. Simone Stock e della cosiddetta “Bolla sabatina”.

La Signora del Luogo, con il suo impianto volutamente pedagogico, richiama anche l’attenzione di p. Emanuele per la formazione iniziale e permanente all’interno dell’Ordine come al di fuori di esso. Basti qui ricordare due lavori: un testo sintetico per la formazione permanente di giovani religiosi[18] e un programma di approfondimento mariano per la formazione iniziale.[19] Il primo dei due lavori è rimasto purtroppo inedito e l’altro forse non ha ricevuto l’accoglienza che avrebbe meritato, ma ambedue sono il frutto di numerose occasioni dedicate da p. Boaga alla comunicazione delle proprie conoscenze a confratelli e consorelle religiosi e laici.

Vale la pena ricordare anche due raccolte bibliografiche di carattere mariologico carmelitano, che rimangono utili punti di riferimento per approfondimenti e studi specialistici in materia.[20] A tali pubblicazioni può essere accostato anche il necrologio con annessa bibliografia mariana del carmelitano Enrique Esteve, insigne studioso di Maria.[21]

Inoltre, non pochi sono gli articoli o gli studi sulla devozione mariana in località diverse; sarebbe lungo darne conto in dettaglio, ma spesso si tratta di studi originali comunque ricchi di informazioni di carattere storico e teologico-spirituale. Ricordiamo solo l’ultimo libretto, uscito negli ultimi anni, e dedicato con molto affetto alle icone mariane presenti nel rione romano di Borgo.[22] Molte di queste pubblicazioni a carattere locale avevano un valore affettivo non sempre rivelato da p. Emanuele, che però traspariva da fatterelli o episodi curiosi disseminati con arguzia tra le pagine di solito informate e criticamente serie.

 

In queste poche pagine abbiamo voluto presentare in modo necessariamente rapido e sommario il profilo umano e soprattutto di studioso di mariologia storica di p. Emanuele Boaga. Tuttavia resta viva nel ricordo di chi l’ha conosciuto la sua devozione sincera, di autentico e appassionato frate carmelitano, verso la Vergine. Non una devozione affettata e sentimentale, quanto piuttosto un amore filiale e fraterno verso la Madre del Signore e Madre-Sorella nostra; devozione espressa nelle forme tradizionali - il rosario non mancava mai nella sua tasca o sul suo tavolo - e principalmente liturgiche. P. Emanuele non ha mai smesso di offrire con generosità conferenze e presentazioni, sempre acute e stimolanti, tese a mantenere viva la tradizione mariana dell’Ordine. Una delle ultime apprezzate conferenze offerta al Centro Sant’Alberto nella primavera del 2012 fu appunto una presentazione dell’iconografia mariana carmelitana con l’ausilio di diapositive in “Power Point”.

Ai giovani carmelitani il lascito di proseguire negli studi mariologici, a partire dalla ricca produzione di p. Emanuele Boaga, al quale va la nostra riconoscenza unita al ringraziamento al Signore per avercelo donato come fratello, amico e maestro.

Giovanni Grosso, O.Carm

 

Ex parte Ordinis imprimi potest: Fr. GOTTFRIED M. WOLFF, Prior Gen. OSM

LUIGI UMBERTO DE CANDIDO, responsabile

Autorizzazione del Tribunale di Roma Iscritto nel Registro della Stampa al n. 18009 del 13-2-1980

Finito di stampare l’il ottobre 2013 presso: ISTITUTO ARTI GRAFICHE MENGARELLI - ROMA

 

3 La bibliografia aggiornata al 2008 in Memoriam fecit mirabilium Dei, 67-121, a cui bisogna aggiungere una ventina di altre pubblicazioni uscite in seguito. Alcuni testi sono ancora in stampa e non mancano numerosi inediti anche importanti.

