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Celebrando in Casa - Domenica delle Palme
L’amore rivelato
(Luca 23:1-49)
Per coloro che non possono partecipare alla messa, raccogliete dei rami verdi dal vostro giardino o dove possibile. Dopo la benedizione possono essere distribuiti a tutti i presenti. Il verde è un promemoria che la storia di Gesù non finisce con la morte, ma con la vita..
Segno della croce
e dello Spirito Santo.
Amen.
In preparazione all’ascolto della Parola
ad essere Chiesa,
il Corpo di Cristo nel mondo.
Non siamo un edificio, ma un popolo,
riunito e radicato nella Parola di Dio,
nell’amore di Cristo,
e nell’unità dello Spirito Santo.
Durante la quaresima ci siamo preparati
per la celebrazione della Pasqua
Con opere di carità e piccoli atti di sacrificio.
Oggi, in unione con l’intera Chiesa ricordiamo
l’entrata di Cristo a Gerusalemme
Per completare la sua opera salvifica come nostro
Messia: per soffrire, morire e risorgere.
Anche noi entriamo in questa settimana santa e accogliamo Cristo come nostro Salvatore.
Benedizione delle Palme
Nell’Impero Romano le persone usavano rami di palma e altra vegetazione come segno di accoglienza e rispetto quando delle persone importanti entravano nei paesi e nelle città. I Vangeli riportano che molte persone fecero questo a Gerusalemme fecero per l’entrata di Gesù.Dio Onnipotente, ascolta le nostre preghiere:
la tua benedizione scenda su di noi e su questi rami.
Oggi acclamiamo con gioia Gesù,
nostro Messia e nostro Re.
Che possiamo onorarti ogni giorno vivendo
sempre in lui, che è il Signore nei secoli dei secoli.
Amen.
Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca
Ma essi insistevano dicendo: ‘Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui’. Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in
quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
Lettore 2 Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
Lettore 3 Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: ‘Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche
Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà’. Ma essi si misero a gridare tutti insieme: ‘Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!’. (Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio.)
Lettore 1 Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: ‘Crocifiggilo! Crocifiggilo!’. Ed egli, per la terza volta, disse loro: ‘Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà’. Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano.
Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Lettore 2 Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.
Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: ‘Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: ‘Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato’. Allora cominceranno a dire ai monti: ‘Cadete su di noi!’, e alle colline: ‘Copriteci!’. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?’. Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Lettore 3 Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno’. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Lettore 1 Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: ‘Ha salvato altri! Salvi sé stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto’. Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: ‘Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso».
Sopra di lui c’era anche una scritta: ‘Costui è il re dei Giudei’.
Lettore 2 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: ‘Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!’.
L’altro invece lo rimproverava dicendo: ‘Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena?
Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male’. E disse: ‘Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno’. Gli rispose: ‘In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso.’
Lettore 3 Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà.
Gesù, gridando a gran voce, disse: ‘Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito’. Detto questo, spirò.
[Qui si fa una breve pausa]
Lettore 1 Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo, ‘Veramente quest’uomo era giusto’. Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
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Celebrando in Casa - V Domenica di Quaresima
Libertà e perdono
(Giovanni 8:1-11)
Gli scribi e i farisei, per incastrare Gesù, fanno sfilare una donna impotente davanti alla folla riunita per ascoltare l'insegnamento di Gesù. Possiamo solo immaginare il suo imbarazzo quando la accusano pubblicamente di adulterio. Notando che la legge di Mosè dice che dovrebbero lapidare la donna a morte, chiedono cosa ne pensi Gesù.
Gesù, già seduto, si china e scrive per terra. Cosa scrive non lo sappiamo, ma dalla sua "bassa" posizione Gesù riesce tranquillamente a ribaltare l'intera situazione.
All'inizio non dice nulla. Quando gli scribi e i farisei insistono con la loro domanda, Gesù dice semplicemente: "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei", e torna a scrivere.
Percepiamo che segue un silenzio imbarazzante prima che gli scribi e i farisei, prima minacciosi, sembrano semplicemente defilarsi. Le parole di Gesù sembrano toccarli profondamente e sciolgono sia il loro atteggiamento duro verso la donna che il loro desiderio di incastrarlo.
Come la donna, non sono condannati da Gesù, ma restaurati nella giusta relazione con lui e con la donna - non vogliono più incastrare Gesù o fare del male alla donna. Se ne vanno pacificamente. Gesù pronuncia il perdono per la donna e le dice di non peccare più.
I Vangeli delle ultime due domeniche contenevano delle parabole sul perdono di Dio e sulla sua cura tenera nel restituirci alla vita. Nel Vangelo di oggi vediamo il generoso perdono di Dio in azione mentre Gesù affronta una situazione umana concreta di giudizio e condanna che minaccia la vita.
