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Displaying items by tag: ARCHIVUM GENERALE ORDINIS CARMELITARUM

Giovedì, 05 Marzo 2026 08:24

Due centenari

Dagli Archivi e dalla Biblioteca Generale dell'Ordine Carmelitano

Quest’anno ricorrono due importanti centenari per l’Ordine Carmelitano. Il 30 gennaio 1226, il papa Onorio III concedeva una bolla, in forma di mandatum ossia di comando, che iniziava con le parole Ut vivendi normam: con essa il pontefice comandava agli eremiti del Carmelo di osservare fedelmente la Formula di Vita, data alcuni anni prima (tra il 1206 e il 1214) dal patriarca Alberto di Gerusalemme. Osservandola e vivendo «in santa penitenza», i frati avrebbero ottenuto l’indulgenza. Non si tratta ancora dell’approvazione della Regola, che avverrà solo il 1° ottobre 1247 con Innocenzo IV, ma di un primo riconoscimento della comunità degli eremiti carmelitani e della loro Formula di Vita.

Un secolo più tardi, il 3 febbraio 1326, Giovanni XXII concedeva con la costituzione Super cathedram tutti i privilegi già concessi ai francescani e ai domenicani: in tal modo si completava il percorso, abbastanza accidentato, di trasformazione del Carmelo in ordine mendicante.

Published in Notizie (CITOC)
Lunedì, 22 Dicembre 2025 10:24

I maccheroni di Napoli

Dagli Archivi e dalla biblioteca generale dell'Ordine Carmelitano

Nel nostro archivio conserviamo il carteggio tra p. Luigi Laghi, che fu priore generale dei carmelitani negli anni 1742-1756, e il sottopriore della Traspontina di Roma, p. Avertano Bevilacqua. Da questa corrispondenza si ricavano preziose e divertenti informazioni su ricette culinarie e medicamentose in voga nel XVIII secolo, di cui Laghi era particolarmente appassionato. 

In una delle lettere, datata 12 febbraio 1758, Laghi scrive dal convento di Forlì, nella provincia di Romagna-Marche, e chiede a Bevilacqua di inviargli un cesto contenente ottanta o cento libbre (ossia 35-45 kg) di maccheroni, di quelli che si mangiano solitamente al convento della Traspontina, ma che siano «veramente di Napoli, e non di Roma!» [AGOC, II Roma (Tr.) 118.1.1., fasc. Bevilacqua, Corrispondenza ricevuta 1958].

All’epoca il termine “maccheroni” era utilizzato per definire genericamente la pasta secca di grano duro, senza riferimento a uno specifico formato (spaghetti, vermicelli, pasta corta, pasta cava etc...). Questo prodotto, diventato tipico della cucina mediterranea, ebbe grande successo nella Napoli dei Borbone e dalla capitale partenopea era esportato in tutta l’Italia preunitaria. Gli stessi napoletani erano chiamati “mangiamaccheroni”, appellativo poi esteso come stereotipo agli italiani immigrati all’estero. Nel Settecento le vie di Napoli pullulavano di trattorie e venditori ambulanti di pasta al pomodoro, che era consumata anche per strada, come cibo da asporto, e i produttori locali si riunivano in un’apposita corporazione di “vermicellari”, per tutelare i propri interessi economici.

La richiesta di padre Laghi riflette certamente la ghiottoneria dell’ex generale, già famoso per la sua passione per la cioccolata, ma testimonia anche il primato di Napoli nella produzione della pasta secca, soprattutto in termini di qualità.

Il documento è conservato nella sezione “S. Maria in Traspontina” dell’AGOC ed è stato inventariato nel volume Santa Maria in Traspontina. La vita di una comunità carmelitana attraverso le carte d’archivio. Inventario del fondo, a cura di Jacopo De Santis, Roma, Edizioni Carmelitane (Collana Subsidia Archivi Carmelitarum), 2023

Maggiori info sul libro sono disponibili all'indirizzo edizionicarmelitane.org

Published in Notizie (CITOC)
Venerdì, 31 Ottobre 2025 08:48

Un gioiellino del 1495 della Biblioteca Carmelitana

Dal Archivio Generale dei Carmelitani
Un gioiellino della Biblioteca Carmelitana: un incunabolo del 1495

Dai depositi librari della Biblioteca Generale Carmelitana, è venuto alla luce un elegante incunabolo stampato a Brescia il 13 settembre 1495, presso il tipografo e librario Bernardino Misinta, attivo dal 1490 al 1509, tra Lombardia e Veneto.