4 Triduo del Carmine (primo schema, secondo schema, panegirico), Roma 1967 (Antologia dello Scapolare, sezione n. 4, Tracce di predicazione, n. 2). Novena alla Madonna del Carmine, Roma 1987, tradotto in portoghese e più volte pubblicato.

 


[1] Un ampio profilo biografico fu pubblicato in Memoriam fecìt mirabilium Dei. Scritti in onore di Emanuele Boaga, O.Carm, a cura di G. GROSSO, O.Carm e W. SANTIN, O.Carm, Edizioni Carmelitane, Roma 2009, (Textus et Studia Historica Carmelitana, 31), p. 27-36: Un Carmelitano a servizio della memoria.

[2] E. Boaga, La soppressione innocenziana dei piccoli conventi in Italia, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1971; nello stesso anno era già uscito un estratto di 56 pagine come Excerpta ex dissertatone ad lauream in Facultate Historiae Ecclesiasticae Pontificiae JJniversitatis Gregorianae.

[3] Maria terra di Dio. Meditazioni mariane, Roma 1978, p. 28; tradotto anche in spagnolo (Caudete 1979, p. 34; ne furono curate anche edizioni in Venezuela e Puerto Rico) e in portoghese (Belo Horizonte 1987, p. 20 e poi Roma 2000).

[4] Cf. per esempio: Vita mariana nel Carmelo, Roma 1967 (Antologia dello Scapolare, sezione n. 2, Studi, n. 1). Maria Madre dei Carmelitani. Li aiuta a sviluppare i carismi della loro consacrazione, in Intorno a Maria nel Santuario di Trapani, n. 10, sett.-ott. 1994, 7 ; Maria nostra sorella. Ci distingue una devozione affettuosa e familiare, in ihid. n. 11, nov.-dic. 1994,12. Ancora: No itineràrio de Maria, Belo Horizonte, 1994; Maria en nos- sa caminhada carmelitana, Belo Horizonte 2000 (in collaborazione con Augusta de Castro Cotta, CDP). Con Maria, ao redor da mesa do Senhor. A Eucaristìa n avida Carmelitana, Belo Horizonte 2003 (in collaborazione con Augusta de Castro Cotta, CDP). Lesperienza mariana, in Rallegratevi4/11-12 (2004), inserto.

[5] Santa Maria dei Carmelitani. Note di iconografia, in Confraternite Chiesa e Società. Aspetti e problemi dell’associazionismo laicale europeo in età moderna e contemporanea, a cura di L. BERTOLDI LENOCI, Fasano 1994, p. 655-716. Santa Maria "La Bruna”, icona del Carmelo, in La Madonna del Carmine 50/7-8 (1996) 22-24, poi riedito con il titolo: Un’immagine illustre e preziosa: lettura dell’icona della Vergine Bruna, in Maria Anastasia di Gerusalemme - M. De Simone, La veste più bella: lo Scapolare dono di Maria al Carmelo e alla Chiesa, Roma 2001, p. 69-72.

[6] E. BOAGA - L. GAMBERO (a cura di), Storia della Mariologia. 2. Dal modello letterario europeo al modello manualistico, Città Nuova - Marianum, Roma 2012.

[7]  La Vergine Maria nel movimento monastico occidentale dei secoli IX e X, va Theotokos 16 (2008) n. 2, 87-96; “Exempla" e “miracula” mariani nel movimento monastico del secolo XII, in Theotokos 18/2 (2010) 499-510.

[8]  Maria nell’itinerario della vita spirituale tra Medioevo e Rinascimento (sec. XI- XV), in La Madre del Signore dal Medioevo al Rinascimento. Itinerari mariani dei due millenni, III, a cura di E. TONIOLO, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 1998, p. 176-202.

[9]   La devozione alla Madonna nell’Ordine dei Carmelitani nel secolo XIII, in Theotokos 19/2 (2011) 379-398;

[10] Origini mariane dei Carmelitani, in Marianum 53 (1991) 183-198.

