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Displaying items by tag: Calendar of Feasts and Memorials

B. Ángel M. Prat Hostench, Lucas de S. José Tristany Pujol e compagni, Martiri
4 Maggio | Memoria facoltativa (Memoria obbligatoria nelle province di Spagna)

Il Commissariato della Catalogna fu istituito nel 1932. Quasi immediatamente iniziarono le difficoltà. Nel febbraio 1934 la chiesa carmelitana fu profanata. In ottobre, guardie comuniste furono poste all'ingresso del convento per impedire ai religiosi di uscire. Nel giugno 1936 il sindaco proibì ai religiosi di insegnare nelle scuole e di lavorare negli ospedali. Poco dopo, un carmelitano fu lapidato mentre camminava per strada. L'unico giornale che difendeva i religiosi fu chiuso il 18 luglio. Il giorno seguente le chiese e i monasteri furono saccheggiati, devastati e bruciati. Il 20 luglio, festa di Sant'Elia, la comunità si sciolse.

La storia dei Carmelitani durante questo periodo e la biografia di molti dei Carmelitani catalani martirizzati si trovano nel libro in inglese Profiles in Holiness I di Redemptus M. Valabek, O. Carm., pubblicato dalle Edizioni Carmelitane.

PREGHIERA
Dio onnipotente, tu che hai dato ai tuoi beati Ángel Maria Prat Hostench, Lucas de San José Tristany Pujol, presbiteri, e compagni, la grazia di donarsi fino alla morte per confessare la tua parola e dar testimonianza a Gesù, concedici la forza dello Spirito Santo, per rimanere fedeli nella fede e forti nella confessione del tuo nome. Per il nostro Signore.

Per saperne di più sulla vita di questi martiri ...

Published in Notizie (CITOC)
Mercoledì, 15 Aprile 2026 07:22

Battista Spagnoli: il Virgilio cristiano

17 Aprile Memoria

Battista Spagnoli fu un genio letterario. Mise la fecondità della sua straordinaria abilità letteraria al servizio dell’Ordine e della Chiesa. La sua Apologia pro Ordine Carmelitarum (Apologia dell’Ordine dei Carmelitani) costituisce la testimonianza principale del suo amore per il Carmelo, mentre la sua totale devozione alla Chiesa è attestata non solo dalle sue poesie in onore di Innocenzo VIII, Giulio II e Leone X, ma anche da tutti quegli scritti che rivelano il suo impegno attivo nelle questioni più sentite dalla cristianità dell’epoca, come, ad esempio, l’Obiurgatio cum exhortatione ad capienda arma contra infideles, ad reges et principes christianos (Ammonimento ed esortazione ai re cristiani a prendere le armi contro gli infedeli).

Anche gli eventi che allora sconvolgevano la vita della nazione lo spinsero a scrivere. I suoi versi Pro pacata Italia post bellum ferrariense (All’Italia in pace dopo la guerra di Ferrara), quelli di In Romam bellis tumultuantem (Contro Roma in tumulto a causa delle guerre), il poema Debello veneto commentariolus (Breve commento sulla guerra veneta), il Trophaeum pro Gallis expulsis produce Mantuae (Inno di vittoria sull’espulsione dei Galli da parte del duca di Mantova) e, soprattutto, il De calamitatibus temporum (Le calamità dei tempi), ristampato quasi trenta volte solo tra il 1489 e il 1510, dimostrano quanto profondamente Il Mantovano sentisse il dramma che tormentava l’Italia in quegli anni.

Le amicizie che lo legavano a illustri personaggi dell’epoca testimoniano il suo grande prestigio nel mondo della cultura. Fu una delle figure più celebri del movimento umanista, in particolare per la sua opera Bucolica: seu adolescentia in decem aeglogas divisa (Bucolica ovvero l’adolescenza divisa in dieci ecloghe), di cui esistono quasi 150 edizioni, più di un centinaio delle quali solo nel XVI secolo, motivo per cui i suoi contemporanei, tra cui Erasmo da Rotterdam, lo proclamarono il Virgilio cristiano.

La sua opera poetica, la cui fama giunse fino a Shakespeare – con alcuni brani persino inclusi nella sua opera Love’s Labour’s Lost – influenzò in particolare la letteratura inglese: Alexander Barclay parafrasò le sue ecloghe, Edmund Spenser lo imitò in The Shepheardes Calender (dodici ecloghe pastorali) e John Milton nell’Ode on the Morning of Christ’s Nativity.