Il volume contiene la traduzione latina, effettuata dal veneziano Girolamo Donati (1456-1511), dell’opera De anima del filosofo greco e commentatore aristotelico Alessandro di Afrodisia (secc. II-III).

L’incunabolo – dal latino incunabulum, ovvero in culla, per indicare i primi libri stampati entro il XV secolo –, non mostra ancora il tipico frontespizio che subentrerà solo a partire dal 1500 in poi, ma una carta d’incipit del tutto similare a quelle presenti nei coevi codici manoscritti, con iniziale incipitaria rubricata, di modulo maggiore, su sfondo floreale, eseguita con tecnica xilografica [foto 1]. A corredo del testo è visibile, inoltre, un fregio vegetale, inserito manualmente, che si dipana su tre lati della pagina, ad eccezione del margine inferiore, dove si distinguono tre timbri, tra cui quello della Biblioteca Carmelitana [foto 1]

Come di consueto per i primi libri a stampa, il carattere tipografico utilizzato (il cosiddetto “carattere romano”) riproduce le sembianze della scrittura umanistica adoperata nei codici quattrocenteschi. 

L’influsso dei libri manoscritti è visibile anche all’interno del volume, ove sono presenti spazi bianchi riservati alla decorazione, accompagnati da “letterine guida”, in corrispondenza delle iniziali maggiori di testo, che dovevano essere stampate in un secondo momento rispetto al testo [foto 2]

Sull’ultima pagina dell’esemplare è presente il colophon, dove vengono riportati i dati relativi alla stampa, come il nome del tipografo, la data e il luogo [foto 3].

Infine, poiché all’epoca i libri erano conservati in orizzontale, sul taglio inferiore erano aggiunti a mano il nome dell’autore e il titolo dell’opera [foto 4].

[da: ABiGOC: Archivio e Biblioteca Generali dell’Ordine Carmelitano]
Published in Notizie (CITOC)
Venerdì, 17 Ottobre 2025 11:41

Un sigillo del re di Francia

Per il quarto anno consecutivo abbiamo completato un altro blocco di restauri dei sigilli provenienti dalla nostra collezione di pergamene. Come negli anni passati, il progetto è stato sostenuto grazie ai contributi dell’8xMille della CEI ed è stato eseguito dal dottor Luca Becchetti, custode dei sigilli dell’Archivio Apostolico Vaticano.

Vi mostriamo il prima e il dopo di un grande sigillo rotondo in cera naturale del re di Francia Francesco I (1515-1547), le cui condizioni, prima del restauro, erano pessime, con frammenti reincollati senza alcuna logica. Il sigillo, oggi nuovamente leggibile nonostante le parti deperdite, mostra sul recto l’effigie del sovrano assiso sul trono, coronato e con lo scettro, entro un padiglione a fiordalisi; sotto i suoi piedi, s’intravedono le sagome di due leoni. Sul verso si scorge traccia dello scudo di Francia.

Il privilegio a cui appartiene (II Extra/1527.1) è datato Saint Denis, 7 luglio 1527: si tratta di una lettera regia con cui il re di Francia scrive al priore generale Niccolò Audet, ponendo fine alla diatriba tra costui e Stephane Jovency, priore della provincia di Narbona. Quando l’8 maggio 1524, durante il Capitolo di Venezia, Audet era stato eletto generale, Jovency ne aveva disconosciuto l’autorità, causando una frattura nell’Ordine carmelitano. Una settimana dopo l’elezione contestata, il priore di Narbona aveva indetto un anti-capitolo a Montpellier, dal quale era uscito priore generale. Probabilmente a quel capitolo parteciparono solo le province della Francia meridionale, ma lo scontro tra esse e il resto dell’Ordine fu tale da causare uno scisma a suon di scomuniche. Infatti Audet aveva portato la questione davanti a papa Clemente VII, ottenendo una bolla con cui si intimava ai francesi di tornare sotto la giurisdizione della curia carmelitana di Roma. A sua volta Jovency aveva fatto appello al re di Francia, nel tentativo di far sospendere la decisione papale, ma il Consiglio reale decise in favore di Audet, il quale governò dal 1524 al 1562, distinguendosi come straordinario riformatore. Il suo generalato fu il secondo più lungo della storia dell’Ordine, dopo quello di Giovanni Grossi (1411-1430).