Siamo chiamati a non essere giudici degli altri, ma operatori della sontuosa compassione e misericordia di Dio.
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Celebrando in Casa - IV Domenica di Quaresima
Il padre che perdona
(Luca 15:1-3, 11-32)
Un padre ricco aveva due figli. Molto sfacciatamente, il figlio minore chiede la sua parte del patrimonio che gli spetterebbe alla morte del padre. Si tratta di un giovane che ha dei posti dove andare e delle cose da vedere!
Il padre, sorprendentemente, gli dà la metà del suo patrimonio, non il terzo a cui il figlio aveva diritto. Non c'è da stupirsi che il figlio maggiore si sia sentito offeso.
Il figlio minore parte e si gode la vita fino a quando non finiscono i soldi. Rovinato finanziariamente, deve guadagnarsi da vivere dando da mangiare ai maiali.
Decide di tornare a casa, implora perdono e chiede di essere solo un servo nella casa del padre.
Il padre aspetta con ansia il figlio al suo ritorno. Corre ad abbracciarlo. Il figlio inizia la sua confessione, ma il padre non ci fa caso. Non castiga e non fa la predica.
Rifiuta di trattare suo figlio come un servo e si mette subito a restituirgli il posto che gli spetta in casa - con l'anello, la tunica e i sandali.
Ordina una festa per celebrare il ritorno del figlio che è vivo e che è tornato. Non c'è da stupirsi che il figlio maggiore si arrabbi e provi risentimento. Ma il padre con premura lo rassicura che il suo posto in casa e il suo affetto sono sicuri e lo esorta a riconciliarsi con suo fratello. Rimane però l'interrogativo su quanto sia accaduto in seguito.
Il Vangelo offre non solo la speranza del perdono di Dio, ma la certezza dello stesso.
Il messaggio di oggi è: Rallegratevi della perdurante misericordia di Dio!
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Celebrando in Casa - III Domenica di Quaresima
Il giardiniere paziente
(Luca 13:1-9)
Come si passa dalla tentazione alla trasfigurazione? Solo con il pentimento e il perdono di Dio. Questa è la tabella di marcia del nostro viaggio cristiano.
Oh, come ci piace un’avvincente storia di un disastro che colpisce qualcun altro! La forza della risposta di Gesù a coloro che gli raccontarono dei Galilei crocifissi sembra indicare che essi avessero accolto questa notizia con un certo apprezzamento. La risposta di Gesù ci dice di non dare per scontato che le cose cattive accadano solo alle persone cattive e di non pensare che i disastri siano una sorta di punizione per il peccato; è come dicesse, smettila di pensare alla colpa degli altri e concentrati più sul tuo cammino di pentimento - tornando verso Dio. La parabola del fico che segue risponde alla domanda: ‘Se ci pentiamo, che tipo di accoglienza riceveremo da Dio?’ Dio sarà con noi come il giardiniere della parabola. Ci tratterà con gentilezza e tenerezza e ci porterà di nuovo alla vita in modo che possiamo produrre buoni frutti.
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Celebrando in Casa - II Domenica di Quaresima
Trasfigurazione
(Luca 9:28-36)
Questi brani del Vangelo ci dicono cosa sono la Quaresima e la vita cristiana: si tratta di un costante viaggio dalla tentazione e dal dubbio alla trasfigurazione e alla fede. Trasfigurazione significa essere ‘attraversati’ dalla presenza di Dio.
Essere trasfigurati significa permettere alla presenza di Dio di trasformarci completamente. È una rivoluzione della mente e del cuore guidata dallo Spirito di Dio e resa possibile dalla nostra apertura di cuore.
La nostra vita di cristiani consiste nell'essere trasfigurati dallo Spirito di Dio in modo che Dio si manifesti e venga sperimentato attraverso di noi.
Questo è ciò che hanno visto Pietro, Giacomo e Giovanni in Gesù trasfigurato.
Il cammino verso la trasfigurazione richiede fede e perseveranza. La storia di Abramo nella prima lettura è una storia di grande fede e fiducia. Abramo deve fare i conti con la perdita del suo amato figlio, la fonte di tutta la sua speranza per il futuro. Si è fidato e suo figlio è stato risparmiato.
Questo è stato per Abramo un chiaro segno che Dio stava per dare vita, e non morte, al suo popolo.
Ci vogliono fede e perseveranza per osare e lasciarsi guidare dalla passione, dalla speranza e dalla volontà di Dio piuttosto che dai nostri desideri e dalla nostra volontà. L'ascolto della parola vivente del ‘Figlio diletto’ forma in noi il cuore di Dio.
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Celebrando in Casa - I Domenica di Quaresima
Dalla tentazione alla trasfigurazione
(Luca 4:1-13)
Questo è ciò che significa ‘convertirsi e credere al Vangelo’.