Il lavoro richiesto dai vari incarichi a lui affidati e la sua intensa attività letteraria non lo distolsero dagli ideali carmelitani della vita interiore e da una tenera devozione alla Beata Vergine.

La pratica delle virtù e la rinuncia al mondo costituiscono il tema del suo De vita beata (La vita beata), un dialogo che scrisse quando aveva appena sedici anni; l’aspirazione alla solitudine e il desiderio della presenza di Dio si ritrovano costantemente nelle sue opere e nella sua corrispondenza. In onore di Maria, compose diverse odi e un poema in tre volumi, le Parthenices Mariana (Canti alla Vergine), che si diffusero rapidamente in tutta Europa, con circa settanta edizioni pubblicate, quindici nel XV secolo e quasi cinquanta nel XVI. Si adoperò affinché la custodia del santuario di Loreto fosse affidata alla sua Congregazione, cosa che ottenne, sebbene solo per pochi anni, nel 1489.

Le sei Parthenices composte in onore delle martiri Caterina, Margherita, Agata, Lucia, Apollonia e Cecilia, e le poesie in onore di San Giovanni Battista, San Giorgio e altri santi, costituiscono, insieme ai dodici libri del De sacris diebus (I giorni sacri), un altro esempio della sua pietà religiosa.

Colpito dalla crescente corruzione del clero e del popolo, espresse le sue aspirazioni riformiste non solo attraverso le sue opere letterarie di grande perspicacia, come la IX ecloga De moribus curiae romanae (Sui costumi della Curia romana), ma anche attraverso un appassionato discorso pronunciato nella Basilica Vaticana nel 1489, davanti a Innocenzo VIII e ai cardinali. Alcune delle sue affermazioni particolarmente dure indussero lo stesso Lutero a fare affidamento sull’autorità di Battista per prendere posizione contro Roma. E in un’Anthologia... sententiosa collecta ex operibus Baptistae Mantuani(Antologia di sentenze raccolte dalle opere di B.V.M.), pubblicata a Norimberga nel 1571, i protestanti arrivarono addirittura a indicare il carmelitano come precursore del riformatore tedesco. Ma vale la pena notare la differenza essenziale tra lo spirito riformista del Beato Mantovano, che cercava di operare all’interno della Chiesa, e quello di Lutero, che avrebbe portato allo scisma.

Adattato dalla voce dedicata a Battista Spagnoli di Edmondo Coccia in Santi del Carmelo, a cura di Ludovico Saggi Ocarm, Institutum Carmelitanum, Roma, 1972.

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Il vescovo Fulton J. Sheen
Un nuovo beato legato all’Ordine del Carmelo

Il 2023 ha segnato il 75° anniversario della professione del venerabile arcivescovo Fulton J. Sheen nel Terzo Ordine dei Carmelitani. Ha pronunciato i voti il 17 luglio 1948 nella cappella della Whitefriars Hall a Washington, DC. Il priore generale, Kilian Lynch, ha ricevuto l’impegno dell’arcivescovo.

Il Venerabile Fulton Sheen sarà beatificato il 24 settembre 2026 a St. Louis, nel Missouri. È stato dichiarato Venerabile nel 2012, con un miracolo riguardante la guarigione di un bambino nato morto approvato nel 2019. Il futuro arcivescovo nacque a El Paso, nell’Illinois, nel 1895, anche se in seguito fu vescovo ausiliare di New York (1951-1966) e vescovo di Rochester, New York (1966-1969).

Secondo Allan Smith, direttore della Archbishop Fulton J. Sheen Mission Society of Canada, Sheen amava il Carmelo e mantenne per tutta la vita una corrispondenza con molte comunità di carmelitani. Si dice che abbia detto dei carmelitani che pregavano per lui: «Le vostre preghiere e le vostre sofferenze carmelitane fanno più bene di tutte le nostre prediche e delle nostre azioni frenetiche. Noi facciamo rumore, ci prendiamo il merito, godiamo della consolazione di una vittoria, vista e assaporata. Voi ne siete responsabili eppure non potete vedere i frutti. Ma li vedrete nel giorno in cui la Croce apparirà nei cieli e ogni uomo sarà ricompensato secondo le sue opere.”

