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Giovedì, 14 Luglio 2022 09:46

Celebrando In Casa - XVI Domenica del Tempo Ordinario

La vera ospitalità
(Luca 10:38-42)

Preparare il cibo per un'occasione speciale o per un ospite importante può essere un compito scoraggiante. 

Al giorno d'oggi, può anche essere pieno di trappole di ogni tipo, dato che le preferenze alimentari continuano a cambiare e compaiono varie allergie. 

Nella storia che Luca racconta in questo Vangelo, è evidente che Marta si è data molto da fare per accogliere e provvedere a Gesù, l'ospite. 

Preoccupata di servire e infastidita da Maria che siede passivamente ai piedi di Gesù, l'ansia di Marta ha la meglio e chiede a Gesù di intervenire.

In un certo senso, Marta è come un padrone di casa ben intenzionato che prepara una cena completa di carne arrosto solo per scoprire che l'ospite è vegetariano! Forse la vera ospitalità veniva prima della preparazione del pasto. Forse la vera ospitalità riguarda anche ciò che l'ospite ha da offrire, non solo a ciò che chi accoglie vuole offrire. 

Spesso nei Vangeli i ruoli iniziali di una storia si invertono. In questo Vangelo sembra che Gesù, l'ospite, abbia qualcosa da offrire che Marta trascura, ma che Maria riconosce. Gesù diventa ospitante. Ed è lui che finisce per alimentare i suoi ‘ospiti’, non Marta. 

E Maria? Apparentemente persa nell'ascolto di Gesù e ignara del bisogno di aiuto di Marta? Ci sembra del tutto sbagliato che Gesù la lodi per aver scelto ‘la parte migliore’. Gesù rifiuta di rimandare Maria in cucina. La sua risposta può essere letta anche come un invito a Marta a lasciare i suoi sfarzosi preparativi e a unirsi a loro. 

La vera ospitalità per il discepolo consiste nel conoscere e passare del tempo con l'ospite. 

La posizione di questo racconto nel Vangelo di Luca, tra la parabola del Buon Samaritano (il discepolo ideale) e l'insegnamento di Gesù sulla preghiera, potrebbe suggerire che sono necessarie entrambe le cose: un'attenzione profonda alla Parola di Dio e un'azione decisa: ascoltare e mettere in pratica la Parola. 

Potrebbe anche suggerire che l'ascolto della Parola viene prima di tutto, e solo dopo viene messa in pratica nelle attività e nel servizio. Potrebbe anche suggerire l'importanza di prestare attenzione a fare la scelta giusta in ogni momento, a non essere così presi dal fare anche opere buone da dimenticare di nutrire la nostra relazione con Gesù. 

Ciò che emerge chiaramente, comunque, è che sia gli uomini che le donne sono chiamati al discepolato. 

Maria, la figura più emarginata della storia, presenta il tipo di ospitalità che Gesù vuole in un discepolo: un cuore aperto e in ascolto.

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