[da: ABiGOC: Archivio e Biblioteca Generali dell’Ordine Carmelitano, 22 luglio 2025]
Published in Notizie (CITOC)
Giovedì, 10 Luglio 2025 10:39

Un incunabolo carmelitano del 1499

Dagli Archivi generali

Un incunabolo carmelitano del 1499

Presso la Biblioteca Generale Carmelitana è conservato un prezioso incunabolo che contiene le Constitutiones Fratrum Ordinis Carmelitarum, curate dal carmelitano Giovanni Maria Polucci e stampate a Venezia il 29 aprile del 1499, dal noto tipografo Lucantonio Giunta.

Il volume mostra ancora le caratteristiche grafico-librarie tipiche dei coevi manoscritti: sulla pagina d’apertura si notano, infatti, l’incipit del testo in inchiostro rosso, una iniziale calligrafica rubricata, un segno di paragrafo anch’esso rubricato e l’impiego di caratteri tipografici derivati dalla scrittura gotica. A corredo del testo è presente, inoltre, una vignetta illustrativa xilografata che raffigura l’Annunciazione [foto 1].

Allo stesso raffinato xilografo si deve, con ogni probabilità, anche l’immagine che precede la carta incipitaria, ove è rappresentato il Vexilum Carmelitarum, sorretto da due angeli, con all’interno, in posizione frontale, l’effigie della Vergine del Monte Carmelo, di squisita fattura [foto 2].

Il volume si chiude con un ricco e dettagliato colophon in cui si forniscono notizie sul contenuto, sullo stampatore, sul luogo e sulla data di stampa [foto 3].

Published in Notizie (CITOC)
Venerdì, 16 Maggio 2025 11:07

Ritrovato un libro pop-up del XVI secolo

Vi presentiamo uno dei primi esempi di libri animati, o libri pop-up, che abbiamo trovato durante l’attività di catalogazione del nostro fondo antico. Si tratta di una cinquecentina, stampata a Lione nel 1567, contenente il De Sphaera dell'astronomo e matematico Giovanni Sacrobosco (Johannes de Sacrobosco), il trattato di astronomia più letto nel Medioevo, soprattutto nelle università. Il volume contiene numerose illustrazioni tridimensionali che raffigurano il sistema solare, volte ad ampliare e completare la trattazione dell'autore.

Nell'immagine, tratta da una delle pagine del volume, è possibile vedere la riproduzione di una volvella lunare, uno strumento che permetteva di determinare la fase, l'età e la costellazione della luna. Questo strumento, composto da diversi dischi di carta sovrapposti, era fissato alla pagina sottostante tramite un perno, che permetteva a ciascun disco di ruotare liberamente attorno all'asse centrale.

[Da: ABiGOC: Archivio e Biblioteca Generali dell’Ordine Carmelitano]

Published in Notizie (CITOC)

Restauro dei volumi liturgici della Biblioteca generale carmelitana

Dallo scorso anno, grazie ai contributi dell’8xMille della Conferenza Episcopale Italiana destinati ad Archivi e Biblioteche ecclesiastiche, la nostra Biblioteca ha potuto commissionare un importante progetto di restauro dei volumi appartenenti al fondo liturgico ivi conservato.

Il restauratore Alessandro De Cupis ha infatti riportato all’antica bellezza quattro dei circa trenta volumi liturgici, tra antifonari, corali e graduali, databili tra il XVI e il XVIII secolo, che si caratterizzano per le loro dimensioni atlantiche, per la presenza di preziose miniature e per il fatto di essere interamente manoscritti, quindi, di grande valore storico e culturale per il nostro patrimonio librario.

Alessandro De Cupis sta attualmente proseguendo l’attività di restauro di altri sette volumi e ci auguriamo che possa continuare anche in futuro, completando l’intero fondo, così da incentivare lo studio e la valorizzazione di questi importanti esemplari da parte di esperti del settore.

