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Displaying items by tag: General Councillor for Europe

Giovedì, 28 Gennaio 2021 12:47

Europa

Progetto Globale del Consiglio Generale 2019-2025

Richard Byrne, O.Carm.

globalplaneurope01 450L’Europa è il continente dei grandi crocevia di pellegri­naggio. Tra la sua gente continua a esserci una profonda sete di Dio. Indubbiamente, c’è stato un allontanamento dalla Cristianità visto che la società europea è diventata più secolarizzata. In effetti, molti dei Paesi europei potrebbero essere descritti come post-cristiani: gli elementi della fe­de cristiana sono presenti ma senza una condivisione della “memoria e dell’eredità cristiane” (Ecclesia in Europa). Ad ogni modo, seppur le persone siano più interessate alla spi­ritualità che alla dottrina, la fede non è assente. Il fallimen­to della Chiesa nella tutela dei più deboli della società ha avuto un impatto devastante. L’Europa è anche una terra di crescente diversità e pluralismo che offre la possibili­tà di dialogo tra persone di diverso credo religioso e atee. L’Europa deve affrontare molte sfide, in particolare quelle provenienti dall’immigrazione e dall’impatto devastante del Covid-19.

In Europa, il Carmelo continua a dare i suoi frutti, dato che molti Carmelitani servono il Vangelo con duro lavoro e dedizione. In questa Europa complessa e stimolante, noi Carmelitani ci troviamo nella posizione privilegiata di dar voce alla nostra tradizione.

Vivere in “ossequio di Gesù Cristo”: nei momenti di in­contro, noi Carmelitani possiamo parlare della nostra rela­zione viva e personale con Cristo, riconoscendo la pluralità di varie posizioni religiose. Le nostre comunità rispondono a coloro che cercano di escludere le persone dalla società; noi carmelitani scopriamo in ciascuno dei nostri fratelli e 36

sorelle la presenza di Dio e camminiamo insieme verso Dio (Costituzioni, n. 19). Se prima eravamo immigrati in Euro­pa, ora, il nostro servizio in mezzo alla gente ci consen­te di accettare con gioia l’invito “a ‘uscire’ per incontrare le persone nelle ‘periferie’ e scoprire con loro la gioia del Vangelo”(Costituzioni, n. 101).

Allo stesso tempo, è vero anche che esistono delle sfide per il Carmelo in Europa: si stanno affrontando scelte do­lorose su come preservare al meglio il carisma carmelita­no e lasciar andare strutture esistenti. Tuttavia, il Carmelo d’Europa deve impegnarsi di nuovo “a svegliare il mondo” e non rimanere chiuso in se stesso o in ostaggio dei suoi problemi. Come contemplativi e compassionevoli dobbia­mo sempre diffidare di una “tiepidezza” che si insinua nelle nostre vite, di una “inerzia dell’immobilismo” e “la tenta­zione di stare lontani dalle ferite del corpo di Cristo” (Papa Francesco, Capitolo Generale Carmelitano, 2019). Invece, come tutti i membri della Chiesa, i Carmelitani sono chiamati a continuare ad “accendere il fuoco nel cuore del mondo” (Evangelii Gaudium, 271).

Fiduciosi che Dio continui la sua iniziativa di chiamare persone alla Chiesa e al Carmelo, il nostro ministero delle vocazioni non riguarda tanto i “brillanti programmi voca­zionali”, ma serve ad aiutare le persone a scoprire il dono dentro di sé in modo che possano scegliere lo stile di vita che corrisponde ad esso. Questa è una priorità. I Carmeli­tani europei sono stimolati ad “aprire gli occhi e il cuore a una nuova comprensione ed espressione della nostra tra­dizione carmelitana a cui i giovani possono relazionarsi” che porta il Carmelo a un processo di conversione, discer­nimento quotidiano e formazione permanente.

La pastorale giovanile in Europa, che dovrebbe essere un ministero primario di ogni singola realtà, offre l’oppor­tunità di “incontrare i giovani, viaggiare con loro ed ascol­tarli”. 37

Progetti

  1. Facilitare le riunioni dei promotori vocazionali con i lo­ro Provinciali, Commissari e Delegati in modo da pro­muovere e dare la priorità al ministero per le vocazioni in Europa.
  2. Continuare il lavoro del progetto Awakening e il suo im­pegno per i giovani, promovendo la pastorale giovanile come ministero primario di ogni nostra singola realtà presente in Europa.
  3. Istituire una Commissione ad hoc per la Formazione permanente in Europa con lo scopo di offrire, preparare e organizzare un programma di formazione permanen­te e persuadere i Carmelitani della sua necessità.
  4. Agevolare un procedimento per preservare fedelmente il carisma del Carmelo in Europa.
  5. Considerare e favorire l’unificazione delle Province ove necessario, specialmente attraverso lo sviluppo di stra­tegie per la cooperazione.
  6. Organizzare e svolgere un incontro annuale dei Provin­ciali, Commissari Provinciali e Delegati.
  7. Ricercare e presentare le possibilità di una casa europea comune per lo studentato dei professi semplici.
Giovedì, 28 Gennaio 2021 12:32

Grupo De Trabajo De Comunicaciones

Progetto Globale del Consiglio Generale 2019-2025

Richard Byrne, O.Carm.

