Fulton J. Sheen, del Terzo Ordine Carmelitano, è stato proclamato beato
Fulton John Sheen, ex vescovo di Rochester (New York), personaggio televisivo negli anni ’50 e famoso predicatore e oratore, è stato beatificato durante una cerimonia a St. Louis, nel Missouri, il 24 settembre 2026.
Era anche membro del Terzo Ordine Carmelitano. Ha fatto la professione davanti al Priore Generale, Kilian Lynch, nella cappella della Whitefriars Hall a Washington, DC, il 17 luglio 1948.
In occasione della beatificazione di questo carmelitano del Terzo Ordine, il Priore Generale ha inviato una lettera alla Famiglia Carmelitana nelle lingue ufficiali dell’Ordine. Puoi leggere la sua lettera qui.
Nella sua omelia alla beatificazione a St. Louis, il cardinale Luis Antonio Tagle ha esordito salutando tutti i presenti a nome di Papa Leone. Il cardinale Tagle ha detto: «Papa Leone gioisce per la beatificazione del suo connazionale, suo concittadino dell’Illinois e fratello vescovo».
Durante la sua consueta udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro, il Papa ha parlato della beatificazione e ha indicato l’arcivescovo Sheen come esempio per tutti coloro che sono impegnati nell’evangelizzazione. Conosciuto affettuosamente come «zio Fultie», l’arcivescovo Sheen conduceva un programma nazionale su quel mezzo di comunicazione relativamente nuovo che era la televisione. Si stima che circa 30 milioni di telespettatori seguissero regolarmente il programma di Sheen, Life Is Worth Living, in onda dal 1952 al 1957. Ha vinto un Emmy Award per questo lavoro.
«Domani a Saint Louis, nel Missouri, il Venerabile Fulton Sheen sarà beatificato», ha detto il Papa. «Possa l’esempio e l’intercessione di questo santo vescovo, noto per la sua opera di evangelizzazione attraverso i media, ispirare molti altri a trovare a loro volta nuovi modi per diffondere il messaggio del Vangelo con gioioso entusiasmo».
Nella sua lettera con cui ha dichiarato beato il vescovo Sheen, Papa Leone lo ha descritto come «un instancabile predicatore del Vangelo attraverso i moderni mezzi di comunicazione e un pastore diligente animato dallo zelo missionario».
Il cardinale Tagle, nella sua omelia, ha sottolineato due aspetti della vita di Sheen che spiccano in modo particolare: la sua identità di evangelizzatore, ovvero di proclamatore del Vangelo, e la sua vocazione di pastore missionario.
Per il cardinale, la fama del vescovo americano come comunicatore era secondaria rispetto alla sua vocazione di missionario. Il cardinale Tagle ha parlato di Sheen come di una persona in comunione con Cristo e con le persone, specialmente i poveri e i più vulnerabili. Tagle ha osservato che anche le tre letture della Messa mettono al centro l’evangelizzazione e la missione.
Il cardinale Tagle ha raccontato la storia di una conversazione tra Sheen e papa Pio XII: quando gli fu chiesto quante conversioni potesse attribuirsi, Sheen rispose che non le aveva mai contate, per non cadere nella tentazione di pensare che fossero merito suo. Si descriveva invece come “semplicemente un portiere” che a volte riusciva a condurre le persone alla porta aperta della casa di Dio.
L’evangelizzatore, ha spiegato il cardinale, non possiede le persone che incontra, né si attribuisce il merito di ciò che Dio compie in loro. Si limita semplicemente ad aprire la porta.
La cerimonia si è tenuta al «Dome at America’s Center» di Saint Louis, nel Missouri. Secondo le stime erano presenti circa 50.000 persone, «superando ogni aspettativa e speranza», come ha commentato un giornalista. La sola processione d’ingresso è durata circa 26 minuti.