Sheen disse anche: “Voglio aggrapparmi al Carmelo perché amo il suo amore per Gesù. Mi rifiuto di rinunciarvi e, come il cieco di Gerico, continuerò a gridare a te senza sosta affinché tu guarisca la mia cecità e i miei mali.”

L’arcivescovo Sheen amava Santa Teresa e la sua devozione al Volto Santo. Parlava e scriveva spesso di lei e di questa devozione speciale.

Durante il suo periodo come vescovo ausiliare di New York, Sheen fu un pioniere nell’evangelizzazione utilizzando il mezzo allora nuovo chiamato televisione. Il suo programma raccoglieva 10 milioni di telespettatori ogni settimana al suo apice. Il suo programma televisivo, Life Is Worth Living, vinse un Emmy come Personalità Televisiva più Eccezionale nel 1953. L’Emmy Award viene assegnato ancora oggi, un premio che riconosce il contributo di una persona da parte degli altri nel settore televisivo. Life Is Worth Living, andato in onda dal 1952 al 1957, trattava vari aspetti del cattolicesimo. Due programmi simili, anch’essi con Sheen, seguirono dal 1958 al 1968. Prima della televisione, Sheen partecipò al programma radiofonico The Catholic Hour dal 1928 al 1952.

Sheen, parlando delle questioni morali del momento, usava spesso una lavagna per fare disegni e liste che aiutassero a spiegare l’argomento. Quando la lavagna era piena, Sheen si spostava in un altro punto dello studio televisivo e chiedeva a uno dei suoi “angeli” (un membro della troupe) di pulire la lavagna.

Il sito web BishopSheenToday.com è una delle migliori raccolte di risorse sul nuovo Beato, con i suoi numerosi libri, video e registrazioni audio.

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Inaugurazione della Cappella di S. Andrea Restaurata (a cura di Luca Venturi)

La tradizionale festa di S. Andrea Corsini – Vescovo Carmelitano di Fiesole – che si svolge nella Basilica del Carmine di Firenze il 7 gennaio, ha avuto, quest’anno 2026, una doppia valenza: da una parte la ricorrenza religiosa in occasione della nascita al cielo del prelato fiesolano e dall’altra l’inaugurazione per il restauro della cappella dove riposano le spoglie di Andrea.

La S. Messa, è stata celebrata da S.E. Mons. Stefano Manetti – Vescovo di Fiesole- presso la restaurata cappella ed ha visto la partecipazione delle autorità dei Ministeri (Interni e Cultura), della Sovrintendenza alle Belle Arti e del Comune di Firenze, nonché della Famiglia Corsini, discendente diretta del Santo Vescovo.

Nella sua omelia Mons. Manetti ha ringraziato tutte le varie componenti per aver sinergicamente permesso un restauro così bello ed importante. Ha poi ricordato la figura di S. Andrea quale esempio di carità, di zelo apostolico e per l’amore per i poveri.

Gli interventi dei vari rappresentanti istituzionali hanno messo in luce l'importanza del lavoro svolto, sottolineando la professionalità degli artigiani coinvolti e il rispetto delle scadenze previste dal progetto PNRR. Il PNRR finanzia progetti con risorse europee, concentrandosi sulla transizione verde, la digitalizzazione e le infrastrutture sostenibili, con particolare attenzione alla rigenerazione urbana e al patrimonio culturale.

Un ringraziamento particolare va anche a P. Raffaele Duranti che da “padrone di casa”, insieme alla comunità, ha seguito i lavori di questo importantissimo restauro.

Da  Cammino OnLine (1/2026)

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Mercoledì, 18 Marzo 2026 13:12

San Giuseppe, Protettore principale dell'Ordine

19 Marzo Solennità

La diffusione della devozione a San Giuseppe da parte dei Carmelitani

Dal XVII secolo ai giorni nostri, sono state costruite innumerevoli chiese e monasteri carmelitani dedicati a San Giuseppe. Il merito di questa diffusa devozione va attribuito soprattutto a Santa Teresa di Gesù, le cui parole piene di fervore sono ben note:

«Ho preso il glorioso San Giuseppe come mio avvocato e patrono... Ho visto chiaramente che il suo aiuto era sempre più grande di quanto avrei potuto sperare... Se le mie parole avessero peso, mi dilungherei volentieri nel raccontare in dettaglio le grazie che questo glorioso Santo ha concesso a me e agli altri... Le persone di preghiera devono essergli particolarmente devote, perché non so come si possa pensare alla Regina degli Angeli e a tutto ciò che ha sofferto con il Bambino Gesù, senza ringraziare San Giuseppe, che è stato per loro un così grande aiuto. Chi non ha un maestro da cui imparare a pregare dovrebbe prendere questo glorioso Santo come guida e non sbaglierà. Possa il Signore gradire che io non abbia sbagliato nell’osare parlare di lui” (Vita, VI, 6,7,8).

