Una delle case carmelitane più antiche d’Europa, il monastero di Santa Maria del Carmine a Firenze (fondato nel 1268), ospita dal 1993 un insolito esperimento di vita religiosa condivisa: una comunità di frati, coppie sposate e una laica consacrata che vivono insieme sotto lo stesso tetto.
L'iniziativa è nata più da rapporti personali che da una pianificazione formale. Padre Agostino Bartolini, O. Carm., il fondatore, insieme ad alcuni membri del movimento laico “La Famiglia”, ha costituito il gruppo fin dai suoi primi passi. Al suo apice, nel monastero vivevano più di trenta persone, tra cui diverse famiglie con bambini piccoli. Oggi, rimangono residenti tre frati, la donna laica consacrata e tre coppie sposate, insieme a quattro giovani adulti cresciuti nella comunità.
La vita quotidiana segue un ritmo scandito dalla Liturgia delle Ore. I presenti si riuniscono per la preghiera del mattino, la Messa, la preghiera di mezzogiorno e quella della sera. Il lavoro e le normali responsabilità riempiono il resto della giornata. Nel corso degli anni, le famiglie hanno avviato un’attività di panetteria che sostiene la comunità e la collega alla città di Firenze.
I membri partecipano anche alla vita della parrocchia vicina attraverso la catechesi e prestano servizio come ministri straordinari dell’Eucaristia, mentre i frati offrono guida spirituale e ministero liturgico nella chiesa di Santa Maria del Carmine.
La struttura fisica del monastero ha favorito sia la vita in comune che un’adeguata privacy: le famiglie hanno sempre avuto i propri alloggi, mentre la chiesa, la sala da pranzo, il chiostro e la cucina rimangono spazi condivisi. Ai pasti partecipano regolarmente ospiti, parenti e amici; momenti che hanno svolto un ruolo significativo nel sostenere i legami della vita comunitaria per oltre trent’anni.
Comunità simili, plasmate da questa esperienza, esistono a Castellina e a Le Salaiole, entrambe in Toscana. Un nuovo capitolo nella storia condivisa di queste comunità è rappresentato da Klara e Giovanni, che si preparano a sposarsi questo settembre. Klara è cresciuta a Le Salaiole, mentre Giovanni è cresciuto a Firenze; conoscendosi fin dall’infanzia attraverso queste comunità collegate, ora iniziano una famiglia tutta loro.
Man mano che i membri fondatori invecchiano e la comunità si riduce, le domande sul futuro rimangono aperte. Quello che si può dire è che per più di trent’anni, frati e famiglie hanno condiviso la preghiera, il lavoro e la vita quotidiana in questo luogo, un’espressione viva del carisma carmelitano attraverso diverse vocazioni.




