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Celebrando in Casa - VIII Domenica del Tempo ordinario
Albero sano, frutti buoni
(Luca 6:39-45)
Il Vangelo di oggi è la nostra lettura finale dal Sermone della Pianura di Luca. Questa settimana, l'insegnamento fondamentale di Gesù continua a concentrarsi sulla generosità abbondante nei nostri comportamenti verso il prossimo.
Il Vangelo si apre con una parabola su un cieco che ne guida un altro ed entrambi cadono in un pozzo. I discepoli, come noi, sono in cammino per la durata della loro vita con Gesù, il nostro maestro. In questo viaggio c'è sempre di più da scoprire, maggiori profondità da scandagliare, nuove intuizioni da acquisire man mano che cresciamo per essere più simili a Gesù; quando passiamo dall'essere ‘ciechi’ a ‘vedere’ con gli occhi di Gesù.
Impariamo gradualmente a lasciare andare la nostra inclinazione moralista che giudica i piccoli difetti degli altri senza mai notare i propri punti ciechi più grandi e distruttivi (la famosa pagliuzza e la trave).
Quando impariamo la via della misericordia e della generosità di Dio, ci asteniamo dal tipo di giudizi che altrimenti limiterebbero la carità, la misericordia e la bontà di Dio che operano in noi. I nostri cuori vengono edificati nel bene.
Come gli alberi che si conoscono dai loro frutti, così i discepoli si conosceranno dalle loro parole e dalle loro azioni, dai loro valori e dai loro atteggiamenti, da chi sono veramente, da ciò che hanno nel cuore.
Il nostro cammino di formazione con Gesù costruisce gradualmente il cuore di Dio nel nostro, così che viviamo, parliamo e agiamo, sempre di più, a partire da quella grande riserva di misericordia e generosità.
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Celebrando in Casa - VII Domenica del Tempo ordinario
Relazioni generose
(Luca 6:27-38)
Questa settimana, l’insegnamento radicale di Gesù si concentra sulla generosità nelle relazioni umane. Le parole di apertura, ‘Amate i vostri nemici’, stabiliscono il tono del resto del testo.
Di nuovo, a prima vista le parole di Gesù sembrano assurde e quasi impossibili da seguire. Dovremmo davvero offrire l’altra guancia a qualcuno che ci colpisce? Dobbiamo davvero dare il resto dei nostri vestiti a qualcuno che ci ruba il cappotto? Dobbiamo davvero non lottare per riavere la nostra proprietà da chi ci ruba? È davvero questo che Gesù ci chiede di fare?
La chiave di questo discorso profetico di Gesù è quello di stimolare i suoi discepoli (e anche noi) a riflettere sull’intero modello di comportamento nelle relazioni umane. Gesù non sta realmente suggerendo regole da seguire alla lettera in determinate circostanze. Piuttosto, siamo invitati a riflettere su come possiamo rispondere alle richieste irragionevoli e alle ferite personali con nient’altro che la generosità, abbandonando ogni pretesa di retribuzione.
Gesù suggerisce, fondamentalmente, di rispondere agli insulti e alle ferite in maniera tale da rompere
eventuali cicli di violenta ritorsione e fornire percorsi di pace e riconciliazione. Facendo questo, dice Gesù, possiamo permettere alla totale generosità di Dio di risplendere attraverso di noi. Fare del bene solo a coloro che fanno del bene a noi non è sufficiente per trasmettere la generosità e l’accoglienza di Dio. Solo agendo con generosità e compassione travolgenti, la misericordia, la generosità e la compassione con cui Dio incontra ciascuno di noi può essere vista chiaramente nelle azioni concrete.
C’è una regola d’oro: tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te.
Quando agiamo con generosità, misericordia e attingiamo dalla compassione di Dio, astenendoci dal giudizio e dalla condanna e concedendo il perdono, veniamo travolti noi stessi dalla appassionata e abbondante generosità di Dio per noi.
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Celebrando in Casa - VI Domenica del Tempo ordinario
Beatitudini e guai
(Luca 6:17, 20-26)
Nelle prossime tre domeniche ascolteremo quasi tutto il Discorso della Pianura di Luca. Luca ha usato il Discorso della Montagna di Matteo, ma lo ha cambiato e accorciato significativamente. È importante sottolineare che entrambi i discorsi sono più che le Beatitudini con i quali iniziano.
In Luca, le parole di Gesù sono rivolte ai discepoli, non alla folla riunita, quindi potremmo pensare al discorso come un insegnamento sul discepolato L’intero sermone è piuttosto impegnativo e stimolante, specialmente i versetti che formano la lettura del Vangelo di oggi. Il sermone inizia con quattro beatitudini e quattro sventure.
