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Giovedì, 29 Luglio 2021 12:51

JUCAR America vuole ripetere il successo del 4 luglio

Come riportato in precedenza in CITOC (36/2021), i giovani nelle Americhe non hanno lasciato che le restrizioni dovute alla pandemia di COVID-19 impedissero loro di riunirsi e "ascoltare la voce di Gesù Cristo". E non hanno mai dovuto lasciato le loro case nel farlo!

Il 4 luglio, all'incirca 600 persone, tra cui 400 giovani di Brasile, Venezuela, Bolivia, Perù, El Salvador, Messico, Argentina, Cile, Stati Uniti d'America, Repubblica Dominicana, Porto Rico, Italia e Spagna si sono collegati via internet per celebrare “La Gioventù di Gesù».

Il priore generale, P. Míċéal O'Neill, ha parlato al gruppo del carisma carmelitano che assiste il loro cammino spirituale, per diventare giovani che crescono nella preghiera, nella contemplazione e nella compassione, ispirandoli infine a lavorare per costruire un mondo più giusto.

Per P. Luis Maza, Consigliere Generale delle Americhe, la giornata è stata "emozionante, piena di gioia con un senso di famiglia. C'è stato inoltre un profondo senso di speranza".

Dall' Argentina hanno partecipato 22 membri. Hanno concluso la giornata con un senso della necessità di sviluppare ulteriormente la presenza della Gioventù Carmelitana nel loro paese. Gli organizzatori dalla Venezuela, con 55 partecipanti, hanno apprezzato il dinamismo presente negli incontri. "Sono stato molto felice di vedere l'entusiasmo dei giovani, l'atmosfera fraterna. E' stato bello dare un volto ai partecipanti alla JUCAR America."

La giornata è stato molto emozionante per i giovani. Per Nair Cinthia Ortega Daza di Tarija, Bolivia, è stata la sua prima esperienza con Jucar América. Ha detto di essersi sentita motivata nello scoprire che molti giovani vivono il carisma carmelitano, crescendo nella preghiera, nella contemplazione e nella compassione. "L'obiettivo è migliorare la nostra vita spirituale con la guida di Nostra Signora del Monte Carmelo per seguire la via di Gesù", ha detto Nair.

Per Charly Aguilar da Ilobasco, El Salvador, la giornata è stata l'occasione per vivere l'emozione di stare con i giovani di tutte le Americhe. “Dati i tempi difficili che stiamo vivendo a causa della pandemia di COVID-19, Dio ci ha permesso di far parte di questo grande evento. Per me è stata una bellissima esperienza formativa perché abbiamo condiviso molto sulla giovinezza di Gesù».

Per Eduar González è stata un'esperienza veramente spirituale. "L'amore e la grazia della Santissima Trinità erano presenti in ogni minuto della celebrazione di fraternità vissuta attraverso JUCAR. È stato Dio, giovane e vivente, che ha inondato la mia vita, nel poter vedere tanti fratelli e sorelle del Carmelo dare la stessa risposta che ha dato Maria come Madre quando ha detto "Sì" a Dio."

“È stato affascinante incontrare altri giovani carmelitani. È stata come una piccola Pentecoste, perché veniamo da paesi diversi, parliamo lingue diverse e viviamo in culture diverse. Eppure abbiamo pregato, riso, cantato e imparato insieme”, ha detto César Díaz di José Galvez, Perù. “Ho sentito quel “calore accogliente” della Famiglia Carmelitana. La mia sensazione è aumentata quando il nostro priore ha detto di JUCAR 'sono qui perché nel Carmelo hanno trovato la loro casa spirituale'. L'intero incontro è stato affascinante!”

YoungJucar 450“Vedendo ogni volto e ascoltando persone a migliaia di chilometri di distanza che condividono lo stesso obiettivo … eravamo entusiasti di essere lì, con i nostri cuori in fiamme e gioiosi, condividendo opinioni e sentimenti sul Carmelo, sentendo l'abbraccio dei fratelli nella distanza. Vedere i loro grandi sorrisi diceva tutto", ha scritto Alessandra Judith Mireles Atilano di Torréon, in Messico.

“È stata un'esperienza bellissima, condividere i miei sentimenti e ascoltare quelli degli altri. Questa esperienza mi ha insegnato che il mio JOCARM (Giovani Carmelitani del Messico) non è solo, che abbiamo fratelli e sorelle in molti altri luoghi. Soprattutto, siamo in un progetto comune. Vedere il Carmelo fiorire in ogni persona è stata un'esperienza che vorrei ripetere tante altre volte!”

In una riunione di approfondimento dei direttori di JUCAR America il 23 luglio scorso, la valutazione dell'accaduto il 4 luglio è stata molto positiva. C'è stato un alto livello di partecipazione da parte dei giovani. Il tema della giornata, “La giovinezza di Gesù”, è stato interessante e coinvolgente per i giovani.

I prossimi mesi saranno molto impegnativi poiché ci saranno ulteriori incontri. JUCAR parteciperà all'incontro del FOCAM (Formazione dei Carmelitani nelle Americhe) il 28 agosto. Dal 2 al 4 settembre i Carmelitani in Venezuela ospiteranno un Incontro dei Giovani Carmelitani, destinato a giovani laici. Il 14 novembre si terrà un incontro di JUCAR nel continente americano. I dettagli restano da definire, ma tre giovani di ogni paese saranno scelti per lavorare all'organizzazione dell'evento.

I coordinatori della formazione di JUCAR America, riflettendo sul futuro, vedono la possibilità che i giovani diventino veri protagonisti nelle loro comunità. "Ci sarà una partecipazione molto più attiva, così come più energia e impegno per trasformare la nostra America in una casa di fraternità, preghiera e contemplazione. Questo non sarà solo nell'ambito religioso, ma anche in quello sociale, culturale e politico. Molti vedono questo movimento giovanile rafforzare i legami tra i vari gruppi nazionali. "Sarebbe bello celebrare il Carmelo insieme in questo modo! Potremmo condividere le nostre culture, lingue e tanto altro".

"Indubbiamente il movimento è dello Spirito. In cinque anni vedo un movimento consolidato in tutta l'America. I giovani parlano con voci profetiche. Forse in futuro ci saranno matrimoni, o vocazioni sacerdotali e religiose che emergeranno da questo movimento". È un'opera dello Spirito.

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