Conscientes de la creciente importancia del ministerio de comunidad para la evangelización –especialmente mediante las redes sociales (Const. 35)–, la Orden Carmelita trata de pronunciar palabras de esperanza y de salvación “más con nuestra vida que con nuestras palabras” (Const. 24) a todas las mujeres y hombres dondequiera que estén, especialmente a quienes “se inspiran en la Regla de san Alberto” (Const. 28). El foco principal de todas las comunicaciones de la Orden del Carmen es el mensaje del Evangelio, la Buena Nueva del Reino de Dios, que hemos recibido de Cristo, Palabra viva, expresado mediante el carisma de la Orden del Carmen usando una amplia variedad de medios de comunicación.

La Orden del Carmen aprovecha el uso de diferentes medios, incluidas las páginas web, las redes sociales, las publicaciones y las producciones de vídeo y de música para la comunicación interna y externa. Nuestro ministerio de comunicación no pretende simplemente generar información para el consumo, sino que desea impulsar mutuamente encuentros respetuosos en los que los seres humanos puedan verdaderamente escucharse unos a otros y crecer en conocimiento y comprensión (Papa Francisco, 2015, Día Mundial de las Comunicaciones). Además, los carmelitas reconocen que no es cuestión de, simplemente, hacernos publicidad sino de “dar testimonio de lo que el Espíritu escribe en nuestros corazones” (Papa Francisco, 2020, Día Mundial de las Comunicaciones).

En particular, en nuestro uso de las redes sociales, los carmelitas desean promover mutuamente encuentros respetuosos en los que los seres humanos puedan verdaderamente escucharse unos a otros y crecer en entendimiento y saber. En la plaza pública del mundo digital, tenemos “una responsabilidad hacia nuestro prójimo, al que no vemos, pero que… tiene una dignidad que ha de respetarse” (Papa Francisco, 2016, Día Internacional de las Comunicaciones). Teniendo en cuenta que el profeta Elías reconoció la voz de Dios no en el gran y fuerte viento ni en el terremoto o en el fuego, sino en “una vocecita suave” (1R 19,11-12), los carmelitas son conscientes de que la “verdad que anhelamos no obtiene su valor de su ‘popularidad’ o de la cantidad de atención que recibe” (Papa Benedicto XVI, 2011, Jornada Mundial de las Comunicaciones).

La comunicación dentro de nuestra Familia Carmelita nos permite reconocernos mutuamente y crea una cercanía por la que nuestra común vocación puede ser reconocida e impulsada. La Curia General reconoce que tiene un papel importante que desempeñar en este ministerio y, consiguientemente, deseando fortalecer y actualizar este importante ministerio, el Consejo General establece un “Comando” con los siguientes términos de referencia.

Planes

  1. Evaluar y actualizar la presencia normal de la Curia General en internet y el uso de las redes sociales.
  2. Explorar diferentes métodos posibles de conseguir la deseada presencia de la Orden en internet (agencias externas, citas internas) y hacer una propuesta al Consejo General con un presupuesto.
  3. Evaluar y proponer una estructura para la Oficina de Comunicaciones de la Curia General.
  4. Proponer una descripción de funciones para el oficio del Delegado para las comunicaciones sociales (Const. 323).
  5. Explorar y proponer medios con los que la comunica­ción puede ser impulsada entre la Curia General y las diversas zonas de la Orden (internas) y para los que se sienten atraídos por los valores del Carmelo (exter­nas).
  6. Proponer un Plan de Comunicaciones para la Orden Carmelita.
  7. Consultando el Grupo de Trabajo para la Reforma del Institutum Carmelitanum, evaluar la misión y la es­tructura de Edizioni Carmelitane (incluyendo cómo distribuir sus publicaciones) y, si es necesario, propo­ner cómo esta puede ponerse al día.

Los Miembros

  • Richard Byrne, O.Carm.
  • William Harry, O.Carm. (PCM, USA)
  • Roberto Hasudungan Sianturi, O.Carm. (Indonesia)
  • David Hoffman, O.Carm. (Australia-Timor Leste)

 

Giovedì, 28 Gennaio 2021 09:41

Commissione per La Preghiera e La Liturgia

Progetto Globale del Consiglio Generale 2019-2025

Richard Byrne, O.Carm.

I Carmelitani vivono in ossequio di Gesù Cristo in atteggia­mento contemplativo esercitato con una vita di preghiera, di fraternità e di servizio in mezzo al popolo. L’orientamento alla contemplazione non è solo uno degli elementi del nostro ca­risma ma è l’elemento dinamico che li unifica. (Cost. n. 14).
La preghiera è il modo con cui ci relazioniamo con Dio sia come individui che come comunità. Nella preghiera diventiamo aperti a Dio che gradualmente ci trasforma at­traverso tutti gli eventi, piccoli e grandi, delle nostre vite. (Cost. n. 18).
La Regola del Carmelo pone la vita liturgica al centro della nostra vita comunitaria, sia nella pratica sia sim­bolicamente. (RIVC, n. 39).

