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Martedì, 29 Luglio 2025 08:58

Sant' Alberto da Trapani, Sacerdote

7 agosto| Festa

Da La freccia infuocata di Nicola di Francia, priore generale
La meravigliosa varietà delle famiglie religiose.

Ci sono tre cose che dobbiamo fare per la nostra professione: obbedire, essere casti e rinunciare a tutto quello che abbiamo. Queste cose sono comuni a tutti gli ordini religiosi. Per quanto riguarda queste cose, non c'è differenza tra gli ordini, tranne che per il vestito; sono tutti essenzialmente uguali, purché siano ugualmente severi, e tutti quelli che seguono le stesse regole con la stessa severità meritano lo stesso merito.

Ma nel nostro Ordine, come in ogni altro, queste pratiche generali sono rafforzate da altre più particolari, che distinguono gli Ordini gli uni dagli altri, alcuni più severi degli altri. Per quanto riguarda queste pratiche, qualsiasi religioso che ne abbia fatto richiesta, anche se non gli è stata concessa, è autorizzato dal diritto comune a trasferirsi da un Ordine all'altro per beneficiare di una vita più perfetta.

«Quanto sono grandi le tue opere! I tuoi pensieri sono molto profondi». «L'uomo ottuso non può conoscere queste cose, né lo stolto può comprenderle». «Chi ha conosciuto la mente del Signore, la cui sapienza è incommensurabile, o chi è stato suo consigliere?». Il Signore, la cui provvidenza è infallibile nelle sue disposizioni, ha volutamente posto alcuni nel deserto con Maria, quando era suo proposito di adornare il giardino della Chiesa Militante con una diversità di Ordini, e altri con Marta nella città. Coloro che erano dotati di sapienza, diligenti nello studio delle Scritture e di adeguata probità morale, li stabilì nella città, affinché potessero esercitare il loro zelo nel nutrire il popolo con la sua parola. Quelli di indole più semplice, invece, quelli con cui ha un colloquio segreto, li ha destinati ad andare nel deserto con il Profeta che diceva: «Ecco, ho viaggiato lontano in fuga; ho fissato la mia dimora nel deserto. Ho atteso colui che mi ha salvato dalla timidezza e dalla tempesta».

Usa la parola «Ecco» in modo dimostrativo, per attirare l'attenzione sulle sue parole, come per dire: «Guardate ciò che ho fatto e fate lo stesso. Nella mia fuga dal tumulto del mondo non mi sono fermato a dimorare tra le mura della città, né nei suoi sobborghi, né nei giardini periferici, né in nessun altro luogo nei dintorni, ma ho viaggiato lontano in fuga e ho «fissato la mia dimora nel deserto». E ho “fatto la mia dimora”; è vero: non sono tornato in città dopo pochi giorni, come fanno ora, ma ho fatto la mia dimora nel deserto, aspettando “colui che mi ha salvato dalla timidezza e dalla tempesta”.

Con tanta cura speciale il Signore ha provveduto alla guida di tutti i religiosi, sia nel deserto che in città, che nella sua infinita saggezza ha dato a tutti loro, attraverso coloro che erano più adatti a redigere le loro Regole, i loro modi distinti di vivere, i modi che sapeva essere i più adatti a ciascuno degli Ordini nelle circostanze in cui si sarebbero trovati i loro membri.

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