14 Giugno | Memoria
Eliseo, il discepolo per eccellenza
Eliseo non è il solo discepolo di Elia. Seguendo una tradizione ebraica che si ritrova nelle Vitae prophetarum, nell'introduzione di Gerolamo al suo Commento al libro di Giona e in qualche altro scritto patristico, Giona sarebbe il figlio della vedova di Sarepta, riportato in vita dal profeta e divenuto discepolo di Elia: «Giona, dopo la sua morte, fu risuscitato dal profeta Elia: lo seguì, soffrì con lui e, per la sua obbedienza verso di lui, meritò il favore del dono della profezia» (Sinassario arabo giacobita del 22 settembre).
G. Baconthorp conosceva questa tradizione che gli deriva da Gerolamo. G. de Cheminot fa un discepolo colui che Elia rimandò quando fuggiva da Gezabele, il primo, seguendo F. Ribot. È questi che Elia invia alla vetta del Monte Carmelo per osservare la venuta della pioggia.
Secondo le Vitae prophetarum, Abdias, intendente di Achab che nascose i cento profeti, a cinquanta a cinquanta, inviati da Achazia, divenne discepolo di Elia. Teodoro Bar-Koni, autore nestoriano dell'VIII secolo, precisa che fu dotato del dono della profezia dopo aver seguito Elia. I carmelitani medievali enumerano Abdias fra i grandi discepoli di Elia. Filippo Ribot è il solo carmelitano del XIV secolo a fare anche del profeta Michea un discepolo di Elia.
In questo gruppo di discepoli, Eliseo occupa il primo posto (Cheminot, Ribot).
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