Santa Teresa si identificò con questa devozione tipicamente carmelitana, vivendola sia con le parole che con l’esempio. Sentendosi così commossa da un amore di predilezione così elevato, fece tutto il possibile per diffondere la sua venerazione, e delle 17 case che fondò ben 12 furono dedicate a San Giuseppe.

Tra i suoi scritti, ha lasciato quanto segue: «Sebbene tu abbia molti santi intercessori, sii particolarmente devoto a San Giuseppe, che ha grande influenza presso Dio».

Di conseguenza, nel Carmelo teresiano si sviluppò un profondo orientamento verso Giuseppe.

Gli insegnamenti di Santa Teresa si riflettono nell’opera su San Giuseppe di Jerónimo Gracián e, dopo di lui, anche in molti altri autori della Riforma. I predicatori del XVII secolo, seguendo le orme di Teresa d’Avila, furono spesso apostoli e promotori della devozione a San Giuseppe. Successivamente, ci fu una vasta produzione di scritti intesi a illustrare la vita e le “glorie” di San Giuseppe, e a sviluppare un quadro teologico per esse.

San Giuseppe come padre, protettore, patrono e custode di Nostro Signore Gesù è il soggetto delle esperienze spirituali di numerose figure gloriose e luminose, di cui è praticamente impossibile fornire un elenco qui nel CITOC. Ma ne selezioniamo una: Teresa di Lisieux, che era anche una devota del Santo Patriarca, comprese appieno lo spirito di Teresa:

«Pregavo anche San Giuseppe affinché vegliasse su di me; fin dall’infanzia nutrivo per lui una devozione che si fondeva con il mio amore per la Madonna... Ero così ben protetta che mi sembrava impossibile avere paura» (Ms. A, 158).

Nel ramo OCARM dell’Ordine, ci sono già scritti del XV secolo incentrati sulla figura di San Giuseppe, come quelli del teologo Andrea Horuken del 1451 e le magnifiche poesie di Mantovano nei Fastorum libri XII e in Parthenice I. Nel XVI-XVIII secolo non mancavano predicatori e scrittori di rilievo con un orientamento giuseppino. Raffaele “il Bavarese”, che pubblicò una Storia di San Giuseppe a Napoli nel 1723, ebbe un’influenza significativa sulla devozione al santo nell’era moderna all’interno dei conventi e dei monasteri degli OCARM.

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Mercoledì, 28 Gennaio 2026 08:10

Beata Arcangela Girlani, vergine

29 gennaio | Memoria facoltativa nelle province italiane

B. Arcangela Girlani è nata Eleonora Girlani nel 1460 a Trino, a Monte Ferrato nel Nord Italia da una nobile famiglia.

In un antico manoscritto troviamo scritto che la Beata Arcangela visse la sua vita religiosa così intensamente che, così come il monastero era intitolato a “Santa Maria in Paradiso”, lei e le altre monache, anche se ancora qui sulla terra, vivevano come se fossero già assorbite dal cielo.

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Venerdì, 09 Gennaio 2026 07:53

Sant' Andrea Corsini, Vescovo

9 gennaio | Festa

Nacque a Firenze agli inizi del sec. XIV. Abbracciò la vita religiosa nel convento della sua città natale. Fu eletto Provinciale di Toscana nel 1348 dal Capitolo Generale celebrato a Metz, e nell'anno seguente fu nominato vescovo di Fiesole. Governò la sua diocesi con ammirevoli esempi di carità e con eloquenza di parola.

Si distinse per zelo apostolico, prudenza e amore verso i poveri.