[11]  Per esempio: La presenza di Maria nella storia e nella vita dell’Ordine dei Carmelo, in Maria icona della tenerezza del Padre. La spiritualità mariana nell’esperienza del Carmelo, a cura della Comunità Carmelitana di Pozzo di Gotto, Atti del II Congresso Carmelitano, Sassone (Roma), 29 agosto - 2 settembre 1989, Augustinus, Palermo 1992, p. 48-61, oppure La devoción a Maria en las origenes de la Orden, in Congreso Mariano internacional, Roma, aprile 1989, Libreria Carmelitana, Madrid s.a. [1990], p. 37-50, o Maria na história e na espiritualidade do Carmelo, in Carmelo Lusitano 12 (1994) 73-129.

[12]  Con Maria sulle vie di Dio. Antologia della marianità carmelitana, Edizioni Carmelitane, Roma 2000, p. 420.

[13]  La Signora del Luogo. Maria nella storia e nella vita del Carmelo, Edizioni Carmelitane, Roma 2001, p. 228; nello stesso anno uscivano anche le traduzioni spagnola, inglese e ceca.

[14] A Senhora do Lugar. Maria na história e na vida do Carmelo, Curitiba 1994.

[15] Come pietre vive... per leggere la storia e la vita del Carmelo, Institutum Carme- litanum, Roma 1993, p. 288.

[16] II primo articolo di carattere mariano fu La consacrazione a Maria attraverso lo Scapolare, in La Madonna del Carmine 13 (1959) 162-165; Lo Scapolare del Carmine vera e perfetta devozione a Maria, in La Madonna del Carmine 18 (1964) 44-46; Lo Scapolare del Carmine devozione dell'umiltà e della speranza, in La Madonna del Carmine 19 (1965) 38-40; Lo Scapolare del Carmine nella poesia popolare calabrese, in La Madonna del Carmine 21/4 (1967) 10-13, riedito in Presenza del Carmelo 29 (1983) 74-77.

[17] La devozione dello Scapolare del Carmine: contenuto e prospettive, in Rivista di vita spirituale 55 (2001) 306-327. Lo scapolare del Carmine: storia e spiritualità, in Con Maria rivestiti del Cristo, dal segno umile dello scapolare al progetto di vita. Atti della giornata di studio (21 marzo 2002) a un anno dalla Lettera del Papa per l’Anno Mariano Carmelitano, Roma 2003, p. 47-57; si tratta di un estratto con paginazione propria dalla rivista Marianum 65 (2003), 349-359.

[18] Considerazioni teologiche sulla Madonna, Roma 1978, p. 30, in offset; Marianità carmelitana. Appunti di lezioni, Roma 1988, p. 92 con illustrazioni, in offset\ Maria nell’esperienza del Carmelo. Schemi-guida su tematiche della marianità carmelitana, per la V Settimana Carmelitana per giovani religiose e religiosi, Nocera Umbra (PG), 2-7 settembre 1996, p. 50, ciclostilato.

[19] Espiritualidad mariana: programa de estudios sohre la Virgen Maria en la Orden del Carmen, in collaborazione con A. DE CASTRO COTTA, Edizioni Carmelitane, Roma 2001, p. 90 con illustrazioni.

[20]  Bibliografia della Marianità carmelitana, in collaborazione con E. CARUANA, Roma 1986, p. 18, ciclostilato. Maria e il Carmelo. Rassegna degli studi dal Vaticano II all’Anno Mariano Carmelitano (2001) e sintesi dei temi mariano-carmelitani emergenti nell’esperienza storica dell’Ordine, in In Communion with Mary our Heritage and Prospects for thè Future, Edizioni Carmelitane, Roma 2001, p. 109-126.

[21] P. Enrique M. Esteve, O.Carm (1905-1990), in Marianum 142 (1991) 723-728.

[22] Le Madonnelle di Borgo, Parrocchia di Santa Maria in Traspontina, Roma 2011, p. 48.

Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.


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