Libri sulla venerabile Mariangela Virgili presentati a Ronciglione, la sua città natale
L’8 marzo nella chiesa di S. Maria della Provvidenza a Ronciglione, a partire dalle ore 16, sono stati presentati i due libri su “Mariangela Virgili Terziaria carmelitana (1661-1734) tra Devozione e Santificazione”, 2025 di Franca Fedeli Bernardini. Il primo volume è stato pubblicato dalle Edizioni Carmelitane, la casa editrice della Curia generale dell'Ordine Carmelitano e dell'Institutum Carmelitanum, ed è disponibile sul sito web https://edizionicarmelitane.org/
La chiesa del “Borgo di Sotto”, particolarmente rilevante per la Virgili che è nata e morta in questo rione, era affollata data l’importanza della venerabile ancora oggi considerata una presenza identitaria forte e commovente per i miracoli che ha operato in vita e dopo la sua morte, analizzati nel secondo volume che illustra le testimonianze e gli ex voto ancora oggi presenti nella sua casa che, per l’importante culto extraliturgico presente, diviene quasi una sorta di “santuario” oggi musealizzato sempre visitato da devoti e turisti attenti.
La data della presentazione, particolarmente significativa per le donne, è stata scelta già nel 2025 dall’Assessore alla Cultura del Comune, Avv.to Alessandra Ortenzi, come momento da ricordare attraverso la figura più significativa del paese che ha operato per il benessere delle donne chiamando tra l’altro Rosa Venerini che fonda in paese la prima scuola femminile. L’iniziativa oltre che dal Comune di Ronciglione è stata patrocinata e promossa da Mons. Silvio Iacomi, parroco di Ronciglione, dall’Associazione Culturale Mariangela Virgili, dall’Associazione Nazionale Centri Sociali Comitati Anziani, dal Centro Culturale Polivalente Città di Ronciglione e dall’Unicoop Etruria.
Hanno preso la parola Maria Cangani, organizzatrice dell’iniziativa con Daniele Trappolini, Presidente dell’Associazione Culturale Mariangela Virgili, seguiti da interventi di Franca Fedeli Bernardini, di Sarina Aletta che ha recitato brani del volume che rimandavano a fatti prodigiosi tramandati dalla tradizione orale molto commoventi, di Claudio Canonici, Docente universitario e Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Civita Castellana e di Don Silvio Iacomi e Alessandra Ortenzi che hanno ricordato momenti particolarmente intensi che li hanno coinvolti come parroco e insegnante e come famiglia in guerra oggi molto devota. Prima della conclusione a cura del Coro di Ronciglione che ha eseguito tre brani di musica sacra ha fatto un breve intervento Alessio de Angelis che ha ricordato come la Croce Rossa abbia apposto lo Scudo Blu, bandiera per la pace per la protezione dei beni culturali, sui luoghi frequentati da Maria Mariangela Virgili a partire dalla sua casa.
In relazione alle circostanze del progetto “Ronciglione un Borgo di Pace”, in collaborazione con l’istituto scolastico Mariangela Virgili, e alle particolari, attuali, contingenze è stata evidenziata, dai relatori, e poi dai presenti che si sono fermati a discutere a lungo, la figura di Mariangela Virgili portatrice di pace e dispensatrice di salvezza ai soldati in guerra che la ringraziavano riconoscenti. È stata evidenziata chiaramente l’importanza che la sua figura di povera illetterata assume nella promozione della parità in una società piena di contraddizioni sociali, fortemente centralizzata e gerarchizzata. Con alcune persone d’avanguardia, come Rosa Venerini che chiama a Ronciglione per fondare una scuola femminile, Mariangela Virgili comprende come le donne povere, ignoranti, vedove, malate, immigrate e malviventi necessitino di un’elevazione spirituale e sociale attraverso la riduzione del bisogno che genera soggezione, partendo dall’educazione, la formazione, lo studio e infine l’inserimento sociale delle classi più povere, fornendole di un bagaglio di conoscenze necessarie dove l’insegnamento va di pari passo con l’educazione morale. Il rinnovato processo di femminilizzazione della “santità sociale” e ricomposizione della società cristiana affronta un complesso assestamento che porta a scelte differenziate, ma coraggiose di donne “al di fuori del chiostro”, ma profondamente inserite nella realtà sociale, o “dentro il chiostro” per scelta ragionata, ma estremamente partecipi dei diversi contesti territoriali tesi all’educazione in particolare di fanciulle e ragazze. Dotata di doni prodigiosi e di sorprendenti capacità guaritorie, spesso realizzate con semplicità utilizzando quanto a portata di mano, le persone di tutti i ceti sociali, compresi i carcerati che scontano la “vendicazione necessaria per la pace nel mondo”, ricorrono a lei per aiuti, e previsioni, la circondano e si affollano nel suo “tugurio” dove consiglia, ospita, accoglie, risana e ridistribuisce secondo le necessità dei richiedenti.
Come donna religiosa, ma laica, esternalizza, nonostante la povertà e attraverso la condivisione dei beni donati, il suo agire caritatevole a vicini, malati, carcerati, donne, neonati che contribuisce a far nascere e che porta sotto la veste negli ospedali cittadini preposti e la sua attività volontaria s’affianca e implementa quella sussidiaria delle istituzioni finanziate. La propria abitazione diviene un ricetto di persone accolte e, al piano terra dello stesso palazzo, un appartamento viene da lei affittato per accogliere malati non accettati per la gravità negli ospedali cittadini (come rognosi o lebbrosi) e lungodegenti già dimessi.
Particolarmente attenta agli aspetti sociali che generano povertà afferma la necessità della giustizia commutativa e morale nel dare al venditore il giusto e al lavoratore il dovuto necessario, fattore che può farla sembrare sciocca nonostante l’onestà e la carità divengano una sorta di necessità da espletare con semplici e continui “fatti comuni”.
L’importanza della venerabile è tale che viene ancora oggi interiorizzata e sentita come protettrice e santa indipendentemente dall’esito della causa di beatificazione E se i santi sono figli e figure che parlano ai loro tempi, come evidenziato da Caludio Canonici, l’attualità di questa “donnina vestita di nero”, come scaturito dalla discussione e dai temi proposti in questa sede, è ancora capace di parlare a persone oggi quando si ripetono e ripropongono modelli del passato e crisi delle acquisite certezze.