Leggere di più su Sant' Andrea Corsini qui

La cappella di Sant'Andrea Corsini nella Basilica Lateranense

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Mercoledì, 07 Gennaio 2026 13:26

San Pier Tommaso, vescovo

8 gennaio | Festa

Pietro Tommaso fu un vero carmelitano, non solo nel suo rapporto con Maria come Regina e con il Decor Carmeli, ma anche nel modo in cui visse la sua vita secondo le usanze dell'Ordine. Tuttavia, il suo particolare impegno e la sua preoccupazione erano soprattutto per l'unità dei cristiani. Si adoperò costantemente per la riconciliazione tra la Chiesa di Roma e i cristiani ortodossi che si erano separati dalla Sede di Pietro nel 1054. Sviluppò un'intensa attività apostolica come pacificatore e difensore dei papi. Predicava sempre la riconciliazione. Miracoli e segni straordinari accompagnarono la sua vita movimentata.

Un affresco realizzato nel 1880 dal pittore monacense Max Fürst nella chiesa carmelitana di Straubing mostra San Pietro Tommaso circondato da confratelli che si prendono cura dei bisognosi e danno la comunione ai malati. Tuttavia, il dipinto evidenzia anche una caratteristica essenziale della pietà del santo: la sua fervente devozione a Maria, che gli appare con Gesù bambino in braccio, accompagnata dagli angeli, e gli assicura la sua protezione e benedizione. La tradizione gli attribuisce anche la stesura di un trattato sull'Immacolata Concezione di Maria (De Immaculata Conceptione BMV). Si sono conservati anche quattro volumi dei suoi sermoni.

Nel 1366, il suo cancelliere e amico Philippe di Mézières, di cui fu anche direttore spirituale, scrisse la biografia di Pietro Tommaso. Il noto storico carmelitano Joachim Smet ha compilato il testo latino a partire da manoscritti fino ad allora inediti (l'introduzione e le note sono in inglese).

Leggi di più su S. Pietro Tommaso, sua vita e opera, cliccare qui

Libri da Edizioni Carmelitane:

The Life of Saint Peter Thomas by Philippe de Mézieres (Latino)
     Introduzione e note in inglese a cura di Joachim Smet, O. Carm.

The Bollandist Dossier (1643) on St. Peter Thomas, O. Carm.
     A cura di e tradotto da Patrick Mullins, O. Carm.

The Revised Bollandist Dossier (1659) on St. Peter Thomas, O. Carm.
     A cura di e tradotto da Patrick Mullins, O. Carm.

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Venerdì, 12 Dicembre 2025 12:37

S. Giovanni della Croce, Dottore della Chiesa

14 Dicembre Festa

Quale anno di nascita più probabile viene indicato il 1540, a Fontiveros (Avila, Spagna). Rimase ben presto orfano di padre e dovette trasferirsi con la mamma da un luogo all'altro, mentre portava avanti come poteva i suoi studi e cercava di guadagnarsi la vita. A Medina, nel 1563, vestì l'abito dei Carmelitani e dopo l'anno di noviziato ottenne di poter vivere secondo la Regola senza le mitigazioni.

Sacerdote nel 1567 dopo gli studi di filosofia e teologia fatti a Salamanca, lo stesso anno si incontrò con S. Teresa di Gesù, la quale da poco aveva ottenuto dal Priore Generale Rossi il permesso per la fondazione di due conventi di Carmelitani contemplativi (poi detti Scalzi), perchè fossero di aiuto alle monache da lei istituite. Dopo un altro anno - durante il quale si accordò con la Santa - il 28 novembre 1568 fece parte del primo nucleo di riformati a Duruelo, cambiando il nome di Giovanni di S. Mattia in quello di Giovanni della Croce.

Per saperne di più sulla vita di S. Giovanni della Croce ...

Per saperne di più sulla spiritualità eucaristica di S. Giovanni della Croce ...

Per guardare l'intervista del 2022 con il Dr. John D. Love, S.T.D., sull'attualità di San Giovanni, clicca qui ... [L'audio originale è in inglese e i sottotitoli automatici in italiano possono essere attivati su YouTube].

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Giovedì, 04 Dicembre 2025 14:33

Beato Bartolomeo Fanti, Sacerdote

5 Dicembre Memoria facoltativa

Nativo di Mantova, nel 1452 era già sacerdote carmelitano della Congregazione Mantovana. Per 35 anni, nella chiesa carmelitana della sua città, fu direttore spirituale e rettore della Confraternita della B.V. Maria, per la quale scrisse la regola e gli statuti.

Umile e mansueto, fu per tutti un esempio di preghiera, generosità e fedeltà nel servizio del Signore. Si distinse per il suo amore all'Eucarestia, centro della sua vita apostolica, e per la devozione mariana. Morì nel 1495.

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