26 Agosto Memoria facoltativa
Estratti dall’omelia di San Giovanni Paolo II in occasione della beatificazione di 110 vittime, tra cui il carmelitano Jacques Retouret
Il martirio è un dono speciale dello Spirito Santo: un dono per tutta la Chiesa. Trova il suo culmine nella liturgia odierna di beatificazione, in cui rendiamo gloria speciale a Dio: «Te martyrum candidatus laudat exercitus». Dio, che attraverso un atto solenne della Chiesa — la beatificazione — corona i loro meriti, rivela al contempo il dono della grazia loro concesso, come proclama la liturgia: «Eorum coronando merita, tua dona coronas» (Missale Romanum, Praefatio de Sanctis I).
I nuovi Beati, di fronte alla scelta di rinunciare alle esigenze della fede o di morire per essa, forti della grazia di Dio, hanno affidato il proprio destino nelle Sue mani. I martiri hanno rinunciato a difendersi non perché tenessero poco alla vita, ma per il loro amore totale verso Gesù Cristo.
9. Questa mattina, cari fratelli e sorelle, i nostri pensieri vanno ai sessantaquattro sacerdoti francesi che morirono insieme a centinaia di altre persone sui «pontoni di Rochefort». Come san Paolo esortò Timoteo, essi «combatterono la buona battaglia della fede». Sopportarono persino una lunga prova per essere rimasti fedeli alla loro fede e alla Chiesa. Morirono perché rimasero saldi fino alla fine nell’affermare la loro stretta comunione con papa Pio VI.
In una profonda solitudine morale, si sono impegnati a mantenere uno spirito di preghiera. «Tormentati» dalla fame e dalla sete, non hanno pronunciato una sola parola di odio verso i loro aguzzini. A poco a poco, si sono lasciati identificare con il sacrificio di Cristo, che celebravano in virtù della loro ordinazione. Eccoli quindi, presentati al nostro sguardo come segno vivente della potenza di Cristo all’opera nella debolezza umana.
Nel profondo della loro angoscia, hanno conservato un senso del perdono. L’unità della fede e l’unità della loro patria apparivano loro più importanti di qualsiasi altra cosa. Possiamo quindi fare eco con gioia alle parole della Sacra Scrittura: le anime di questi giusti sono nelle mani di Dio. «Sembravano perire. La loro dipartita era considerata una sventura, ma loro stessi sono in pace».
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