A prima vista è molto strano chiamare beate, benedette o felici le persone che sono povere, affamate, piangenti e odiate. Ma dobbiamo ascoltare le parole di Gesù nel contesto dell’insegnamento religioso e del pensiero generale che apparteneva al suo tempo. Allora si pensava generalmente che chi soffriva queste cose sperimentava gli effetti della propria peccaminosità personale o di quella di un antenato. Allo stesso modo, coloro che avevano ricchezza, cibo in abbondanza e uno status elevato erano considerati benedetti e premiati da Dio.
Nelle beatitudini Gesù rovescia questo modo di pensare e dice effettivamente che è vero il contrario: Dio è, infatti, dalla parte dei poveri e dei sofferenti. Essi sperimentano la sofferenza non per colpa loro (p.e., il peccato), è semplicemente la situazione in cui si trovano. Come chiariscono le maledizioni (‘Guai a voi...’), i ricchi hanno molto da perdere. I poveri e i sofferenti sono fortunati secondo Gesù perché hanno un bisogno che la generosità traboccante di Dio può riempire.
La loro situazione attira l’impulso di Dio a salvare.
Il Regno di Dio è già in mezzo a loro. A parità di condizioni, essere ricchi, ben nutriti, felici e con una buona reputazione è perfettamente desiderabile.
Ma nella visione di Gesù non tutte le cose sono uguali.
Spesso i poveri sono poveri proprio perché i ricchi sono ricchi. Gli impotenti soffrono per mano di coloro che hanno potere e influenza. ‘I ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri’ è un detto che dura ancora oggi.
In tutto il suo Vangelo, Luca sottolinea l’insistenza di Gesù nel ripetere quanto sia necessario che i suoi discepoli abbraccino la povertà e non si facciano illusioni sul pericolo della ricchezza. Coloro che rimangono posseduti dai loro beni e dai privilegi che ne conseguono spesso non sono in grado di ricevere il dono della salvezza, ma anche loro possono unirsi ai beati attraverso la cura dei poveri.
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Celebrando in Casa - V Domenica del Tempo ordinario
Eccomi, manda me
(Luca 5:1-11)
Per bilanciare il rifiuto che Gesù ha sperimentato nel Vangelo della settimana scorsa, l’episodio di questa settimana racconta la storia di due persone che accolgono il suo messaggio.
In primo luogo, una folla entusiasta si è radunata sulla riva del lago, premendo avidamente per ascoltare l’insegnamento di Gesù. Gesù sembra rischiare di essere schiacciato o almeno di essere spinto in mare! Egli prende l’insolita decisione di insegnare dalla barca di Simone.
In secondo luogo, Luca ci dice che Simone e i suoi compagni stavano lavando le loro reti sulla riva mentre Gesù insegnava, indubbiamente ascoltando allo stesso tempo ciò che Gesù aveva da dire.
Quando Gesù finisce il suo insegnamento, chiede a Simone di prendere il largo verso acque profonde e di prepararsi per la pesca. Simone protesta: se non hanno preso nulla per tutta la notte, il momento migliore per la pesca, che speranza c’era di fare una buona pesca durante il giorno? E poi, cosa ne sa un artigiano come Gesù dell’arte della pesca commerciale?
Ciononostante, Simone fa come chiede Gesù e il risultato è una pesca straordinaria, pesce in abbondanza, abbastanza da affondare quasi due barche.
Sopraffatto dall’enorme pesca, Simone avverte sia la presenza del Divino che il proprio essere indegno e prega Gesù di lasciarlo.
Le parole di Gesù per lui sono sia una chiamata che un incarico . D’ora in poi non saranno pesci destinati alla morte, ma persone vive quelle che Simone e i suoi compagni attireranno nella comunità dei discepoli.
Sorprendentemente, Simon Pietro, Giacomo e Giovanni abbandonano la loro fiorente attività, lasciando tutto, reti, barche e dipendenti, e seguono Gesù.
Questi nuovi discepoli di Gesù useranno la Parola di Dio per attirare uomini e donne perché trasformino la loro vita in una nuova vita in Cristo. La miracolosa pesca di un numero così grande di pesci sembra indicare che un vasto numero di persone troverà la via della Vita nella predicazione degli apostoli.
La nostra chiamata come discepoli non è solo alla santità personale ma anche alla collaborazione con Cristo nel trasformare il mondo e le sue genti con parole e azioni di giustizia, pace, integrità, perdono, misericordia, tolleranza, speranza e amore.
Prima dobbiamo lasciarci ‘prendere’ e ricevere gli insegnamenti da Gesù. La risposta che ci viene chiesta, sembra, è di essere pronti a rinunciare a tutto nella nostra ricerca di conoscere Gesù. Nonostante la nostra peccaminosità, il senso di indegnità e la mancanza di fede in noi stessi, è una chiamata a confidare nella scelta di Dio su di noi e nella fede di Dio in noi.
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