[Da: ABiGOC: Archivio e Biblioteca Generali dell’Ordine Carmelitano]

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Giovedì, 21 Novembre 2024 14:38

La caricatura del beato Angelo Paoli

Le curiosità dell’Archivio

La caricatura del beato Angelo Paoli

Nella Collezione iconografica dell’Archivio generale dell'Ordine carmelitano si conserva una copia di un disegno caricaturale raffigurante il frate carmelitano Angelo Paoli (1642-1720), il quale fu immortalato davanti al portone del convento romano di San Martino ai Monti, dove era solito distribuire pane ed elemosine ai poveri di Roma. Il Paoli, beatificato nel 2010, era noto per il suo impegno nel sociale, in particolare nell'assistenza agli indigenti e ai malati.

La caricatura, il cui originale è conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, all'interno del Codice Ottoboniano Latino 3113, fu eseguita a inchiostro da Pietro Leone Ghezzi (1674-1755), famoso pittore e caricaturista romano, che ritrasse numerosi personaggi pittoreschi della Roma barocca, trasmettendocene una memoria visiva.

Il Beato Angelo Paoli (1642-1720) era talmente stimato per le sue opere di carità da essere chiamato “Padre dei poveri”. Agì con la convinzione che chi ama Dio deve trovarlo tra i poveri. Istituì a Roma una casa di convalescenza dove i poveri potevano recuperare dopo essere usciti dall'ospedale. Devoto alla Croce, pose una croce all'interno del Colosseo a Roma. È stato beatificato nel 2010.

(Questo articolo è apparso per la prima volta su ABIGOC - 5/2024).

Published in Notizie (CITOC)
Giovedì, 14 Novembre 2024 07:41

L'Archivio Generale dei Carmelitani su Academia.edu

L’Archivio e la Biblioteca generali dell’Ordine Carmelitano su Academia.edu

L’Archivio e la Biblioteca generali dell’Ordine Carmelitano sono di recente entrati a far parte del portale Academia, con l’obiettivo di condividere e diffondere tra gli studiosi, sia religiosi che laici, le numerose pubblicazioni (monografie, saggi e articoli) scaturite negli ultimi anni dalle ricerche condotte in Archivio e Biblioteca. I diversi studi sono stati pubblicati da Edizioni Carmelitane, casa editrice della Curia Generalizia dell’Ordine Carmelitano e dell’Institutum Carmelitanum.

La finalità più ampia è stata, inoltre, quella di far conoscere l’Archivio e la Biblioteca dei Carmelitani in quanto istituzioni non solo ecclesiastiche, ma anche culturali, includendole all’interno della comunità scientifica internazionale per eventuali future collaborazioni e progetti.

Per il momento, sono stati inseriti gli ultimi lavori usciti nelle diverse collane di Edizioni Carmelitane, che potete visionare al seguente link: https://independent.academia.edu/ArchivioeBibliotecageneralidellordinecarmelitano

Published in Notizie (CITOC)
Venerdì, 18 Ottobre 2024 09:41

Una curiosità nella Biblioteca del Carmelo di Roma

Tra i libri più antichi della Biblioteca Generale dei Carmelitani di Roma c'è uno splendido volume del 1528. Proveniente da Parigi, l'opera è la prima edizione a stampa del trattato latino Summa de haeresibus et earum confutationibusscritto dal carmelitano Guy de Perpignan (1270-1342), noto anche come Guido Terreni.

L'opera, risalente al XVI secolo, contiene un frontespizio molto interessante. La pagina è incorniciata da eleganti disegni architettonici. All'interno della cornice sono presenti, oltre al nome dell'opera e dell'autore, il timbro dello stampatore fiammingo Jodocus Badius Ascensius.L'immagine mostra un'antica tipografia, con tre persone che lavorano a un torchio di legno.Il disegno riprende il “tiratore”, al centro, nel momento in cui aziona la barra per premere la lastra sul foglio da stampare. 

Il “rullatore”, a sinistra, è incaricato di inchiostrare le pagine di caratteri mobili. Il “compositore”, a destra, ha il compito di comporre i testi allineando i caratteri mobili, prelevati dalla cassa tipografica, sulla macchina compositrice. Si notano anche in primo piano due pile di carta, una ancora bianca e una già stampata. 

Inoltre la nota di possesso che si legge sul frontespizio [Foto], anch'essa attribuita al XVI secolo, colloca il libro nell'antica biblioteca di Santa Maria in Traspontina, stadio generale dell'Ordine. Questa biblioteca era la sede originaria della maggior parte dei libri più antichi oggi conservati presso la Biblioteca Generale Carmelitana di CISA.

Published in Notizie (CITOC)
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