Nel mezzo di un mondo globalizzato e pluralista, il nostro impegno fedele alla preghiera, ci consente, come carmelitani, di testimoniare la “presenza viva e misteriosa di Dio”(Costituzioni, n. 18). La nostra preghiera ci ricorda che la vita del Carmelo è Cristocentrica. Permeata in ogni aspetto della vita di un carmelitano, la preghiera, non solo nutre le nostre vite spirituali, ma attraverso una graduale trasformazione, arricchisce anche la nostra vita fraterna e ci rende più capaci di servire la Chiesa con compassione, con spirito di solidarietà, insieme ai nostri fratelli e sorelle.

Se la preghiera può assumere molte forme, noi Carme­litani consideriamo la preghiera liturgica - specialmente quella comunitaria - come parte centrale della nostra vita spirituale in generale (Messaggio Finale del Congresso liturgi­co, 2018). Intimamente legata alla nostra preghiera personale, la nostra preghiera liturgica è il segno visibile dell’Or­dine in preghiera (RIVC, n. 39). Il nostro stile di vita contem­plativo mantiene le nostre celebrazioni liturgiche sempre Pasquali, con l’orientamento alla Risurrezione. Di conse­guenza, la formazione liturgica è vitale per i carmelitani e non riguarda solo gli “gli studi in preparazione al ministero e neanche la mera conoscenza delle rubriche, ma concerne la nostra celebrazione fraterna come carmelitani”(RIVC, n. 39). Noi Carmelitani ci nutriamo soprattutto della Parola e dell’Eucarestia.

Quando il pane viene spezzato e condiviso, l’Eucaristia quotidiana edifica la nostra comunità carmelitana, non solo simbolicamente, ma come segno della nostra “par­tecipazione al mistero di Dio e con coloro che sono nel bisogno”(RIVC, 39). Gli offriamo in olocausto la nostra vita quotidiana intimamente unita al mistero pasquale di Cri­sto (Costituzioni, n. 73).

Meditare la Parola è un elemento essenziale del nostro carisma e dell’identità carmelitana; alla Lectio divina viene assegnato un ruolo preminente nella nostra vita di preghie­ra (Costituzioni, n. 85). La celebrazione comunitaria della Liturgia delle Ore, in particolare con i fedeli, è fondamen­tale per la nostra identità.

“La via carmelitana è segnata dal silenzio” (RIVC, 36). In effetti, il nostro spirito contemplativo può essere forte­mente alimentato dalla preghiera silenziosa. Inoltre, sono importanti per i Carmelitani: ritiri, giorni di raccoglimento e la lettura spirituale degli scritti del nostro Ordine.

Accanto alla nostra devozione ai Santi del Carmelo, i Carmelitani venerano in particolare la Beata Vergine Ma­ria e, di conseguenza, i nostri santuari mariani sono tenuti in grande considerazione non solo come centri della Parola e della vita liturgica, ma anche come centri di evangelizza­zione, solidarietà e luoghi di incontro ecumenico con per­sone appartenenti ad altri credo religiosi o atee (Costituzio­ni, nn. 89-93).

Progetti

  1. Continuare ad aggiornare i Rituali e i Libri Liturgici dell’Ordine Carmelitano (il Rituale Carmelitano, il Le­zionario, la Liturgia delle Ore, e altri ancora) nonché ottenerne la approvazione, la traduzione e la pubblica­zione;
  2. Continuare a preparare materiale aggiuntivo di autori carmelitani per l’Ufficio delle Letture carmelitane per Santa Maria in Sabato e altri giorni di particolare devo­zione alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo;
  3. Creare, in collaborazione con la Commissione Generale per la Formazione, un progetto riguardo: (a) la prepara­zione liturgica dei frati in formazione, (b) studi liturgici della tradizione carmelitana come parte dei corsi di for­mazione permanente per l’Ordine, (c) la promozione del­la buona predicazione (Decreto del Capitolo Generale, 2019);
  4. Promuovere la diffusione dello studio della Liturgia a livello avanzato, restando in dialogo con le persone inte­ressate (Raccomandazione del Capitolo Generale, 2019);
  5. Sondare e promuovere modi di celebrare la Liturgia, da una prospettiva carmelitana;
  6. Pensare a vie attraverso cui i santuari dell’Ordine po­trebbero essere promossi nell’Ordine;
  7. Organizzare congressi e incontri che promuovano la vita di preghiera e liturgica dei membri della Famiglia Carmelitana

I Membri

  • Richard Byrne, O.Carm.
  • Désiré Unen Alimange, O.Carm. (Congo)
  • Pius Robert Manik, O.Carm. (Indonesia)
  • Alexander Vella, O.Carm. (Malta)
  • John Keating, O.Carm. (Irlanda)
  • Nerina de Simone, CMSTBG
Giovedì, 28 Gennaio 2021 03:17

Consigliere Generale per l’Europa

 

Published in General Curia

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